CHIETI ASPETTA IL NUOVO ARCIVESCOVO
Storia, attesa e indiscrezioni
Con le imminenti dimissioni di Mons. Bruno Forte, per raggiunti limiti di età, Papa Leone nominerà il nuovo Arcivescovo di Chieti- Vasto. Mons. Forte ha raggiunto nel 2024 i 75 anni, ma Papa Francesco lo ha lasciato altri due anni, nell’arcidiocesi da lui guidata dal 2004.
L’arcidiocesi di Chieti-Vasto è molto attenzionata in questi giorni, essendo, storicamente, la più importante d’Abruzzo. Fino alla nascita della CEAM (Conferenza Episcopale Abruzzese e Molisana), Chieti era sede primaziale, ovvero, capoluogo regionale, a livello ecclesiale, d’Abruzzo. Non era L’Aquila, capoluogo civile di regione, e con la Basilica più celebre della regione, S. Maria di Collemaggio, dove fu incoronato S. Pietro Celestino. Chieti è la diocesi più antica e più grande, anche se per numero di parrocchie, è superata da Teramo-Atri (diverse di queste, però, sono piccole comunità di montagna). Chieti- Vasto è Metropolia, provincia ecclesiastica, comprendente la sola suffraganea di Lanciano- Ortona, con dignità arcivescovile. Nel 1982, quando quest’ultima perse la dignità metropolitica, il Card. Sebastiano Baggio, Prefetto della Congregazione dei Vescovi, voleva due Metropolie per l’Abruzzo: Pescara- Penne e L’Aquila, per coprire due distinti territori, la costa e la montagna. Ferma l’opposizione di Mons. Antonio Iannucci, contestualmente elevato ad Arcivescovo Metropolita, perché non doveva esser tolto il pallio (lo abbiamo visto ultimamente nella solennità dei SS. Pietro e Paolo), a Chieti- Vasto, peraltro sua diocesi di origine e di ordinazione.
Non sappiamo ancora la decisione del Papa, circa la Chiesa di Dio che è in Chieti- Vasto. Considerando la tradizione del Vescovo di “seconda nomina”, per il prestigio della sede, potrebbe arrivare un prelato già consacrato, o Ausiliare o Vescovo di una sede più piccola. La tradizione della “seconda nomina” non è stata sempre osservata per Chieti, dall’ultimo dopoguerra ad oggi, anzi, talvolta è stata di “prima nomina”, rispetto ad altre sedi o incarichi curiali. Comunque Chieti ha sempre avuto Arcivescovi di prestigio. Mons. Giovan Battista Bosio, maestro di S. Paolo VI, era sacerdote al momento della nomina, come pure l’immediato successore, Mons. Loris F. Capovilla, segretario particolare di Papa Giovanni, poi trasferito a Loreto, ma formalmente a Mesembria, diocesi fittizia occupata dall’allora Mons. Roncalli, da Nunzio Apostico.
Ancora non consacrato era Mons. Vincenzo Fagiolo, trasferito ad incarichi curiali nel 1984, prima alla Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e poi al Pontificio Consiglio per l’Interpretazione dei Testi Legislativi. S.Paolo VI, prima di Fagiolo, aveva pensato per Chieti, a Mons. Clemente Riva, molto impegnato nell’ecumenismo. La nomina a Vescovo avverrà come Ausiliare di Roma, dove rimarrà fino alla conclusione della giornata terrena.
Di “seconda nomina” fu, dopo diversi anni, Mons. Antonio Valentini, promosso da Trivento. Dopo di lui, Mons. Edoardo Menichelli, non consacrato, e dieci anni dopo, il trasferimento ad Ancona-Osimo. Si parlò di riavvicinamento, essendo il prelato originario di Serripola di S. Severino Marche. Anche lui, ricevette la berretta cardinalizia. L’attuale Arcivescovo Bruno Forte, è anche lui di “prima nomina”. Infatti fu consacrato nella Cattedrale di Napoli, città di nascita e di ordinazione, dall’allora Card. Joseph Ratzinger, pochi mesi dopo Papa con il nome di Benedetto XVI.
Pullulano diversi nomi sul successore. Riguardo alle nomine, sarebbe da considerare una prassi nella Chiesa Cattolica. Dopo un evento ecclesiale di straordinaria importanza, come un Congresso Eucaristico o una Visita Apostolica, il prelato coordinatore della macchina organizzativa, spesso, viene eletto Vescovo. Oppure il Vescovo della Chiesa ospitante per un viaggio del Papa, viene promosso o, addirittura, elevato al Cardinalato.
In Italia, dopo il Congresso Eucaristico di Milano, il primo presieduto da S. Giovanni Paolo II (fu quello immediatamente dopo Pescara, con presidenza di S. Paolo VI), uno dei prelati organizzatori, Mons. Giovanni Saldarini, Parroco di S. Babila, fu eletto Vescovo ausiliare. E poco dopo arrivò la promozione vera e propria, come Arcivescovo di Torino, conquistandosi la simpatia dei non subalpini, perché alla prima intervista, disse di tifare Torino e Juventus, perché era Arcivescovo di tutti i torinesi. Stessa situazione, con il Congresso Eucaristico di Bologna, l’ultimo fuori Roma in Italia, di S. Giovanni Paolo II. Prelato organizzatore fu Mons. Ernesto Vecchi, eletto poco dopo ausiliare della città petroniana. Non ebbe promozioni, anche se da ausiliare emerito, fu chiamato a guidare, nella veste di Amministratore, la diocesi di Terni- Narni- Amelia.
Degli ultimi eventi ecclesiali, non può passare in sordina, la visita di Papa Leone a Pompei, per il primo anniversario di pontificato. E’ stata la prima Supplica, nel giorno vero e proprio della preghiera mariana che sale al Signore da tutto il mondo, condotta dal Sommo Pontefice, nella Basilica della Regina del SS. Rosario. Papa Leone è stato pure a Napoli. Un Vescovo impegnato nella macchina organizzativa già è stato promosso ad altra sede. Rimangono due promozioni. Ed entrambe per due diocesi nell’ex- Regno delle Due Sicilie. Una è proprio Pompei, prelatura territoriale, diocesi di cinque parrocchie solo nel territorio comunale dove ricade il Santuario, l’altra è Chieti- Vasto. Può darsi che il Papa decida diversamente, ma tante sono le buone ragioni per considerare una prassi ecclesiale granitica e compatta.
SANTINO VERNA
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