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IL CULTO AL SACRO CUORE DI GESU’

Scritto da Santino Verna il . - 94 visualizzazioni

IL CULTO AL SACRO CUORE DI GESU’

IL CULTO AL SACRO CUORE DI GESU’ IN ATRI.

Una lunga storia di amore e devozione 

Molto grande, come in tutto il mondo cattolico, ad Atri, la devozione al Sacratissimo Cuore di Gesù, la cui prima festa fu celebrata in Francia, probabilmente nel 1672, dopo le rivelazioni private del Sacro Cuore a S. Margherita M. Alacoque. La solennità del Sacro Cuore, cade il venerdì dopo il Corpus Domini in Italia, compreso tra il 29 maggio e il 2 luglio (quest’anno il 12 giugno). Nella stragrande maggioranza dei casi, ricorre quindi a giugno. A livello calendariale può sovrapporsi, e in questo caso abbiamo la priorità del Sacro Cuore, ad alcune feste santorali.

Ad Atri, l’immagine del Sacro Cuore viene esposta, nel mese di giugno, in alcune Chiese, a partire dalla Cattedrale, dove la statua, arrivata nel 1958, e donata da Giuseppe De Gabrielis, in memoria del papà Oreste, è custodita nel transetto destro di S. Reparata. In precedenza, data l’impraticabilità della Cattedrale, per i penultimi grandi restauri, era custodita in S. Caterina (S. Agostino). Il simulacro, nell’iconografia tradizionale, ha tunica bianca, senza manto rosso. Per pochi secondi fu filmato nel 1993, per un documentario promosso dal Centro Servizi Culturali di Atri della Regione Abruzzo, poi Azienda di Promozione Culturale, diretto dal Dott. Vito Nicola Petrelli, assiduo fedele della Cattedrale e di S. Chiara. Il documentario riguardava opere d’architettura e arte oltre a tradizioni artigianali della cittadina, e quando la telecamera entrò in Cattedrale, fu contemplata l’eccezione per un’opera moderna. Era giugno, e il simulacro veniva esposto nel lato destro della navata mediana.

Il mese del Sacro Cuore è caratterizzato dalle litanie a conclusione del Rosario, animato dai fedeli della Parrocchia e dalle Figlie dei SS. Cuori di Gesù e Maria, conosciute come Suore “Ravasco”, dal nome della fondatrice. La Congregazione, operante in Atri dal 1934, è particolarmente legata alla Cattedrale, perché l’istituto appartiene, territorialmente, alla Parrocchia di S. Maria Assunta nella Concattedrale.

L’immagine del Sacro Cuore veniva esposta in S. Francesco, dove, nel resto dell’anno, è custodita nell’apposita cappella, al termine dell’unica navata, prima del transetto, e a chiusura della porta laterale con bassorilievo del Santo Poverello, ora impraticabile, su Via A. Probi. Il Sacro Cuore è pure presente in S. Giovanni (S. Domenico) e in S. Nicola, anche se al di fuori di giugno, quest’ultima non lo ospita all’interno della Chiesa, ma in locale accanto alla sacrestia. Il Monastero di S. Chiara ha la statua del Sacro Cuore in clausura, e pertanto non viene esposto in Chiesa.

Con l’istituzione del Santuario Diocesano di S. Rita, l’immagine del Sacro Cuore (nella foto), questa volta nella soluzione della tela, è esposta, nel lato sinistro, riprendendo l’antica tradizione del quadro. La tela è meno celebre di quella del Batoni, ma è un’immagine più dolce e più virile del Signore. Negli istituti e nelle case, come per il mese mariano, veniva allestito l’altarino per le preghiere al Sacro Cuore. Dove non c’era la statua, sovente era la stampa dell’immagine ufficiale del Sacro Cuore, custodita nella Chiesa romana del Gesù, opera di Pompeo Girolamo Batoni (XVIII sec.), insigne ritrattista lucchese, passato alla storia per la tela del Sacro Cuore. Fu tumulato nella Basilica di S. Lorenzo in Lucina.

Da circa un quarto di secolo, il Sacro Cuore è festeggiato, ogni anno, in C.da Cagno, territorio parrocchiale di S. Maria nella Concattedrale. In quegli anni si voleva caratterizzare ogni rione e contrada, con una festa. Il Cagno è diventato luogo del Sacro Cuore, Colle della Giustizia (soprattutto con lo sviluppo degli appartamenti con giovani famiglie) della Vergine, con la conclusione del mese di maggio. Altre contrade, con riferimento parrocchiale ad Atri capoluogo, hanno la Chiesa, come la Cona, il Crocifisso, S. Martino, Treciminiere (Addolorata) e S. Lucia. La festa di C. da Cagno, prevede la processione fino all’edicola del Sacro Cuore, con partenza alternata, considerando due punti della contrada, e la S. Messa, all’aperto. Subito dopo, agape fraterna, organizzata dai contradaioli e ritorno a casa, prevalentemente con le automobili.

Atri ha un particolare legame con il Sacro Cuore, perché promotori, a partire dal XVII sec., sono stati i Gesuiti. P. Claudio Acquaviva, Preposito Generale, nato nel palazzo ducale nel 1543, fondò il Collegio della Compagnia di Gesù, pochi anni dopo quello di Città S. Angelo, nel 1606, accanto alla Chiesa di S. Andrea Apostolo (od.sede della schola-cantorum “A.Pacini”). Tra quelle mura si formò l’economista Troiano Odazi. Nel 1975, accolto dall’allora Sindaco Giovanni Verna, fu visitato da P. Pedro Arrupe.

Senza dimenticare l’apostola del Sacro Cuore, S. Margherita M. Alacoque, canonizzata da Benedetto XV, il 13 maggio 1920, insieme a S. Gabriele dell’Addolorata, patrono “aeque principaliter” di Atri, con S. Reparata. Per questo motivo l’immagine della Santa francese è presente nell’antica Basilica di S. Gabriele, ai piedi del Gran Sasso, le cui spoglie sono custodite (quando non sono nel nuovo Santuario) nell’attigua cappella, accessibile dalla navata destra.

SANTINO VERNA

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