Charta: da Barbie a Borbonese


Charta: da Barbie a Borbonese
In Abruzzo, in tutti gli Istituti che hanno deliberato l’apertura anticipata, domani suonerà la prima campanella del nuovo anno scolastico. Il sussurro della settimana è dunque legato ad un ricordo della mia infanzia e al desiderio di una cartella per la scuola.
Già sul finire del mese di agosto, le famiglie si organizzano per l’acquisto dei libri scolastici e del materiale didattico. Se per i primi è fissato un tetto di spesa che la scuola con fatica rispetta, per il materiale didattico c’è assoluta libertà, o forse no, perché il mercato e le mode incidono parecchio sulle scelte e sul bilancio di spesa finale. Due gli elementi didattici che caratterizzano lo scolaro: lo zaino e il diario. Ci sarebbe molto da dire anche dell’astuccio, ma dato che il mio ricordo è sulla cartella vi racconterò solo di questo accessorio principale.
Nel ‘900 nasce la borsa per scolaro, una borsa in pelle per il materiale scolastico, rigida, di forma rettangolare, con un manico centrale. Il nome cartella arriva dal latino charta, carta, dal raccoglitore utilizzato in passato per non sgualcire i documenti.
Negli anni ’50 la cartella manterrà la sua forma rettangolare, ma avrà una maniglia e delle cinghie per poterla indossare a zaino, per i più facoltosi sarà in pelle, per i meno abbienti in cuoio scadente o cartone pressato.
Non conosco le ragioni che spinsero mia madre a comprare per me una perfetta cartella in pelle marrone, con due tasche frontali di tessuto color nocciola, chiusura a scatto dorata, come le borchie del manico e gli angoli rinforzati, quello che so è che doveva essere la cartella per tutto il ciclo delle elementari, ma arrivò solo fino alla seconda perché durante l’estate mi innamorai perdutamente di una borsa scolastica vista al Sidis. Bianca, con cinta a spalla rosa, rettangolare, la chiusura nascosta, rigorosamente in nylon, ma con un volto sorridente e la scritta Barbie in rosa glitterato.
Nulla a che vedere con la qualità della cartella in pelle, ma la scelta di quella borsa era del tutto personale, cominciavo a voler esprimere la mia personalità. La cartella o zaino scolastico è un elemento che va oltre la sua funzione e arriva ad essere un prolungamento del look, un modo per esprimersi.
Iniziai la terza elementare con la borsa di Barbie, che arrivò grazie all’intervento degli zii Antonio e Domenico che mi coccolavano sfrenatamente!
Il punto è che per le famiglie diventa economicamente impegnativo sostenere la spesa di zaini di marca e alla moda, cosa fare per non deludere le richieste dei figli? Posso suggerire le due strategie che, da figlia, ho sperimentato nel tempo per veder soddisfatto il mio desiderio di una nuova borsa/zaino. La prima consisteva nel dirottare parte delle finanze in entrata al fondo cassa dedicato, così da avere disponibilità di denaro quando scattava l’innamoramento. La seconda era l’attesa paziente.
Devo confessare che ho continuato anche nell’età adulta a ricorrere alle stesse strategie, si perché la passione per le borse è rimasta. Domani andrò a scuola con il nuovo zaino Borbonese, un desiderio realizzato dopo cinque anni dai miei amici, per il mio cinquantesimo compleanno. Ecco la cosa più difficile da fare è saper aspettare, capire quando si può sostenere una spesa e quando non è il momento. Questo è un passaggio molto delicato dell’educazione, far comprendere che ci si può concedere anche il superfluo, ma sempre dopo il necessario! L’attesa è l’elemento necessario per comprendere il confine tra bisogno reale e capriccio momentaneo. Reintrodurre la cultura dell’attesa allena i ragazzi e le ragazze alla tolleranza della frustrazione, dà un valore all’oggetto desiderato che va oltre il prezzo, sviluppa la gratificazione differita. Nella cultura dell’istante, l’attesa diventa un atto pedagogico rivoluzionario, bisogna solo avere il coraggio di promuoverla!
Andare a scuola è un lavoro complicato per tutti, dai bambini agli adulti, se andarci con la “piuma di Dumbo” rende la cosa meno difficile, permettendo di superare blocchi emotivi, paure e insicurezze, allora uno zaino può fare la differenza, almeno fino a quando non si comprende che il merito del successo e delle proprie capacità appartiene solo a sé stesso.
Buon anno scolastico ai miei alunni, sarò al vostro fianco come il topolino Timoteo con Dumbo, per vivere insieme un anno alla scoperta di sé stessi e degli altri, con rispetto, amore e collaborazione.
Le Tour du Monde by André Henri Dargelas (1860).
Gabriella Savini
