MEDJUGORIE: UNA STORIA DI SPIRITUALITA’ CHE COMPIE 45 ANNI

MEDJUGORIE:
UNA STORIA DI SPIRITUALITA’ CHE COMPIE 45 ANNI
Il 25 giugno 1981 cominciarono le apparizioni di Medjugorje, sperduto luogo della Jugoslavia. Da quella data la cittadina della Bosnia-Erzegovina è conosciuta in tutto il mondo. La Vergine ha inviato e continua ad inviare messaggi semplici ed efficaci: un continuo richiamo al Vangelo e al magistero della Chiesa.
Ho avuto la gioia di visitare cinque volte Medjugorje. Ne sentii parlare la prima volta, nell’autunno 1983, quando mio papà, andò per la prima volta in motonave. Aveva conosciuto questo fenomeno tramite la stampa, da giornalista cattolico ed era stato incaricato di sondare il terreno, da parte di colleghi del Nord Italia, per via del lavoro a Pescara, collegata a Spalato, attraverso l’enorme bastimento. Decise di andare, chiese al Redattore Capo Dott. Giuseppe Mori, il permesso di una risicata settimana e cominciarono i pellegrinaggi a Medjugorje terminati con l’avanzare della malattia, un anno prima della prematura dipartita.
I pellegrinaggi a Medjugorie, fino alla Guerra nei Balcani (poi non sono andato più), avevano quasi sempre uno schema fisso. Si partiva da Pescara, la sera del lunedì, perché la traversata di circa otto ore dell’Adriatico (per accordi tra Italia e Jugoslavia dove durare maggiormente del tempo reale), avveniva di notte. Qualcuno aveva paura della nave, e la notte poteva trasformarsi in incubo. Al centro della nave, una sala per le consumazioni e diverse poltrone, ben fissate al pavimento. Tanti i pellegrini, i turisti e i viaggiatori, all’interno della motonave. Potevi incontrare sempre qualche personaggio famoso o comunque noto oltre i confini della regione di nascita. Un anno, non ricordo quale, mio papà incontrò Alfonso Maria Di Nola.
La mattina si arrivava a Spalato e subito, con la macchina parcheggiata all’interno della motonave, il cammino per Medjugorje, di circa un’ora e mezza, attraversando strade tortuose di Croazia e Bosnia-Erzegovina. A Medjugorje trovavi la Chiesa di S. Giacomo, opera di architettura moderna, dove ha lasciato il segno del talento, anche un allievo di Pietro Annigoni, Carmelo Puzzolo. Un discepolo meno noto di Romano Stefanelli, Silvestro Pistolesi e Fernando Bernardini, per ricordare gli italiani, ma sempre sotto la guida del maestro. La Chiesa di S. Giacomo è un edificio dimensionalmente grande, quasi irreale per un paese di non molti abitanti. E’ caratterizzata da due torri campanarie, con i sacri bronzi protetti da una persiana, come avviene in tanti Paesi transalpini oppure in alcune chiese dell’Emilia. Medjugorje ha preso più spunti dalla Germania che dall’Emilia, non tanto per contiguità territoriale, ma per tanti bosniaci e croati, emigrati al di là delle Alpi, in cerca di lavoro.
Medjugorje è stata definita il “confessionale del mondo”. Nei pressi della Chiesa, una volta all’aperto e poi con apposite costruzioni, vi sono tanti sacerdoti, provenienti da tutto il mondo, per ascoltare le Confessioni. Per tanti Medjugorje è stato un ritorno alla fede, ma anche una conversione alla Confessione. S. Giovanni Paolo II, molto favorevole a Medjugorje, disse che se non fosse stato Pontefice, sarebbe andato a confessare nel paese bosniaco. Papa Woytila, non è mai stato a Medjugorje, anche se si è recato diverse volte nei Balcani. Vi andò, ad esempio, nella festa di S. Francesco nel 1998.
Due esperienze a Medjugorje oltre alla Messa in S. Giacomo (o all’aperto, quando i fedeli sono tantissimi e il tempo lo consente): il Pobrdo e il Krizevac. Sono due montagne abbastanza impegnative, comunque non impossibili. Il Pobrdo è la montagna delle apparizioni, dove tanti lasciano biglietti e fotografie, attorno alla croce. Il Krizevac è la Via Crucis, percorsa anche a piedi scalzi, con tante pietre acuminate.
Il fenomeno di Medjugorje ha suscitato, nel corso degli anni, diverse opere. Ne ricordiamo due: la Comunità “Cenacolo” di Suor Elvira Rita Petrozzi e Radio Maria. La Comunità è luogo di accoglienza di tossicodipendenti, provenienti da vari luoghi, dove al centro è l’adorazione eucaristica. Radio Maria, nata da una missione parrocchiale in diocesi di Milano, ha accolto sin dall’inizio lo spirito di Medjugorje e trasmette ogni giorno, programmi religiosi, culturali e di sano intrattenimento, oltre alla Messa, al Rosario e a tanti momenti di preghiera. Ogni 25 del mese si collega con una Chiesa, da varie parti d’Italia, per accogliere il messaggio della Regina della Pace.
Animatore dei pellegrini è P. Petar Ljubcic. Fu al Santuario del Miracolo Eucaristico di Lanciano, la sera del 17 gennaio 2025. Arrivò nel pomeriggio, celebrò la Messa e subito dopo ci fu l’adorazione eucaristica. Ricordo una Chiesa stracolma di pellegrini, provenienti soprattutto dall’Abruzzo. Ma qualche pullmann era arrivato pure da Puglia e Campania. Segno di un affetto che non finisce mai. Il Signore si serve anche di questi fenomeni, per dirci tutto il suo amore, attraverso la carezza intercedente di Maria Santissima, Madre di Dio e della Chiesa.
SANTINO VERNA
Abbiamo 1259 ospiti e nessun utente online
