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Scritto da Indialogo.info il . - 48 visualizzazioni

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DELLA PAGINA DI “ATRIMOVE”

Di cosa parliamo?
Di mobilità urbana.

Prego?

Sì. L'insieme di servizi, infrastrutture e informazioni che regolano e facilitano la mobilità delle persone e dei veicoli nel territorio urbano.

È importante?
Certo. Oggi è un concetto centrale nella vita delle città perché incide sulla qualità della vita, sull'economia locale, sull'ambiente, sulle attività sociali e sulle relazioni tra le persone.

E perché ne parliamo?
Perché dopo le profonde modifiche intervenute nella viabilità urbana, è un tema che tocca direttamente anche la nostra comunità.

Cosa è cambiato?
Sono state create nuove aree di parcheggio a pagamento, nuovi parcheggi liberi e sono state apportate modifiche alla viabilità di alcune strade.

È una cosa positiva, quindi...
Non necessariamente, se l'obiettivo era agevolare la mobilità dei cittadini o, quantomeno, non renderla più difficile.

Cosa non funziona?
A nostro avviso sarebbe stata necessaria una maggiore ponderazione, in modo da rispondere alle esigenze dell'intera comunità. Alcune scelte risultano difficili da comprendere.

Per esempio?
Sinceramente, non sentivamo il bisogno di modificare una viabilità storica e collaudata esclusivamente per creare nuovi parcheggi liberi.

Almeno i residenti ora possono parcheggiare...
Non proprio. È stato istituito un divieto di sosta permanente su gran parte delle strade del centro, e adesso, inevitabilmente, le auto si riversano nei nuovi parcheggi.

Quale poteva essere l'alternativa?
Dopo il consistente ampliamento delle aree di sosta a pagamento, i circa 70 posti creati in Viale del Teatro Romano, insieme ai due nuovi parcheggi dietro la scuola elementare e sotto Via Santucci, sarebbero stati sufficienti in un contesto viario sostanzialmente immutato da sempre.
Modificare contemporaneamente la viabilità di Via Baiocchi/Trinità, Via Picena, Via D. Martella e Via Tinozzi, oltre a disorientare, rischia di limitare fortemente la mobilità delle persone.

In che senso? 
Intanto, diventa difficile uscire dal paese perché sostanzialmente il traffico è stato concentrato su un unica direttrice - attraverso il Belvedere e Via Santucci - con conseguenti situazioni di congestione.
E se, per qualsiasi motivo, uno di questi tratti dovesse bloccarsi, sarebbe un bel problema per la mobilità generale.

Perché?
Perché le alternative sono limitate.
Immaginiamo un incidente in Viale delle Clarisse o in Via Santucci: quale sarebbe la via d'uscita?
Ma c'è una domanda ancora più importante, se parliamo di mobilità urbana nel senso che abbiamo definito: perché un genitore che accompagna un figlio a scuola o una persona che utilizza l'auto per andare al lavoro dovrebbe subire limitazioni così rilevanti nei propri spostamenti quotidiani?

Magari i cittadini saranno meno categorici...
In realtà, le criticità del nuovo sistema viario sono emerse proprio attraverso le reazioni e le difficoltà manifestate dai cittadini nel corso degli eventi estivi.

Si può ancora fare qualcosa?
Difficile senza una visione della città che consideri parcheggi, viabilità, sicurezza, residenti, attività commerciali, scuole ed esigenze quotidiane come parti di uno stesso progetto.
Perché, in fondo, è questa la vera mobilità urbana.

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