Habemus Commissarium

PER UN DIBATTITO SULLA POLITICA NAZIONALE
PARTITI SVEGLIATEVI!... “Habemus Commissarium” : a che servono le elezioni?
Habemus Commissarium! Fu questo il grido che s’innalzò lo scorso anno quando lo Spread franco-tedesco decise di colpire la politica gas-esterofila del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
Al tempo, un ben architettato “golpe”, consentì alla finanza internazionale di nominare il nuovo Presidente del Consiglio nella persona del monetarista Mario Monti.
Quasi fosse la finale di coppa del mondo, festeggiamenti, canti e balli, accompagnarono le prime settimane del salvatore dell’Italia.
La politica abdicò alla paura, la paura dello spread. Tutto (o quasi) fu consentito al tecnico Monti. Il fantasma dello spread scuoteva e annichiliva il dibattito nelle sedi di partito ed espropriava il Parlamento del potere legislativo.
Molti parlarono di un Governo non eletto dai cittadini, non voluto dal popolo e quindi non legittimato. Costoro, in realtà, dimenticarono di spiegare che l’Italia è fondata sulla rappresentatività. Il popolo elegge dei rappresentanti (Parlamentari) che a loro volta votano la fiducia a un Governo proposto dal Presidente della Repubblica. Se Monti divenne Presidente del Consiglio fu “merito” dei nostri Parlamentari e, quindi, “merito” degli elettori. Ironia della sorte!
Potrei dilungarmi per ore sul macellum generato dal porcellum, giustificando il tutto sul fatto che in verità i Parlamentari furono nominati dai partiti, ma dovrei nuovamente ricordare a me stesso, come un cane che si morde la coda, che quella legge elettorale fu votata dai nostri precedenti Parlamentari, rappresentanti del popolo, ed eletti con il vecchio sistema elettorale. Aimè è la verità!
Ma torniamo al breve ma intenso percorso del Governo Monti. Dieci mesi che hanno segnato l’Italia, dieci mesi che valgono per un decennio di abnormi guai.
Attenzione, da Berlusconiano non mi sottraggo alle critiche degli amici verso un Berlusconi poco incisivo, soprattutto dal 2009 in poi, ma di certo il paragone non giova a costoro.
Monti in questi dieci mesi si è alternato tra annunci, fumo e tasse.
Dalle finte liberalizzazioni, passando per le srl da un euro (in banca ridono ancora), finendo alla più elevata tassazione mai registrata nel nostro Paese.
Lungi da me parlare del Ministro Giarda, un uomo/tecnico/professore che ha passato i suoi ultimi venti anni a studiare la spending review, per poi scoprire che aveva necessità del supporto di Bondi per continuarla a studiare.
Non approfondisco il tema Enti locali, giusto per una questione di conflitto di interessi, ma di fatto prepariamoci a un 2013 all’insegna del commissariamento di tutti gli Enti Locali Italiani. Nel frattempo i Sindaci, consapevoli del naufragio, come Schettino, fuggono in cerca di un posto al sole, magari in Regione.
E i giovani? Il 35% disoccupato, in cerca di lavoro, in cerca di futuro. Miei coetanei, li sento, li ascolto, tante idee, ma la totale assenza di supporto per realizzare.
In verità, cosa aspettarci da tecnici che hanno un reddito lordo annuo pari a quello del bilancio del Comune di Atri?
In tutto questo i partiti? Nessuno ha il coraggio di staccare la spina. Ora la paura non è più lo spread, ma lo stesso amministrare. Amministrare un sistema ormai degenerato e sanguinante. Amministrare il declino, consapevoli di essere privi di idee per ripartire, appare troppo complesso, meglio delegare dei tecnici.
Svegliatevi partiti, compreso il mio, altrimenti prepariamoci a un futuro nel quale, alla fumata bianca, potremo anche gridare: Habemus Commissarium!
Davide Calcedonio Di Giacinto
