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IL VESCOVO LORENZO INCONTRA LA COMUNITA’ DI MORRO D’ORO

Scritto da Gabriella Savini il . - 412 visualizzazioni

IL VESCOVO LORENZO INCONTRA LA COMUNITA’ DI MORRO D’ORO

IL VESCOVO LORENZO INCONTRA LA COMUNITA’ DI MORRO D’ORO

L’autunno vede ancora impegnato il nostro Vescovo nella visita pastorale alle comunità della diocesi. Oggi 29 ottobre l’appuntamento con la comunità di Morro d’oro.

Morro d’oro: un borgo di 3537 abitanti, dalle fertili colline e dai vigneti pregiati, un territorio che amo e conosco attraverso le mie alunne e i miei alunni.

La mattinata per S. Ecc. si è rivelata alquanto dinamica, un primo momento di accoglienza in municipio, dove ha ricevuto il saluto delle autorità presenti e degli alunni di classe quinta della scuola primaria. Successivamente tutti i presenti si sono spostati in direzione della scuola media. Lungo il percorso l’allegro e colorato saluto dei bimbi della scuola dell’infanzia.

Gli alunni hanno quindi atteso l’arrivo del corteo all’aperto, in un luogo che oggi è stato anche un po' protagonista: il nuovo campetto polifunzionale. Al termine del taglio del nastro e della benedizione, il canto dei bambini ha introdotto l’incontro con la comunità scolastica.

“Eccellenza, siamo lieti di accoglierla nella nostra scuola, la ringraziamo profondamente per questa visita pastorale che ci permette di sentirla vicino a noi ragazze e ragazzi della comunità di Morro d’oro. Abbiamo letto la sua lettera del mese di ottobre, siamo onorati delle sue parole premurose, sagge e molto significative.

Ci ha colpito molto la frase dove parla del fatto in cui contano solo i numeri e non i volti: abbiamo pensato subito ad un esempio come i social, oppure i soldi; ma quest’ultima non ci si addice data la nostra giovane età; quindi, pensiamo che per sostituirli vadano bene i voti.

Noi non siamo i voti che prendiamo, perché i voti sono numeri, noi siamo persone che si impegnano a fare bene, siamo volti.

 “Per essere un numero basta fare ciò che fanno tutti; per essere un volto devi capire chi sei”.

Noi prendiamo spunto dai volti! Non vogliamo essere dei numeri poiché questi sono, come dice lei, tutti uguali.

Noi vogliamo differenziarci al massimo; perlomeno comportarci in modo diverso dalle correnti.

Certo per farlo abbiamo bisogno di capire, questo richiede tempo, perché capire il mondo che ci circonda è difficile, così come è difficile capire ciò che vogliamo essere senza lasciarci sopraffare dalla confusione che ci circonda.

Quindi, con coraggio, ci prendiamo l’impegno di trasformare al meglio la nostra società e non diventare persone dipendenti dai numeri.

Grazie per la sua disponibilità, la nostra scuola è sempre aperta per chi porta pace, conoscenza e saggezza.” Con queste parole gli alunni e le alunne della 3 A hanno accolto il Vescovo Lorenzo che ha dialogato con loro sottolineando l’importanza di non essere numeri. È sempre accorato (S. Ecc.) quando invita, i ragazzi e le ragazze, all’impegno per crescere liberi e istruiti.

Il dirigente scolastico Andrea D’Aprile ha ringraziato il Vescovo per l’attenzione alla comunità scolastica e ha ricordato l’importanza dello sport nella vita di tutti, particolarmente dei giovanissimi che hanno modo di misurarsi con valori universali. Devo dire che oggi abbiamo sottolineato, con un certo orgoglio, l’impegno nel portare avanti tanti bellissimi progetti della nostra scuola, da quelli sportivi a quelli più culturali. Con la prof.ssa Di Marco Benedetta abbiamo illustrato al Vescovo il “Progetto lettura” che è motivo di vanto della nostra scuola e in modo particolare di questa comunità, e che soddisfazione mostrare la nostra bellissima Biblioteca.

La Sindaca Romina Sulpizii, visibilmente emozionata e felice per la giornata,  non ha esitato a definirla “memorabile, perché la visita del Vescovo non è scontata. La soddisfazione poi arriva dalle parole di Sua Ecc. perché sono espressione di chi ha colto il senso della nostra comunità. Una giornata bella, quella di oggi, perché questi momenti ci aiutano a capire chi siamo, la comunità risponde ad un invito è un bel segno di partecipazione.”

Gabriella Savini

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