Il Comune scrive difficile. Noi lo rendiamo semplice

Nasce OpenCivTech Atri: un sito gratuito per leggere, capire e controllare gli atti del Comune, e per prendersi cura di tutto il nostro territorio
Chi ha provato almeno una volta a leggere una delibera comunale sa com'è: pagine e pagine di «visto», «considerato», «si determina», e alla fine non si capisce se il Comune ha speso mille euro o un milione, e per che cosa. Eppure quegli atti sono pubblici, e appartengono a tutti noi. Il problema è che pubblicare non basta: bisogna anche farsi capire.
Da questa idea nasce OpenCivTech Atri, un progetto civico indipendente e gratuito, consultabile su opencivtech.it/atri. Non è un partito e non è collegato a nessuno schieramento: non è nemmeno un comitato che si sveglia sei mesi prima del voto. È uno strumento permanente, che lavora tutto l'anno con un metodo semplice: nessuna affermazione senza un documento sotto.
Perché serve
Atri è un corpo solo. Ma per la sua parte più grande è campagna: più di 9.000 ettari di colline, uliveti, vigneti, con i Calanchi che non hanno eguali in tutta la provincia. Migliaia di atriani vivono in quel paesaggio e ne conoscono la fragilità: la terra che frana, le strade poderali dimenticate, le case sparse che si svuotano una alla volta. Quelle che chiamiamo «frazioni» non sono la periferia di un centro: sono Atri. Nessun angolo del nostro Comune deve valere meno di un altro, dal centro storico alla contrada più isolata.
Oggi la tecnologia permette a una collina e a una piazza di parlare la stessa lingua. È da qui che nascono i quattro impegni del progetto.
I quattro impegni
1. Vedere prima di giudicare. Ogni delibera, determina e appalto viene letto e riscritto in italiano corrente: cosa cambia, quanto costa, a chi vanno i soldi. Sotto ogni scheda c'è il documento originale, così ciascuno può verificare di persona. Il Registro contiene già più di trecento atti e si può cercare per parola («scuola», «strade»), per anno, per importo o per ditta: cliccando sul nome di un'impresa si vedono tutti i lavori affidati e il totale. Ogni atto ha anche la traduzione in inglese, utile ai tanti stranieri che vivono ad Atri.
2. Ascoltare, e poi costruire. Criticare senza proporre è facile. Noi vogliamo affiancare a ogni disservizio una proposta concreta, con costi e tempi. Sul sito trovi le Segnalazioni (una mappa dove chi è iscritto indica una buca, un lampione spento, un marciapiede rotto) e i Dossier: ricostruzioni ordinate di vicende importanti, come la nuova scuola, la palestra crollata nel 2012 o l'ipotesi di fusione con Pineto. Niente opinioni né accuse: solo documenti messi in fila, con date, cifre e le domande che restano aperte.
3. La campagna non è periferia. Vogliamo mappare in pubblico le frane e l'erosione dei Calanchi, contare con chi ci vive lo stato delle strade di campagna, difendere chi coltiva ancora uliveti e vigneti, e far sapere in anticipo ai residenti ogni intervento importante sul loro territorio.
4. Gli strumenti restano di chi li usa. Il sito è della comunità, non di un algoritmo né di una multinazionale. Nessuna pubblicità, nessun residente trattato come un bersaglio commerciale. Dati e codice restano pubblici e riutilizzabili, come un bene comune.
Completano il quadro l'Assistente, a cui si può chiedere in parole semplici «quanto è costata la scuola?» e che risponde citando sempre l'atto, e la Bacheca, uno spazio di discussione tra iscritti dove ognuno firma con il proprio nome, come tra persone perbene.
Il patto
Chi lavora per OpenCivTech Atri risponde alla comunità, non a un partito, e si impegna a tre cose:
· Rigore: nessuno slogan senza un documento verificabile sotto. Quando un dato non c'è o non è chiaro, il sito lo dice invece di inventarlo.
· Indipendenza: nessuna spartizione, nessun veto di partito. L'unico vincolo è il territorio.
· Presenza: tutto l'anno, non solo prima delle elezioni. Leggere gli atti, raccogliere le richieste, fare le domande formali al Comune.
Come partecipare
Il progetto non chiede una delega in bianco. Chiede tempo, competenze e occhi sul territorio a chiunque non si rassegni, ami questo paesaggio abbastanza da volerlo difendere e creda che Atri meriti il ruolo che le spetta.
· Guarda gli atti: opencivtech.it/atri, senza iscrizione.
· Iscriviti in pochi minuti, con nome e indirizzo email, per segnalare un problema, fare domande all'Assistente e scrivere in Bacheca.
· Mandaci un documento, un'informazione o una correzione:
Un cittadino informato non è un cittadino sospettoso: è un cittadino che partecipa. Cominciamo da qui: opencivtech.it/atri.
Vittorio D'Alberto
