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PRESENTATO AL PUBBLICO IL 12° CD DELL’ARCHIVIO DI JORIO.

Scritto da Concezio Leonzi il . - 691 visualizzazioni

PRESENTATO AL PUBBLICO IL 12° CD DELL’ARCHIVIO DI JORIO.

Grande successo al Teatro Comunale di Atri del soprano Annalisa Di Ciccio e l’Astoria Chamber Orchestra diretti dal Maestro Concezio Leonzi. Atri conferma il suo primato nello studio e nella ricerca del repertorio musicale del grande compositore di Atessa.

Pubblico delle grandi occasioni al Teatro Comunale di Atri, dove il 28 luglio scorso è stato ufficialmente presentato al pubblico, con un concerto d’eccezione, il 12° CD della collana discografica dell’Archivio Di Jorio, tra le realtà museali più importanti d’Abruzzo, che ha sede nel Teatro di Atri. Il concerto è stato aperto dal Coro Di Jorio che ha eseguito una silloge di canti abruzzesi del grande repertorio folkloristico. Il coro, tra i più prestigiosi della regione, composto da ben 55 coristi, ha avuto dal pubblico il giusto riconoscimento per la qualità di esecuzione e il forte impegno nella ricerca e nello studio della tradizione corale regionale. Il Maestro Concezio Leonzi, da decenni impegnato nella direzione del Coro Di Jorio e nella direzione dell’Archivio intitolato al grande compositore di Atessa, ha raccolto l’affettuoso omaggio di tutta la città, orgogliosa del proprio passato musicale che proprio Di Jorio seminò un secolo fa nella città acquaviviana.    

Il nuovo CD riconsegna al grande pubblico internazionale un florilegio di dodici brani di Antonio Di Jorio, tratti dal repertorio classico e folkloristico, eseguiti dal soprano Annalisa Di Ciccio, accompagnati da un’orchestra da camera: brani che il Maestro Leonzi, affermato orchestratore (ricordiamo il suo trentennale lavoro di arrangiatore per grandi orchestre italiane), ha elaborato per questa particolare occasione editoriale. Qui di seguito riportiamo la guida all’ascolto del giovane Davide Della Quercia, riportata nel booklet del nuovo CD.

 “Chissà se Antonio Di Jorio provò nostalgia della sua città natale, Atessa, quando il suo destino ed il suo precoce talento musicale lo strapparono dalle terre d’Abruzzo per condurlo, prima, tra i brulicanti rioni di Napoli e, poi, tra le efferate tragedie della Grande Guerra. E chissà se, una volta tornato ad Atessa, nel 1919, Di Jorio provò, in egual modo, nostalgia per i suoni partenopei, per il calore del popolo napoletano, per i vividi e rutilanti colori del Golfo. Ascoltando questo disco dal titolo “Nostalgia. Arie di Antonio di Jorio”, frutto del lavoro, che oserei definire eroico, dell’Archivio Di Jorio  – giunto al dodicesimo numero della splendida collana dedicata al compositore abruzzese – , si possono percepire in maniera nitida tutti i richiami di quei mondi vissuti dall’autore, inscritti in un quadro nostalgico ed appassionato: torna l’amore per l’Abruzzo, torna l’amore per Napoli, torna l’amore per una forma d’arte popolare “alta”, in cui “aulico” e “leggero” collimano, rendendo le composizioni tanto fruibili quanto cariche di meraviglia.

Le tracce presenti nel disco - ben interpretate dal belcanto del soprano Annalisa Di Ciccio, voce chiara che sa spaziare con disinvoltura tra sfumature gentili e passaggi accorati -, seppur risalenti ad epoche lontane, appartengono ad una realtà ben più vicina. La nostalgia non ha tempo, è un’emozione che accompagna l’Essere Umano da sempre; ed è proprio per questo motivo che nelle melodie di Di Jorio e nei testi di autori illustri, come Luigi Illuminati, Cesare De Titta, Gabriele D’Annunzio, possiamo ritrovare noi stessi, il nostro presente. Rovistando tra i versi, scoviamo le varie tonalità della nostalgia, spesso accostata ad ambienti naturali, bucolici, campestri che ricordano vagamente lo stile verista e le caratteristiche formali e sostanziali delle egloghe. È una nostalgia che, in molte occasioni, trae origine ed ispirazione dagli elementi del paesaggio – la luna, il mare, il canneto, la rosa, la notte, la casa – e trova sbocco nei pensieri dell’autore, provocando in esso tormento, tribolazione ma anche una latente meraviglia per le bellezze offerte dalla natura circostante. Le arie raccontano di amori perduti, di giovinezze lontane, di occasioni mancate, di ricordi paesani con una grazia ed un’eleganza rare, soprattutto se raffrontate con il vernacolo più comune.

La musica, dalla natura ossimorica, mesta e carezzevole, struggente ed allietante, congiunge l’animo del compositore a quello dell’ascoltatore: per entrambi questa funge da etereo lenitivo, da dolce rimedio per una nostalgia figlia di un passato che sfugge e commuove.

Al di là degli aspetti meramente artistici inerenti all’opera, credo che un lavoro del genere rappresenti una tappa fondamentale nel processo di nobilitazione della cultura e del dialetto abruzzese, troppo spesso relegato a contesti dal folklore festaiolo e triviale. Questo disco – così come tutta la collana dedicata a Di Jorio – ha l’ambizione di far scoprire un Abruzzo antico ma, fondamentalmente, nuovo, un Abruzzo intimo, profondo, poetico. Il grande senso della melodia palesato da Di Jorio e la grande fruibilità delle arie – che potrebbero essere considerate come prodromi della moderna canzone – rendono l’opera ecumenica, intellegibile, aperta anche a chi è meno avvezzo all’ascolto di un certo tipo di musica. D’altronde, sono composizioni che parlano di noi.

Ed è proprio da noi che deve partire quello slancio necessario per far sì che la più nobile cultura abruzzese torni a “svolazzare nell’azzurro della gioventù”, mutuando le parole della celebre romanza dijoriana.”

Auguri dalla nostra redazione all’Archivio Di Jorio e al Maestro Concezio Leonzi, mai stanco di contribuire fattivamente alla vita culturale della nostra città.

CONCEZIO LEONZI

In GALLERY, cartella "CD Nostalgia" il fotoracconto della manifestazione a cura di Alberto Sporys 

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