IL PAPA IN MOLISE, GIORNATA INDIMENTICABILE
L’EMOZIONE RACCONTATA IN PRESA DIRETTA
IL PAPA IN MOLISE, GIORNATA INDIMENTICABILE
Sabato 5 luglio 2014 rimarrà una data feriale e festiva allo stesso tempo. Un giorno di periferia, imago brevis di quelle periferie dell’esistenza dove ci invia Papa Francesco. Il Molise è una terra veramente di periferia, semisconosciuta, annessa all’Abruzzo, almeno sotto il profilo ecclesiale, e per questo, un po’ penalizzata perché se un evento si tiene in terra abruzzese si pensa di accontentare pure la regione molisana. E forse viceversa.
Nella storia recente ci sono due precedenti di visite del Papa in Molise. S.Giovanni Paolo II, sempre attento al mondo del lavoro come del resto Papa Bergoglio, ha voluto celebrare finchè è stato abbastanza bene in salute, la solennità liturgica di S. Giuseppe con gli operai, essendo stato lavoratore in Polonia. Era il 19 marzo 1983 quando incontrò a Termoli i lavoratori, visita in condominio con la contigua S. Salvo. Ed era pure il 19 marzo, ma 1995, quando si recò, per la forte devozione mariana, al Santuario dell’Addolorata di Castelpetroso (era la IIIa domenica di Quaresima), facendo tappa a Campobasso e ad Agnone, dove in qualche modo ebbe l’incontro con i lavoratori, precisamente delle campane, in una delle città più tipiche del Mezzogiorno d’Italia.
Papa Benedetto sarebbe dovuto venire in Molise, essendo stato invitato dall’Arcivescovo di Campobasso-Boiano Mons. Giancarlo Maria Bregantini. L’invito riguardava il Santuario della Madonna della Libera a Cercemaggiore. Ma le inaspettate dimissioni erano vicine. E poi tornò all’attenzione il vecchio ragionamento: è stato accontentato l’Abruzzo, quindi anche il Molise, e se questo vale in ambito civile, a fortiori vale in campo ecclesiale, perché dal 1977 Abruzzo e Molise formano un un’unica regione pastorale (un tempo si diceva “conciliare”). Fino a quell’anno l’Abruzzo comprendeva solo una piccola parte del Molise, la diocesi di Trivento, mentre le rimanenti circoscrizioni ecclesiastiche erano legate un po’ a Napoli, un po’ a Benevento. C’era addirittura la regione del Beneventano, corrispondente più o meno all’attuale provincia ecclesiastica assai importante nel Medioevo.
Papa Ratzinger un anno e mezzo dopo l’elezione fu pellegrino al Volto Santo di Manoppello e nel 2009 tornò nella regione per il terremoto dell’Aquila. Visita che in controluce fece vedere le dimissioni, con il gesto della deposizione del pallio sul corpo di S. Pietro Celestino.
E proprio l’VIII centenario della nascita di Celestino V ha fornito parte dell’occasione della visita di Papa Francesco al Molise. Vari paesi del Molise si disputano il luogo natale di Pietro Angeleri, una delle figure più famose del Medioevo e tra questi Isernia, dove Papa Bergoglio ha concluso il pellegrinaggio nella regione, incontrando i detenuti nella casa circondariale e gli ammalati nella Cattedrale che ha appena accolto il nuovo Vescovo Mons. Camillo Cibotti, consacrato neanche un mese fa, nella Basilica di S. Maria dei Miracoli a Casalbordino, comune di nascita.
La bella giornata di sole ha favorito larga partecipazione di popolo, anche se fratello sole ha dato qualche leggero disturbo a chi stava all’aperto. Il Papa ha incontrato all’Università di Campobasso il mondo del lavoro, ribadendo la solidarietà e denunciando il problema della mancanza di lavoro, contrario alla dignità umana.
La S. Messa all’ex-stadio di Campobasso è stato il cuore della visita. L’altare, con l’immagine di Papa Francesco è opera di un artigiano senegalese, immagine dei tanti emigranti giunti in Italia alla ricerca di lavoro e sicurezza. Come gli italiani, ai tempi dei genitori del Papa, si recavano in Argentina. Il Papa ha celebrato la Messa della Madonna della Libera, devozione cara anche alle genti d’Abruzzo (pensiamo al Santuario di Pratola Peligna e alla chiesa di Palombaro, alle falde della Maiella, dove insieme al Santuario dell’Assunta era il baluardo contro il protestantesimo, frutto anche dell’emigrazione transoceanica), con la statua della Madonna in presbiterio. La capanna dei pastori era ancora una volta un richiamo al mondo del lavoro, alla pastorizia che per tanti secoli ha unito Abruzzo, Molise e Puglia.
Alle 15 l’arrivo a Castelpetroso, dove poche ore prima c’era stata la S. Messa con i giovani d’Abruzzo e Molise celebrata sul palco antistante dal Vescovo dei Marsi Mons. Pietro Santoro, responsabile della pastorale giovanile nell’ambito della CEAM.
Uno striscione simpatico accoglieva il Papa: stasera tiferemo con te Argentina. Forse a questi mondiali del Brasile tiferemo veramente Argentina, pensando al Papa e alla Madonna, per via dei colori mariani della nazionale. Il Sommo Pontefice prima di incontrare lo stuolo dei giovani, si è fermato nella Basilica dell’Addolorata, dove c’erano soltanto i frati penitenzieri del Santuario con il Ministro Provinciale e alcuni chierici, le suore a servizio dei pellegrini e una famiglia di benefattori con alcuni bimbi. Il Papa si è trattenuto qualche secondo in più con un bambino, mentre raggiungeva l’altare del Santissimo dove ha fatto l’adorazione silenziosa.
Papa Francesco sembrava un po’ stanco, ma era nella natura della giornata. Sceglie un solo giorno e il sabato per visitare le piccole diocesi italiane, per non disturbare la parrocchia che ha come giorno fondamentale la domenica. Come era avvenuto a Sibari, la vigilia del Corpus Domini, dove la scomunica alla malavita ha fatto rivivere quello che fece S. Giovanni Paolo II nella valle dei Templi ad Agrigento, nel 1993, pochi mesi dopo le uccisioni di Falcone e Borsellino.
Ma Papa Bergoglio non teme gli uomini. La sua jeep verde senza vetri è l’immagine di un Pontificato che va veramente in periferia e lava i piedi alle donne e agli islamici come ha fatto nel carcere romano, nel suo primo Giovedì Santo da Sommo Pontefice, da Vicario di Cristo, da Pastore della Chiesa Universale. Non ama scorrere il kilometrico florilegio dell’annuario, ma si ferma alla dicitura di Vescovo di Roma, e se Vescovo etimologicamente significa ispettore, per Papa Francesco significa Pastore.
SANTINO VERNA
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