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EREDITÀ SORRICCHIO – BENI, BIBLIOTECA, ARCHIVIO, MONETE ETC. BASTA SILENZI.

Scritto da Mario Marchese il . - 125 visualizzazioni

 

È ORA DI AGIRE

Egregio Signor Sindaco, Presidente, Assessori e Consiglieri Comunali TUTTI,

torno su un argomento a me caro. Non per vanità, ma per dovere. Come Sindaco emerito, sì. Ma soprattutto come cittadino di questa amata Atri, città “vetusta”, ma anche “consumpta”, come diceva il nostro Professore e umanista Illuminati. Riflettevo, dicevo, a “occhi aperti”. Ma forse è meglio dire: a sollecitazioni, ricerche, analisi, documenti, richieste rimaste senza risposta. Le Istituzioni tacciono. Perché? Le Nostre Istituzioni Comunali NON RISPONDONO MAI? Perché? Forse perché, tra i tanti problemi, cercarsene altri diventa sconveniente, problematico?
E allora si diventa evasivi, si rimanda, si spera che il tempo passi, che il mandato scada, e che qualcun altro, un giorno, si prenda la briga di risolvere ciò che è stato lasciato in sospeso.

Ma io chiedo: perché non parlarne, cari Signori, nell’interesse di Atri? Perché non portare la questione in Consiglio Comunale, con una ricerca appropriata e puntuale, e prendere le relative decisioni? Perché non dare un incarico a terzi, a un esperto, per fare una ricerca documentativa sul tutto, sul possibile, senza riserve e nell’interesse di Atri?

L’eredità Sorricchio: un patrimonio dimenticato?

Mi riferisco alla questione dell’eredità Sorricchio, Nicola e Luigi, sia da un punto di vista immobiliare, sia per quanto riguarda il grande patrimonio librario e archivistico (posto nella Biblioteca di Via P. Baiocchi), i documenti storici (oltre le cinquecentine), i quadri, le monete delle varie epoche di proprietà della famiglia, ma posti sotto tutela dalla Soprintendenza libraria e archivistica di Pescara e dalla legge in vigore. È così? Oppure non ci sono novità? Oppure sono chiacchiere? Oppure è tutto scomparso, volatizzato negli anni?

Credo che molti, negli anni, abbiano avuto accesso a quei locali, ormai scomparsi. Cosa sia avvenuto lì, nessuno lo sa. Ma di certo la proprietà SI, stante che le aveva anche in custodia, secondo la legge.

Il lascito al Comune di Atri, al fine di costituirvi un MUSEO, è alquanto corposo, si dice.

E non sarebbe male riaprire i nostri fascicoli dell’Archivio Storico e soprattutto corrente, per vedere se, negli anni, ci siano stati interessamenti da parte di Sindaci, Giunte, etc. Io credo di SÌ.

Sarebbe opportuno dare un incarico a qualcuno, un esperto, un cittadino amante della storia di Atri, oppure a un legale, per rifare il percorso storico di questa importante famiglia, cercando anche presso altre istituzioni e figure che quella CASA l’hanno frequentata negli anni del ‘900, con autorità, ecclesiastici e studiosi di merito.

Un investimento per Atri, per la verità, per la giustizia

Ecco, Signor Sindaco, credo che la cosa possa essere fatta. Avrà un costo, certo. Ma saremmo tutti d’accordo a spendere qualche euro per ridare ulteriore storia e verità ad Atri e al suo patrimonio, anche privato, ma storico per la città.

Un sicuro investimento per Atri, per la verità, la giustizia, la storia, ed eventualmente un dovuto recupero di una ricchezza inestimabile, almeno sotto il profilo storico, se non di altro.

Il giardino Sorricchio: un’occasione mancata

Va da sé che, nel mio periodo sindacale (1997-2001), ebbi contatto con uno dei fratelli Sorricchio, Valforte, per essermi interessato alla pulizia del relativo Giardino Sorricchio, allora apparso come proprietà della famiglia, anche in fase di ristrutturazione dell’ex Anagrafe, e relativa discesa presso il Giardino dalla zona dei locali dell’ASA.

Tanto è che la famiglia pretese una TARGA RICORDO per questa loro disponibilità, ancor oggi evidente in tale sede, a ricordo dei professionisti che vi hanno lavorato in quel progetto di ristrutturazione.

Quel contatto maturò, da parte della famiglia, la volontà di un COMODATO D’USO GRATUITO del giardino per anni, al fine di delegare il Comune anche alla relativa manutenzione e pulizia, oltre che l’USO CIVICO.

Il tutto ovviamente da stabilire con un ATTO AMMINISTRATIVO, di Giunta o di Consiglio. Salutai positivamente quella proposta, e incaricai gli Uffici preposti ad addivenire a una proposta, soluzione, da deliberare nel più breve tempo possibile. Ci tenevo particolarmente. Ma ci furono delle difficoltà tecniche, e il mio mandato finì appena qualche mese dopo il Gennaio del 2001. La pratica passò di mano al subentrante Sindaco Basilico (2001-2006), che aveva anche vissuto l’argomento all’inizio, e ne prese possesso.

Ma, da quello che ne so, ebbe molte difficoltà a realizzare l’intesa, e non se ne fece più nulla.

La Fondazione Tercas e i finanziamenti perduti

In quel frattempo, con la proprietà ebbi a stabilire un rapporto sensibile e di reciproco rispetto.

Loro, la famiglia, avrebbero accettato, su mia insistenza, di rendere di accesso pubblico la biblioteca, e non saprei di altro, ma costituendo una FONDAZIONE, per una giornata di studio sulla famiglia, con relativa visita della biblioteca-archivio, e quanto in esso contenuto, limitandone gli accessi se non a studiosi e interessati custodi del bene pubblico.

Loro non volevano un uso ed ingresso quotidiano alla biblioteca, ma soprattutto, come dicevo, un modo per far ricordare e commemorare la famiglia Sorricchio nei fratelli Luigi e Nicola: chi erano, cosa scrissero, e il patrimonio da loro conservato in Atri. Bene, era e fu un buon “input”. E cercai, allora, di contattare il Presidente della Fondazione Tercas, il dr. Mario Nuzzo, che si dimostrò estremamente sensibile al progetto, di finanziarlo, all’idea, cioè: “fare una giornata di studio ed apertura con un convegno, della biblioteca ed archivio Sorricchio, biennale, annuale, da studiare assieme agli Enti coinvolti, quali: Tercas, Comune di Atri, Provincia di Teramo, Regione Abruzzo o altri Enti ed Associazioni disponibili al progetto”.

Ovviamente nulla per iscritto allora, ma solo contatti con la Tercas e relativo Presidente, che aveva già mostrato interesse per Atri, che su mia richiesta ci aveva già finanziato il restauro e l’apertura delle “Scuderie Ducali”, il restauro delle 313 pergamene di proprietà del Comune di Atri, di un 1° Finanziamento per il Museo Archeologico al fine di ospitare l’Eredità Rosati, che ebbi a riavere dall’Amministrazione Provinciale di Teramo, e che consegnati, dovevano essere resi fruibili.

Per fare ciò, ebbi a chiedere al Capitolo Concattedrale, il cui esponente era Don Bruno, l’autorizzazione ad ospitarlo presso i locali del Museo Archeologico, donazione De Albentiis Tascini al capitolo, cosa ACCETTATA con atto controfirmato dal Don Bruno, in casa sua, alla mia personale presenza, oltre che il nipote, la bibliotecaria del Comune di Atri, Signora Torrieri Giovanna, molto amica di Don Bruno.

Questo, tutto questo, impegnò il Presidente M. Nuzzo a finanziare un primo stanziamento di oltre 600 milioni per l’allestimento, che trovò ostacoli burocratici per utilizzarli allo scopo, ma si andò a buon fine.

E poi, lo stesso si impegnò con il sottoscritto a finanziare una seconda tranche per l’allestimento presso questo Museo delle altre sezioni archeologiche.

Finanziamento avvenuto, durante l’Astolfi 1°, e che su mia visione ed interessamento, riuscii a salvare, stante che le pratiche per acquisirlo giacevano nelle pratiche burocratiche degli uffici preposti, e una mia personale lettera indicò il rischio, il finanziamento, e la somma depositata allo scopo, e così andò a buon fine.

Ma, ma, la Soprintendenza, ovvero i molti avventori presso il nostro Museo Archeologico, quella somma, seconda somma di oltre 900 mila euro, che dovevano quasi completare l’allestimento del nostro Museo archeologico, almeno in gran parte, fu acquisita e sicuramente NON spesa per il nostro Museo, ma trovò altre realizzazioni, altri rivoli.

E ancora oggi rimangono contenziosi sulla contabilità tra le parti: Soprintendenza e Fondazione, stante che la finalità di spesa tutta da fare per il nostro Museo aveva scelto altre strade, e la Fondazione ne contestava i percorsi. Almeno questo ho avuto modo di sapere. Certo, i funzionari comunali, i vari Sindaci ed Assessori succedutisi, avrebbero dovuto analizzare, studiare e chiedere: “DOVE SONO ANDATI A FINIRE QUEI SOLDI STANZIATI TUTTI PER IL NOSTRO MUSEO ARCHEOLOGICO?” Ho più volte richiesto contabilità, percorsi, chiarezza ai vari Sindaci, Assessori. NESSUNO ha mai risposto alle mie sollecitazioni, responsabili sollecitazioni nell’interesse di Atri, del nostro Museo. Credo sia acqua passata ormai tutto quanto.

Ma sta di fatto che il Museo, nelle sezioni interessate, non apre, ancora non apre, a distanza di quasi 20 anni dai relativi finanziamenti. Si è fermato all’Eredità Rosati.

Ritornando al Sorricchio: basta silenzi

Ritornando al Sorricchio, a parole, nulla per iscritto, lo passai al Sindaco Basilico (2001-2006), e non so cosa ne fecero di queste idee (solo idee maturate con il dr. Nuzzo), che riproposi poi ad Astolfi 1° e 2°, e che lui, in occasione della riapertura della Cattedrale, dopo la rifacitura della pavimentazione, anch’essa finanziata dalla Fondazione Tercas, presente in quella occasione il Presidente medesimo, dr. M. Nuzzo, ANNUNCIÒ, nel suo intervento assieme al Sindaco Astolfi, che era interessato a finanziare un PROGETTO che desse soluzione all’“ARCHIVIO E BIBLIOTECA SORRICCHIO”.

Salutai questo, con estrema sensibilità e coinvolgimento, e andai a salutare il Presidente Nuzzo, per la sua disponibilità verso Atri, come sempre.

Da lì in poi, non se ne è parlato più in Atri, né ufficialmente, né ufficiosamente. Ecco, sarebbe opportuno anche di queste testimonianze per ricostruire qualche storia di merito ed in merito.

Un dovere per Atri

Ovviamente, queste mie idee le ho sempre esternate, anche per iscritto, ai miei subentranti Sindaci: Basilico, 2° e 3°, ad Astolfi 1° e 2°, ed a Ferretti 1°-2°-3°, con relativi Assessori alla cultura ed oltre.

Poi, NON saprei più cosa dire per essere utile in materia e per quanto sollevato.

Ecco, Signor Sindaco, rifare la storia di questi anni in merito sarebbe un piacere, se non un dovere, almeno per ATRI, e gli atriani sensibili al problema, che Le assicuro, ne sono molti, a partire dall’Ass.ne ARCHEOCLUB di Atri e relativi associati.

Cordiali saluti,

Mario Marchese, (Sindaco emerito della città di Atri)

Circolo della Sinistra Indipendente E. Berlinguer-Atri

Atri li 24 agosto 2026

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