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GAETANO CATARRA: UN MAESTRO..

Scritto da Santino Verna il . - 338 visualizzazioni

GAETANO CATARRA: UN MAESTRO DALLA GRANDE
PASSIONE PER LE BANDE MUSICALI

UN GRANDE ATRIANO, LA MUSICA ERA
PER LUI LA VOCE DELL’ANIMA

A 35 anni dalla dipartita, ricordiamo Gaetano Catarra, commerciante, appassionato di bande musicali. Era nato a Fontanelle di Atri nel 1906 e da giovane era giunto nella città ducale, dove aveva il negozio di scarpe, in pieno centro. Era cugino di Madre Maria Chiara Grillone, Abbadessa del Monastero atriano e rifondatrice della comunità clariana e di Ernesto Grillone, consigliere comunale. Una nipote, anche lei Suor Maria Chiara Grillone, dell’Istituto Ravasco, ha fondato la comunità della sua congregazione a Specchia, a pochi kilometri dal paese natio di Don Tonino Bello.

Il Maestro Gaetano, uomo discreto, raffinato e generoso, fu tra gli organizzatori della festa di S. Rita, con gli indimenticabili Eugenio Antonelli e Aurelio Malvezzi. La più sentita festa santorale atriana, anche grazie a Gaetano, formò un nesso inscindibile con le migliori bande musicali, soprattutto pugliesi.

Con la moglie Enrichetta D’Attilio, venuta a mancare sei anni prima di Gaetano, e i cognati Rita e Vincenzo Di Luzio, organizzava pellegrinaggi e gite in vari luoghi d’Italia. Sempre di domenica, con l’immancabile pranzo al sacco, tra le mete preferite, frutto della spiritualità francescana, le Basiliche di Assisi. L’ultimo pellegrinaggio, il 29 agosto 1982, a Cascia e Roccaporena, con la sosta a Norcia.

Legato al Monastero di S. Chiara e alla fraternità dei terziari di Atri, dal 1975 trasferiti nel parlatorio maggiore delle Clarisse, un appuntamento immancabile per Gaetano era la festa di S. Elisabetta con il triduo, il 19 e poi il 17 novembre, con il pranzo accanto alla Chiesa delle claustrali. La tradizione, finì poco tempo dopo la dipartita di Gaetano, con il passaggio all’altra riva di diversi terziari e l’età non più verde degli stessi.

Agli amici, nella casa di Portico Pomenti, così chiamato dalla famiglia dimorante nel palazzo avito con affaccio su Piazza Duchi d’Acquaviva, Gaetano offriva sempre i dolci del Monastero, preparati soprattutto in occasione delle ricorrenze annuali, come i tarallucci, le salsiccelle e i raffaioli. Oltre a quelli preparati dalla cognata Rita, in primis i bocconotti con la marmellata d’uva, un po' diversi da quelli frentani, più celebri perché portati in tanti luoghi dalla commercializzazione. Ma anche i savoiardi, più leggeri, da intridere nel caffè o nel latte.

Negli ultimi tempi, segnato dai problemi di salute, usciva poco di casa e ricordava i tempi delle antiche tradizioni atriane. Fu esequiato nella Chiesa di S. Nicola, la sua Parrocchia, e al Camposanto fu accompagnato dalla banda musicale. Per Gaetano la musica era voce dell’anima e rinsaldava i legami e le relazioni di amicizia, soprattutto nelle non poche feste dell’anno, e anche nei momenti meno lieti, quando forse riscopriamo di più gli autentici valori della vita.

SANTINO VERNA

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