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DI’ CHE GIUSTIZIA SEI

Scritto da Gabriella Liberatore il . - 1558 visualizzazioni

“DI’ CHE GIUSTIZIA SEI”

 UNA TRAGEDIA DI ESCHILO PER AFFRONTARE UN TEMA DI SCOTTANTE ATTUALITA’        


 

La rappresentazione della tragedia si inserisce nell'ambito del Progetto " Di' Ke Giustizia sei", una riflessione articolata sul cammino dei diritti e sul significato profondo della Giustizia, intesa come  acquisizione irrinunciabile delle moderne democrazie .

La scelta di affrontare un tema così complesso nasce,evidentemente, dalla necessita' ,avvertita come stringente nel nostro tempo, di riaffermare il valore assoluto della Giustizia , intesa come 'punto di equilibrio',come composizione umana del conflitto altrettanto umano tra colpa ed espiazione ,tra reato e pena.

L’approccio diacronico ha consentito di riaffermare l’attualità, forse l’eternità, dell’insegnamento dei  classici, quale  fondamento culturale, sociale e politico della civilta ' occidentale.  

Il titolo del progetto,infatti, svela il sovrascopo : è un dialogo conla Giustizia, con la sua personificazione, un incalzante interrogativo sulla “ giustezza “ della stessa .

Se Dike ne è la personificazione, Atena  ne è lo strumento e il  tragico riafferma la sua forza.

La lettura, l’analisi  e l’ allestimento della tragedia “ Le Eumenidi “di Eschilo costituiscono   il fulcro dell’attività progettuale.

 La terza della trilogia dell’Orestea  ,infatti,  con il suo   significato alto della composizione della giustizia severa ed inesorabile con la salvezza, può essere paradigma del superamento  dalla primordiale vendetta : si elegge un tribunale, l’Areopago,  le Erinni diventano “ benevole”, la catena dei delitti si arresta. Nasce il tribunale, come  luogo in cui dimora Giustizia.

La trilogia Eschilea (Agamennone, Coefore ,Eumenidi)  ha come motivo fondamentale  la vendetta ,quale forma arcaica di risoluzione delle controversie. Ma l'ultima, Le Eumenidi,ne costituisce il  superamento. La catena di omicidi sembra non arrestarsi, ed e', quindi, necessario che sia la comunità ad intervenire per punire i colpevoli.

La rappresentazione, a cura degli studenti del Liceo Classico della Comunicazione di Teramo , avrà luogo domenica 2 giugno,alle ore 21, presso il Teatro Romano.

Gabriella Liberatore

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