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IUS VOCIS

Scritto da Gabriella Savini il . - 10 visualizzazioni

IUS VOCIS

Guardando Pollock N.21 il primo pensiero va alla casualità, la pittura sulla tela sembra non seguire una logica; invece, l’artista controlla attentamente il flusso del colore. L’opera diventa atto, non dipinge sulla tela ma vi entra dentro. Inventa un modo nuovo di concepire la pittura, non si rappresenta più oggetti reali ma si esprime l’inconscio e le emozioni attraverso il movimento. Quello che sembra facile da realizzare richiede in realtà una formazione classica, anni di studio accademico, l’influenza del muralismo messicano e una profonda comprensione dello spazio e del colore. 

L’illusione del caos improvvisato da Pollock introduce il sussurro della settimana che arriva direttamente dalla Cina, non solo perché scrivo da Pechino mentre sono sul treno in direzione Lasa, ma perché dal 25 ottobre entra in vigore una legge che regola il lavoro degli influencer.

La Cyberspace Administration of China ha stabilito che chiunque crei contenuti su argomenti sensibili come medicina, diritto, pedagogia e finanza deve possedere qualifiche formali in tali settori.

Il bisogno di regole chiare nel mondo dei social è diventata una priorità per garantire trasparenza ai consumatori, evitare manipolazione dei soggetti più vulnerabili, tutelare i minori.

Il punto è che la lotta alla disinformazione da qualche parte deve pur iniziare, anche a costo di essere scambiata per censura, un limite alla libertà d’espressione e al modo di comunicare degli influencer. Indicare la provenienza delle informazioni nei contenuti pubblicati dovrebbe essere un modo naturale di dare valore al proprio lavoro e non essere percepito come un limite alla libertà d’espressione. L’utilizzo dell’IA nei contenuti dei creator deve essere dichiarato per tutelare gli utenti. Allo stesso modo le piattaforme devono educare gli utenti alla responsabilità della condivisione di contenuti. Le credenziali professionali hanno anche la funzione di impedire un certo proliferare di accattivanti guru che millantano successo e benessere.

Un processo di regolamentazione e trasparenza alla creatività e un confine di difesa per la credibilità del mondo digitale. Restituire valore al merito, allo studio e all’autenticità, senza improvvisarsi esperti o attori di reel da mandare virale mi sembra un modo adatto per trasformare internet in un ambiente realmente orientato al progresso sociale e culturale.

GABIELLA SAVINI

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