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RICORDO DEL CARDINAL CAMILLO RUINI

Scritto da Santino Verna il . - 64 visualizzazioni

RICORDO DEL CARDINAL CAMILLO RUINI:
ERA IN CANTIERE UNA SUA VISITA AD ATRI

La sera del 16 giugno, dopo lunga sofferenza, ha esalato l’ultimo respiro, il Cardinal Camillo Ruini, già Presidente della CEI. Nato a Sassuolo, provincia di Modena e diocesi di Reggio Emilia- Guastalla, nel 1931, da Francesco e Iolanda Rizzoli, dopo gli studi seminariali nella terra d’origine, si trasferì a Roma, alunno dell’Almo Collegio Capranica, per seguire i corsi alla PUG, e conseguire l’alloro dottorale in teologia dogmatica. Fu ordinato sacerdote nel 1954 dall’allora Vicegerente Mons. Luigi Traglia, celebrò la Messa novella nell’insigne Collegiata di S. Giorgio in Sassuolo e svolse il ministero sacerdotale nella diocesi di origine, come assistente dei laureati cattolici e vicario episcopale per l’apostolato dei laici.

Nel 1983, S. Giovanni Paolo II lo nominava Vescovo ausiliare di Reggio Emilia e Guastalla, assegnandogli la diocesi fittizia di Nepte, nell’antica provincia di Bizacena (od. Tunisia), ripristinata da Pio XI mezzo secolo prima. Due anni dopo fu coinvolto nel Convegno della Chiesa italiana a Loreto, e i suoi interventi piacquero molto al Papa polacco. Per la Chiesa italiana era una svolta, cominciava la seconda fase di Papa Woytila, dopo il rodaggio iniziale. Al “monopolio” di Azione Cattolica, subentravano altri movimenti, sostenuti da S. Giovanni Paolo II, perché dialogavano meglio con il mondo e difendevano a spada tratta la verità.

Per questo Mons. Ruini, subito dopo il convegno, fu chiamato a Roma, per il servizio di Segretario Generale della CEI. Subentrò a Mons. Egidio Caporello, trasferito a Mantova. Divenne praticamente il Presidente dei Vescovi italiani, anche se Presidente era il Card. Ugo Poletti, Vicario del Papa per la città di Roma. Il porporato novarese, allievo di Mons. Gilla Vincenzo Gremigni, subentrava al Card. Anastasio Ballestrero. Furono anni di intenso lavoro, all’indomani della revisione del concordato tra Chiesa Cattolica e Repubblica Italiana, con le firme del Card. Agostino Casaroli e Bettino Craxi. E pure gli anni del riordinamento delle diocesi italiane.

Molto attivo nelle comunicazioni sociali, il Card. Ruini ebbe come braccio destro, Mons. Giuseppe Cacciami, già Presidente della FISC, la federazione che raccoglie tutti i settimanali diocesani della penisola. Il porporato di Sassuolo (quindi concittadino di Vittorio Messori) tenne a battesimo il SIR, nuova pagina per la buona stampa cattolica.

Proprio per il legame con Mons. Cacciami, molto impegnato nella cultura e nel sociale, e nella nascita della Provincia di Verbania, ecclesiasticamente legata a Novara, qualcuno parlò del trasferimento del futuro Card. Ruini, sulla cattedra di S. Gaudenzio, alla fine del mandato nella Segreteria della CEI. L’ipotesi non fu accettata e la delegazione dei novaresi presentò al Papa altri due nomi.

Nel 1991, con le dimissioni del Card. Poletti, S. Giovanni Paolo II lo nominava Pro-Vicario di S. S. per la città di Roma e Presidente della CEI. Contestualmente diventava Arciprete della Basilica Lateranense, la Cattedrale di Roma. La berretta cardinalizia arrivò nella solennità dei SS. Pietro e Paolo di quell’anno. Tra i porporati di quell’infornata ricordiamo P. Paolo Dezza, confessore di S. Paolo VI e del B. Giovanni Paolo I, instancabile lavoratore per il dogma dell’Assunzione, promulgato da Pio XII e il Card. Virgilio Noè, Maestro delle Celebrazioni Liturgiche del Papa, con Montini, Luciani e il primo Woytila. Il Papa polacco lo nominò “parroco” di S. Agnese fuori le mura, dove fu esequiato Ciccio Ingrassia.

Il Card. Ruini fu protagonista del dialogo tra Chiesa e Stato, in Italia. Qualcuno lo aveva ribattezzato il “Richelieu italiano”. Fu in prima linea nel Convegno ecclesiale di Palermo, dieci anni dopo Loreto, quando era ancora vivo il ricordo di sangue, della strage di Capaci. Erano gli anni di Tangentopoli con la fine della Prima Repubblica. E soprattutto dell’unità politica dei cattolici. Finiva la Balena Bianca e cominciava l’unità dei cattolici in politica.

Nel 1996 tornò a Reggio, per il IV° centenario del Santuario della Madonna della Ghiara, cuore mariano della diocesi. L’anno dopo celebrò in S. Giovanni, le esequie di Mons. Luigi Di Liegro, storico direttore della Charitas romana.

Per raggiunti limiti di età, nel 2007 lasciò l’incarico di Vicario del Papa per la città di Roma e la Presidenza della CEI. Benedetto XVI nominava il Card. Agostino Vallini come Vicario e il Card. Angelo Bagnasco, per il vertice della CEI. Tra i vari impegni da emerito, il lavoro nella commissione relative alle apparizioni di Medjugorje. Ricevette un elogio da Papa Francesco, nel ritorno da Fatima, in occasione del primo centenario delle apparizioni alla Cova d’Iria.

Il Card. Camillo Ruini è venuto diverse volte in Abruzzo. Il comitato dei festeggiamenti di S.Rita, presieduto dal Cav. Antonio Concetti, prima dell’istituzione del Santuario Diocesano, avrebbe voluto invitarlo, per l’annuale festa della Santa degli impossibili. Con la visita del Card. Vincenzo Fagiolo, nel primo centenario della canonizzazione, la presenza di un porporato alle celebrazioni ritiane di Atri non è più fantascienza.

Sarebbe stato accolto con grande gioia e avrebbe visitato il Museo Capitolare, dove è presente una piccola tela con la Madonna della Ghiara. Ora il Card. Camillo Ruini ci illumina dal Cielo e continua a vegliare sulla Chiesa italiana e universale, con l’ardore apostolico che sempre ha caratterizzato la sua vita cristiana e sacerdotale.

SANTINO VERNA

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