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MESSA D’ORO DI MONS. FRANCESCO

Scritto da Santino Verna il . - 203 visualizzazioni

MESSA D’ORO DI MONS. FRANCESCO SANTUCCIONE
A PESCARA

Ha celebrato la Messa d’Oro, nella Cattedrale di S. Cetteo a Pescara, con l’Arcivescovo Tommaso Valentinetti, Mons. Francesco Santuccione, Abate-Parroco e già Vicario- Generale dell’Arcidiocesi di Pescara-Penne.

Nato a Cepagatti nel 1951, veniva da una famiglia religiosa e numerosa. Il papà era deputato del comitato feste del paese ormai inglobato nell’area metropolitana di Pescara- Chieti. Chierichetto e Catechista nella Parrocchia di S. Lucia nel paese natale, entrò in Seminario, prima a Penne e poi a Chieti. Fu ordinato sacerdote nell’Anno Santo 1975 dall’allora Vescovo di Penne-Pescara, Mons. Antonio Iannucci, nella Chiesa del paese d’origine.

Entrò subito nel vivo della diocesi, con tante attività. Uno dei momenti più emozionanti, il Congresso Eucaristico Nazionale, appena due anni dopo l’ordinazione, con la presenza di S. Paolo VI, nell’ultimo giorno. Stretto collaboratore di Mons. Iannucci ne fu segretario e cerimoniere. Ebbe modo di conoscere e di essere amico di Mons. Vincenzo D’Addario, anche lui stretto collaboratore dello storico Arcivescovo. Per questo Don Francesco volle esser presente in Atri, la sera del 27 ottobre 2002, quando l’indimenticabile Arcivescovo Vincenzo, fu accolto nella città dei calanchi, per la prima visita solenne.

Nel 1990, alla vigilia del passaggio di testimone di Mons. Antonio Iannucci, fu nominato Parroco di S. Luigi Gonzaga, nella città adriatica. In quegli anni fu pure responsabile per le comunicazioni sociali dell’arcidiocesi, con la pagina settimanale di “Avvenire” (uscita domenicale). L’Arcivescovo lo chiamò nel suo studio e gli disse che era volontà di Dio assumere una delle Parrocchie più grandi della città adriatica, ad un tiro di schioppo dall’Università statale. Don Francesco si gettò a capofitto nelle attività, e accolse diversi movimenti e associazioni, con il coordinamento del Parroco. Costruì il campetto, perché abile giocatore di volley. Nel 1994 ebbe un piccolo incidente, e trascorse la convalescenza nella natia Cepagatti, dove aveva costruito, all’interno della casa paterna, la cappella per la celebrazione eucaristica.

Pensava a S. Luigi come destinazione finale, e invece nel 2012 l’Arcivescovo Valentinetti lo nominava Abate di S. Cetteo, subentrando a Don Giuseppe Natoli, passato recentemente all’altra riva. Il passaggio non fu traumatico, perché poche sono le centinaia di metri che separano la Cattedrale di Pescara, aulicamente denominata Tempio Nazionale della Conciliazione e quella di S. Luigi, più a Sud, nell’omonima piazza. S. Cetteo è una Parrocchia meno popolata, con uffici ed esercizi commerciali, case dove abitano pochi residenti, e neppure tanti studenti, come nelle vie che ruotano attorno a Viale Pindaro.

Don Francesco anche a S. Cetteo rivalutò la religiosità popolare, con la festa patronale in estate, caratterizzata dalla processione per buona parte del centro, antico (per modo di dire) e moderno della città dannunziana. Conservando la festa liturgica del 10 ottobre, segnata in rosso nel calendario pescarese, spesso con l’intervento di un porporato, come Angelo Comastri, Gualtiero Bassetti, Paolo Romeo e Giuseppe Petrocchi.

L’Abate Santuccione a S. Luigi come a S. Cetteo ha dato enorme attenzione ai poveri, offrendo ogni giorno la colazione e il lunedì, donando spiccioli. Ha sempre valorizzato la partecipazione dei laici, nelle attività liturgiche, sociali, culturali e caritative. Per un periodo, prima di Don Amadeo Rossi, italo-venezuelano, è stato Vicario- Generale di Pescara-Penne. A Mons. Santuccione, per tutti Don Francesco, auguriamo ogni bene per questa cifra tonda del sacerdozio, con gratitudine, riconoscenza e affetto.

SANTINO VERNA

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