NON SANE


È appena uscito, edito da Einaudi, il nuovo libro del filosofo coreano Byung-Chul Han, La società senza rispetto, come abbiamo perso tatto, riguardo e cortesia. È un consiglio di lettura, non richiesto, ma necessario per comprendere la causa di un malessere diffuso, in una società che ha abbandonato i riguardi verso l’altro. Il sussurro della settimana muove dalla capacità di empatizzare con l’altro per riconoscere i bisogni concreti nella vita delle persone.
Una politica in perenne campagna elettorale, vive di proclami che parlano alla pancia dell’elettorato, ma che non riconosce i bisogni reali e non più rinviabili del paese.
L’esenzione dalla tassa di circolazione per le autovetture fino a 80 kW e per tutti i motocicli è uno di quei decreti che soddisfa il bisogno, tutto politico, di approvazione immediata. Sono pochi quelli che si accorgono che l’ordinanza è solo una faccia della stessa moneta, che porta già in sé il costante aumento del carburante, dei prodotti alimentari e il ticket per le prestazioni sanitarie.
Il 2027 sarà l’anno delle elezioni, prepariamoci ad una gara al rialzo di proclami, senza alcun rispetto per l’elettorato e per le urgenze sociali che meritano interventi concreti e immediati.
In queste ultime settimane, più volte, la cronaca ha raccontato storie di famiglie che hanno posto fine alla loro esistenza perché non autosufficienti. Uomini e donne, mamme e papà, figli, di familiari caregiver di persone con disabilità, che hanno interrotto la loro vita perché sopraffatti dalla solitudine sociale e istituzionale.
Il punto è quale politica guarda a questa drammatica condizione delle famiglie con realtà di disabilità? Quale politica sostiene gli anziani non autosufficienti e le loro famiglie? Le coperture finanziarie sono esigue e prevedono selezioni severe per l’accesso.
Il nostro paese sarà sempre più caratterizzato da una popolazione anziana, mancano politiche serie di sostegno alle famiglie per favorire le nascite. Le mamme che non lavorano in Parlamento, si annullano per far quadrare i conti e gli impegni. Queste sono necessità reali e urgenti, ma che richiedono interventi strutturali, profondi, lenti e anche impopolari. Non hanno un riscontro immediato. Una politica che vive di like e approvazione immediata, non investe in programmi che prevedono la fatica della semina senza la gioia del raccolto.
Gli slogan come antidolorifici, spengono la percezione del dolore, ma non curano l’infiammazione.
La vita concreta delle persone non può essere rinviata, le persone non possono essere lasciate sole. Ecco la voce di Byung-Chul Han che propone una politica dell’amicizia, basata sulla coesistenza e il riconoscimento reciproco nella diversità. È ora di chiedere alla politica il rispetto dell’elettore, che chiede una politica di vita, non scelte di morte. Chiede risorse per i bisogni complessi delle famiglie e non scelte che arricchiscono le lobby. Le persone chiedono una società giusta, caratterizzata dal rispetto e dalla cultura della pace. Le persone chiedono vita.
Gabriella Savini
