Skip to main content

LA COSTITUZIONALITA’ DELLA RIFORMA

Scritto da Nicola Dell'Arena il . - 1437 visualizzazioni

REFERENDUM \ OPINIONI

LA COSTITUZIONALITA’ DELLA RIFORMA

I costituzionalisti che fanno parte del Comitato del NO hanno scritto e detto che la riforma viola la Costituzione in molti punti. Per quanto riguarda il nuovo Senato hanno detto che viola il diritto di elettorato attivo. Vediamo cosa significa.

L’articolo 1 comma 2 dell’attuale Costituzione, non toccato dalla riforma, recita: “La sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione” .

Il principio è chiarissimo. Quando si parla di “forme” di esercizio della sovranità popolare la nostra Costituzione garantisce l’elezione diretta degli organi deputati a fare leggi (Camera e Senato). 

La Corte costituzionale ha affermato, nel 2014, che “la volontà dei cittadini espressa attraverso il voto costituisce il principale strumento di manifestazione della volontà popolare”. Pertanto le “forme” dell’articolo 1, per quanto riguarda  le elezioni politiche, sono  le votazioni effettuate direttamente dal popolo.

L’articolo 1 (e quindi il principio di elettorato attivo) rientra tra di quelli non modificabili ma che la riforma Renzi-Boschi sul Senato ha in qualche modo intaccato. Quindi é come ammettere che le forme di esercizio della volontà popolare possono essere variate, a piacimento, con una legge costituzionale. Ne consegue che la funzione legislativa ordinaria e costituzionale potrebbe essere svolta da organi non eletti direttamente dal popolo. Questo è stato fatto con la riforma dell’articolo 57 della Costituzione, introducendo un metodo indiretto di elezione del Senato.

Tra le incongruenze dell’articolo 57 è da fa notare che gli italiani all’estero non hanno la loro rappresentanza nel Senato, perché il nuovo Senato è formato da Sindaci, Consiglieri regionali e da 5 membri eletti dal Presidente della Repubblica. Nonostante ciò hanno ricevuto la lettera del nostro premier Renzi. Sinceramente il problema mi interessa poco ma mi preoccupa, visto la possibilità di brogli che possono venire da questo voto. L’Austria ci da l’esempio. Le schede non sono timbrate e firmate da qualcuno come quelle che si utilizzano in Italia. Ed inoltre non c’è nessuna certezza che chi spedisce la scheda e la stessa persona che doveva votare.

Aggirandomi per facebook ho notato, con mia meraviglia, che le suore di clausura di Napoli avrebbero votato NO a motivo che non hanno visto costituzionalisti a supporto del SI. Hanno ragione. Ci sono molti costituzionalisti e personaggi emeriti della Corte Costituzionale che fanno parte del Comitato del NO mentre gli altri non si pronunciano né per il SI e né per il NO.

Nicola Dell’Arena

Carico il meteo…