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I 90 ANNI DEL PROFESSOR NICOLA OCCHIOCUPO

Scritto da Santino Verna il . - 301 visualizzazioni

I 90 ANNI DEL PROFESSOR NICOLA OCCHIOCUPO

Un “atriano” che onora la nostra città

Compie 90 anni, il 13 luglio, il Professor Nicola Cesare Occhiocupo, celeberrimo costituzionalista, Rettore Magnifico emerito dell’Università di Parma.

Ha dedicato tutta la vita alla Costituzione, e continua ancora oggi a studiarla e a indagarla. Qualche giorno fa ha scritto un sapido contributo sulla Costituzione, che tutti gli italiani dovrebbero conoscere, a partire dall’ora di educazione civica, compresa nel curriculum scolastico, e spesso condotta sbrigativamente, per lasciar spazio ad altre materie, considerate più importanti e più funzionali per l’acquisizione di abilità spendibili per futuri studi e attività professionali e lavorativi. Un po' come la storia dell’arte.

Il Professore è nato a Villa Bozza di Montefino, nel 1936, e si considera atriano, non solo perché Villa Bozza apparteneva allo storico mandamento, ma per alcuni anni della fanciullezza trascorsi nella città ducale. Conobbe non prestissimo il papà, in quanto richiamato alle armi, e i genitori per dargli la possibilità di studiare, per l’inclito talento, si trasferirono in Atri, andando a risiedere in una casa a Via Aurelio Grue, accanto al quasi coetaneo Prof. Nicola Bindi, nipote dell’omonimo Sindaco di Atri, negli anni della ricostruzione postbellica. Bravissimo in tutte le materie scolastiche, il Prof. Occhiocupo ebbe tra gli insegnati il Comm. Avv. Prof. Santino Verna, Sindaco di Atri e docente di matematica e il Prof. Giuseppino Mincione, insigne umanista, anche lui nativo di Villa Bozza, e atriano di adozione, perché vi abitò fino al 1963.

Per continuare gli studi, il Prof. Occhiocupo si trasferì a Pescara, dove abitava all’ombra della Chiesa del Sacro Cuore, la più centrale della città adriatica. Nella città dannunziana, svolse intensa attività giornalistica, ma si trasferì per il “cursus studiorum” a Parma, in quanto iscritto alla facoltà di Giurisprudenza. Allievo del Prof. Ferrari, seguì le orme del maestro e ha condotto tutta la carriera universitaria nella città di Giuseppe Verdi, peraltro luogo natale del confessore di S. Paolo VI, il gesuita P. Paolo Dezza, giovanissimo Rettore della Gregoriana, elevato alla porpora da S. Giovanni Paolo II.

Il Prof. Occhiocupo ha sempre conservato l’affetto per le radici. La buona dizione italiana non ha mai preso inflessioni parmensi. Torna spesso a Pescara, nella casa di Via Roma, dove incontra sempre qualche atriano o qualche pescarese che ha avuto e continua ad avere relazioni con Atri. L’amico d’infanzia, Giovanni Verna, giornalista della RAI, cominciò con lui, la carrellata degli abruzzesi fuori Abruzzo, su “L’Eco di S. Gabriele”, per “Eco Abruzzo”, inserto tuttora presente, sia pure notevolmente ridotto, per motivi organizzativi. Il Professore è legato al Santuario di S. Gabriele, dove si reca annualmente, spesso con il cugino Mons. Vincenzo Amadio, già Vicario-Generale di Pescara-Penne e Parroco dell’unità pastorale del Sacro Cuore, comprendente la Chiesa da poco elevata a Santuario e quella di S. Pietro, altrimenti conosciuta come “Chiesa del mare”, perché vicina alla rotonda ispiratrice della canzone di Fred Bongusto, molisano di nascita e per estensione, pescarese di adozione.

Il 3 dicembre 1994, il Prof. Occhiocupo ricevette un riconoscimento dal Comune di Atri, dall’allora Sindaco Rag. Paolo Basilico, con organizzazione dell’associazione “L. Illuminati”, presieduta da Giovanni Verna. Con lui c’erano altri due illustri atriani, il Dott. Domenico Vecchioni, ambasciatore a Cuba, e biografo di Evita Duarte (uno dei suoi pittori preferiti era Gaspar Spadafora, di Pratola Peligna) e Mons. Francesco Di Felice, Sotto- Segretario del Pontificio Consiglio per la Famiglia e Canonico della Basilica di S. Pietro.

Il Prof. Occhiocupo è tornato diverse volte nella città degli Acquaviva. E proprio per quest’illustre dinastia, in occasione del IV° centenario della promulgazione della Ratio Studiorum con la firma di P. Claudio Acquaviva, il secondo fondatore della Compagnia di Gesù. Grazie a lui, arrivarono in Atri, le reliquie di S. Reparata, portate ogni anno in processione, con il busto argenteo di Valerio e Teodosio Ronci. Tra gli amici atriani del Professore, ricordiamo il Prof. Antonio Pavone, artista e naturalista. L’amicizia fu rinsaldata a Mogadiscio, quando Antonio Pavone era docente di discipline artistiche e il Professore stava organizzando l’Università somala, per conto dell’Università di Padova.

Auguriamo ogni bene al Prof. Nicola Occhiocupo, perché oltre all’insegnamento giuridico, dona il messaggio di amore al territorio che vuol dire amore alla gente del posto, per poi raggiungere tutta l’umanità.

SANTINO VERNA

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