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SAN GAETANO: THIENE E NON “DA” THIENE

Scritto da Santino Verna il . - 110 visualizzazioni

SAN GAETANO: THIENE E NON “DA” THIENE

La storia di un Santo molto venerato ad Atri

Siamo vicini alla festa di San Gaetano, la cui ricorrenza cade il 7 agosto. E’ un Santo molto venerato ad Atri, soprattutto nella frazione Fontanelle, dove è eponimo della Chiesa, da non molto Parrocchiale (in precedenza pertinenza di S. Margherita) e patrono del paesino. In Atri capoluogo era venerato nelle Chiese di S. Chiara e S. Francesco, dove è presente in ognuna, la tela e l’altare. In S. Francesco fino ad anni non tanto lontani, veniva celebrato il Triduo e i meno giovani ricordano un devoto, organizzatore della piccola festa. Un medaglione è presente pure in S. Reparata.

Gaetano, originario di Vicenza, aveva ricevuto al Battesimo questo nome, per omaggiare uno zio, nato a Gaeta, la città tra Roma e Napoli, con il nome della nutrice di Enea. Apparteneva ad una famiglia molto benestante, e dopo la laurea all’Università di Padova, conseguita con tanto impegno e profonda lena, abbracciò lo stato ecclesiastico, anche se per umiltà non voleva inizialmente ricevere il sacerdozio.

Nella città eterna ebbe incarichi curiali, servì i poveri e gli ammalati, e nell’intento di riportare la Chiesa al tempo apostolico, quando i seguaci di Gesù mettevano tutto in comune, soccorrendo gli ultimi, invece di andar dietro a Lutero, volle fermamente restare nella Chiesa, fondando una congregazione di chierici regolari, allora fenomeno inedito, ma non volle averne la paternità. Amico del Cardinal Carafa, Arcivescovo di Brindisi e di Chieti, la congregazione porta popolarmente il nome umanistico di quest’ultimo, “Teatini”, in quanto “Teate” è il nome latino di Chieti, città, all’epoca della Riforma Cattolica, molto importante per la vivacità ecclesiale, e per i rapporti con Venezia. Infatti il rappresentante del doge in Abruzzo, non aveva il palazzo a L’Aquila, ma a Chieti. S. Gaetano è compatrono di Chieti e il capoluogo marrucino gli dedicò una piccola Chiesa all’interno della città.

Il passaggio ad Atri, fu breve, per lo stretto rapporto con il Regno di Napoli, spesso prodigo verso lo Stato d’Atri, nel timore dell’eventuale distacco per entrare nello Stato della Chiesa, data la contiguità territoriale, a dispetto delle strade in condizioni disastrose. S. Gaetano, detto popolarmente “della Provvidenza”, non fu mai un Santo particolarmente popolare, anche se a Napoli il nome è il secondo più diffuso dopo Gennaro, e poco prima del Concilio tornò a Vicenza, con una nuova famiglia religiosa, di sacerdoti e diaconi.

Erroneamente il Santo della Provvidenza, viene chiamato “da Thiene”, per indicare il luogo di provenienza, come avviene per tantissimi Santi dell’antichità, soprattutto dei Frati Cappuccini, perché al momento dell’ingresso nella vita religiosa, il novizio cambiava il nome di Battesimo, per indicare la rinuncia al mondo, e il cognome, con il paese o la città di nascita. Questa seconda soluzione serviva per evitare la disparità tra i religiosi, perché gli aristocratici, conservando il cognome avito, potevano rivalersi sui figli del popolo. Gaetano aveva per cognome “Thiene” e forse l’espediente della città omonima, a pochi km. da Vicenza, serviva per evitare il sospetto di un’eventuale origine ebraica. Situazione presente nella congregazione dei chierici regolari per antonomasia, perché un figlio di S. Gaetano, S. Andrea Avellino (da molti conosciuto, perché era venerato nella Chiesa della Minerva in Assisi, in pieno centro), ha il nome di una città.

Sul Messale S. Gaetano non è indicato, né con il cognome, né con la città di nascita o delle radici. Essendo l’unico Santo con questo nome, nel Calendario Universale, non c’è problema di omonimia. Forse la provenienza suona meglio accanto al nome di un Santo, anche se gli ultimi canonizzati li conosciamo tutti con il cognome, Piergiorgio Frassati, Carlo Acutis, Maria Goretti, Paola Frassinetti etc. Un discorso a parte sono i Papi, conosciuti con il nome pontificale, anche se come Papa Sarto, chiamati per cognome.

S. Gaetano è tornato all’attenzione, nel 2015, quando le reliquie, dal Santuario di Napoli, sono arrivate per qualche giorno, nella Parrocchia di Fontanelle, doppiamente legata al mondo partenopeo, perché compatrono è S. Francesco di Paola, patrono del Regno delle Due Sicilie, venerato nella chiesetta, dove partì la piccola processione con le reliquie per arrivare alla Parrocchia. Per semplificare, si può dire soltanto S. Gaetano, senza suscitare confusione con la specificazione, indicante il cognome e non la provenienza. Sarebbe bello approfondire la vicenda umana e cristiana di questo testimone della fede, Patriarca dei Chierici Regolari. Tra l’altro è uno dei pochissimi Santi, raffigurati nell’atto di cullare Gesù Bambino, perché ebbe visite celesti da parte di Gesù e di Maria. Tradizione a parte, quell’iconografia ricorda l’amore di Gaetano per l’Incarnazione, accanto a tanti sofferenti a Napoli, segnati da ignoranza, sfruttamento e mancanza di lavoro. Per questo, in tempi recenti è diventato patrono dei disoccupati, anche perché per affidarsi alla Provvidenza, i suoi chierici non dovevano avere entrate fisse.

S. Gaetano è un Santo popolare, legato al nostro Mezzogiorno, a volte rassegnato, quasi lo specchio del Regno delle Due Sicilie, dove non funziona niente, ma si risolve tutto.

SANTINO VERNA

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