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Nostalgia

Scritto da Concezio Leonzi il . - 324 visualizzazioni

L’ARCHIVIO PUBBLICA IL 12° CD DELLA SUA COLLA DISCOGRAFICA.

“Nostalgia” Arie di Antonio Di Jorio. Soprano: Annalisa Di Ciccio

È finalmente giunto nell'Archivio Di Jorio l'ultimo CD, il 12° della collana discografica dedicata alle musiche edite e inedite di Antonio Di Jorio. Alla bellissima voce del soprano Annalisa Di Ciccio, abruzzese doc, artista raffinata, come sentirete, l'Archivio ha affidato l'interpretazione di alcune delle più belle arie di Di Jorio, nella suggestiva versione per canto e orchestra da camera. Ora attendiamo la presentazione ufficiale al pubblico. Grazie ad Annalisa Di Ciccio, ai professori d'orchestra, all'ingegnere del suono Riccardo Cipriani, a tutto lo staff della SLM Sound Light Musica. Un grazie particolare all'Assessorato alla Cultura del Comune di Atri e al Coro Di Jorio che continuano a credere nell'Archivio Di Jorio e a sostenerlo nella realizzazione dei suoi progetti. Il prossimo, un volume con le cinque Messe polifoniche di Di Jorio, è già in cantiere, pronto per andare in stampa.

Speriamo bene. È un momento difficile per la cultura, ma andiamo avanti con fiducia. Dalla presentazione di Davide Della Quercia nel booklet che accompagna il CD: “…Ascoltando questo disco dal titolo “Nostalgia. Arie di Antonio di Jorio”, frutto del lavoro, che oserei definire eroico, dell’Archivio Di Jorio, si possono percepire in maniera nitida tutti i richiami di quei mondi vissuti dall’autore, inscritti in un quadro nostalgico ed appassionato: torna l’amore per l’Abruzzo, torna l’amore per Napoli, torna l’amore per una forma d’arte popolare “alta”, in cui “aulico” e “leggero” collimano, rendendo le composizioni tanto fruibili quanto cariche di meraviglia. La nostalgia non ha tempo, è un’emozione che accompagna l’Essere Umano da sempre; ed è proprio per questo motivo che nelle melodie di Di Jorio e nei testi di autori illustri, come Luigi Illuminati, Cesare De Titta, Gabriele D’Annunzio, possiamo ritrovare noi stessi, il nostro presente.

Rovistando tra i versi, scoviamo le varie tonalità della nostalgia, spesso accostata ad ambienti naturali, bucolici, campestri che ricordano vagamente lo stile verista e le caratteristiche formali e sostanziali delle egloghe. È una nostalgia che, in molte occasioni, trae origine ed ispirazione dagli elementi del paesaggio – la luna, il mare, il canneto, la rosa, la notte, la casa – e trova sbocco nei pensieri dell’autore, provocando in esso tormento, tribolazione ma anche una latente meraviglia per le bellezze offerte dalla natura circostante. Le arie raccontano di amori perduti, di giovinezze lontane, di occasioni mancate, di ricordi paesani con una grazia ed un’eleganza rare, soprattutto se raffrontate con il vernacolo più comune. La musica, dalla natura ossimorica, mesta e carezzevole, struggente ed allietante, congiunge l’animo del compositore a quello dell’ascoltatore: per entrambi questa funge da etereo lenitivo, da dolce rimedio per una nostalgia figlia di un passato che sfugge e commuove”.

Concezio Leonzi

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