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TEATRO SACRO A LANCIANO:

Scritto da Santino Verna il . - 302 visualizzazioni

TEATRO SACRO A LANCIANO:
UN’OPERA SUL MIRACOLO EUCARISTICO

E’ stato rappresentato, per due sere, nell’auditorium presso la Basilica della Madonna del Ponte, “Mysterium”, di Carmine Marino. La piece è inserita nella rassegna del Teatro Sacro, nel capoluogo frentano, con il coinvolgimento di alcune compagini italiane. E’ stata organizzata dall’associazione culturale “Il Ponte”, dal nome della costruzione dioclezianea dove fu costruita la Cattedrale di Lanciano.

La rappresentazione narra dell’Arcivescovo di Lanciano che interpella un Professore, per analizzare il Miracolo Eucaristico. Lanciano accoglie il primo Miracolo Eucaristico della storia, avvenuto nella prima metà dell’VIII sec., quando un monaco basiliano, rimasto anonimo, proveniente probabilmente dall’Asia Minore (od. Turchia) aveva dubbi sulla transustanziazione. Durante una Messa, l’ostia è diventata una parte del ventricolo sinistro umano, dolorante e sanguinante e il vino, sangue, poi coagulato per formare cinque globuli dalla consistenza lapidea.

Nella rappresentazione, con soli due attori, Carmine Marino e Francesco Angelucci, rispettivamente nella parte del Vescovo e del Professore, scorgiamo l’eco della ricognizione scientifica del 1970-71 condotta dal Prof. Odoardo Linoli, scienziato di fama internazionale, libero docente all’Università degli Studi di Siena e primario in un ospedale di Arezzo. Grazie all’opera del Prof. Linoli, il Miracolo è stato accertato dalla scienza e dal 4 marzo 1971 la Chiesa di S. Francesco è diventata ufficialmente luogo del Miracolo Eucaristico.

La storia incontra la leggenda popolare, perché nella piece si parla di Longino, il soldato romano incaricato ad infliggere il colpo di grazia a Gesù Crocifisso, per accelerarne la morte. Longino, mai dimenticato, se Gian Lorenzo Bernini gli riservò uno spazio, vicino all’altare della Confessione, con il sangue del Redentore avrebbe recuperato la vista, e poi il dono della conversione. Una tradizione lo vuole a Mantova, dove portò una pietra con il sangue di Gesù, e per questo fu costruita la Basilica di S. Andrea. I lancianesi lo rivendicano frentano, anche se mai entrato nell’almanacco delle tradizioni popolari abruzzesi.

Per alleggerire la storia, un terzo personaggio, interpretato sempre da Marino, la perpetua del Vescovo, Angelina, l’unica che parla in dialetto, con qualche battuta e la preparazione del Caffè-Sport artigianale dove inserisce la cannella, per dare un tocco di particolarità. Angelina ricorda al Vescovo di tornare alle origini, quando era sacerdote e si sporcava le mani con i più poveri e i più deboli. Una volta diventato Vescovo aveva avuto gli impegni della burocrazia.

Corredata da intermezzi musicali, con esecuzione di Pier Luigi Cotellessa, Massimiliano Perretti e Giulia Martelli, la rappresentazione vuol promuovere il Miracolo di Lanciano, presto segnato da un momento di forte esultanza: la canonizzazione del Beato Carlo Acutis. Carlo, da bambino, è venuto diverse volte, con i genitori Andrea e Antonia Salzano, e una foto è stata scattata nell’Oratorio di S. Legonziano (dove avvenne il Miracolo), fresco di ripristino. Proprio a Lanciano, Carlo ebbe il suggerimento dallo Spirito Santo, di costruire, attraverso il computer, la mappa di tutti i Miracoli Eucaristici presenti nel mondo, con una sezione dei Santi particolarmente legati all’Eucarestia.

La canonizzazione di Carlo, felice coincidenza, avverrà il 27 aprile, Domenica IIa di Pasqua, “in albis”, dove il Vangelo ha un riferimento indiretto a Lanciano: l’incredulità di Tommaso. Nella rappresentazione di Carmine Marino abbiamo un riferimento all’apostolo (inizialmente) incredulo, le cui spoglie nel 1258 dall’Oriente furono portate ad Ortona, da qualche secolo legata ecclesiasticamente a Lanciano, come possiamo vedere dal paliotto posteriore dell’altar maggiore della Basilica della Madonna del Ponte.

La rappresentazione può esser portata in tanti altri luoghi. Una piece per tutti, per conoscere un aspetto importante dell’Abruzzo che, attraverso la fede e la carità, abbraccia tutto il mondo.

SANTINO VERNA

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