RICORDO DI PADRE FRANCESCANTONIO RUFFATO

Confessore dei padovani nella Basilica del Santo 

Nelle prime ore del 24 gennaio, memoria di S. Francesco di Sales, patrono dei sordomuti e dei giornalisti, ha concluso la giornata terrena, nella comunità di Pedavena (BL), P. Francesco Antonio Ruffato, francescano conventuale, operatore culturale e confessore nella Basilica del Santo.

Nato a S. Giustina in Colle (PD) nel 1932, nel 1945 era entrato nel Seminario Minore dei Conventuali, percorrendo tutte le tappe della formazione per la professione religiosa e il sacerdozio. Ordinato nel 1959, operò i primi anni di ministero a Milano, in un fervido tempo ecclesiale, con l’allora Arcivescovo Giovan Battista Montini, poi Paolo VI. L’attività pastorale e culturale fu portata avanti a Como. L’apostolato in Lombardia, fu un ulteriore contatto con uno dei punti di riferimento della sua vita spirituale, Don Primo Mazzolari, legato a Milano, dove aveva predicato nel 1957, su invito del Card. Montini.

Nel 1976 P. Francesco fu trasferito a Mestre, dove avviò il Centro culturale “Kolbe”, anche con la corale “Benedetto Marcello”, annessa alla Parrocchia del Sacro Cuore della popolosa frazione di Venezia, Chiesa di cemento armato, attualmente del clero diocesano del Patriarcato. Con la corale ha svolto concerti in diversi luoghi e l’animazione nella Parrocchia mestrina e nella Basilica lagunare di S. Maria Gloriosa dei Frari, una delle Chiese più grandi di Venezia. Quattro volte la schola con la sua direzione, animò la S.Messa teletrasmessa sulla TV di Stato, in nazionale: due volte dalla Basilica dei Frari (solennità dell’Assunta e dell’Ascensione), dall’Abbazia di S. Maria di Follina (solennità dell’Immacolata) e dal Duomo di S. Lorenzo in Mestre. La diretta dalla frazione veneziana fu attenzionata da “Famiglia Cristiana”, per un servizio sulla S. Messa di RAI1, quando cominciava la “concorrenza” di Rete 4.

Nel 2001 il trasferimento alla Basilica del Santo. All’ombra del sepolcro del Santo di tutto il mondo, P. Francesco ha continuato il servizio culturale con la “Corsia del Santo”, sull’esempio del corrispettivo milanese, avviato diversi anni prima da P. David M. Turoldo, il cui Calvario ebbe una sosta proprio nella città del Santo. P. Francesco fu autore di alcune opere teatrali con inserti musicali, su S. Massimiliano Kolbe, P. Placido Cortese, S. Giovanni XXIII. Il Papa buono fu ricordato al Santo nel 2008, a 50 anni dall’elezione, perché da Patriarca di Venezia era stato Metropolita della città di Antenore.

Nel Convento del Santo, P. Francesco, fu molto attivo al confessionale. Fu confessore di numerosi padovani, pellegrini provenienti da tutto il mondo, frati, novizi e giovani in discernimento. Furono gli anni del Rettorato di P. Enzo Paolo Poiana, scomparso improvvisamente e prematuramente nel 2016, lo stesso anno di P. Olindo Baldassa, anch’egli Rettore del Santo.

Per via dei problemi di salute, P. Francesco fu trasferito al Convento di Pedavena, con eponima S. Maria Gloriosa, lo stesso titolo della Basilica dei Frari. Il Signore lo ha associato alla sua Pasqua, nella festa di S. Francesco di Sales, apostolo delle comunicazioni sociali, il cui cammino di fede incrociò la città di Padova, prima del sacerdozio e dell’episcopato a Ginevra.

P. Francesco è stato esequiato nella Basilica del Santo e il corpo riposa, assieme ad altri confratelli, nel camposanto di Camposanpiero, uno dei tre luoghi “antoniani” del Veneto, dove Antonio chiese e ottenne la costruzione del noce, quasi un anticipato distacco dalla terra verso il Cielo.

SANTINO VERNA