NOTTE MAGICA ANCHE PER IL LICEO DI ATRI

UNA MOSTRA FOTOGRAFICA DI ALTISSIMO LIVELLO

Il giorno 16 di questo mese si è tenuta la NOTTE DEI LICEI CLASSICI ed anche lo “Zoli “ di Atri ha aderito alla iniziativa nazionale con una serie di manifestazioni tenute presso il Teatro Comunale e presso l’Auditorium Sant’Agostino, ove in particolare, è stata allestita una mostra fotografica dal titolo molto significativo “Quello che non c’è più” delle opere realizzate dagli allievi del Corso di Fotografia, tenuto dal Maestro Fotografo Giuseppe Tracanna.

I partecipanti al Corso sono 27 allievi del primo biennio della Scuola Civica “Claudio Acquaviva” per la valorizzazione delle eccellenze. La formazione degli allievi è avvenuta nel corso di 14 incontri, di due ore ciascuno, tenuti da ottobre a gennaio.

Il risultato è veramente straordinario. Il livello delle opere esposte è decisamente alto e si vede, da subito, la attenzione posta dai ragazzi nel comporre le loro immagini e nel riflettere prima di effettuare uno scatto. Oggi, nel mondo della fotografia, si possono, in maniera molto grossolana, individuare due grandi filoni:

a)  coloro che, prima di premere lo scatto, compongono l’immagine, la progettano, la riflettono, la vedono nella loro mente già stampata e poi finalmente il clic (sono i fotografi che vengono dalla cultura della pellicola e delle macchine analogiche);

b)  coloro che, utilizzando le potenzialità della tecnologia digitale, prediligono, invece, scattare una miriade di foto e rimandare il vero lavoro alla selezione di quelle immagini che inevitabilmente, fra le tante prodotte, li rappresentano e rappresentano ciò che vogliono ( sono i fotografi del digitale che fanno più i selezionatori di immagini che i compositori)


Ma quando il risultato c’è poco conta a quale filone appartieni, conta l’opera che hai prodotto; e della 40 opere esposte molte hanno raggiunto ottimi livelli.

Alcune evocano e ricordano gli ambienti metafisici di De Chirico ed altre, specie alcune, fanno pensare alle splendide nature morte di Cèzanne.

Un solo rammarico: non aver protratto la esposizione di qualche giorno e dare così maggiore gratificazione agli autori e agli organizzatori che tanto si sono spesi per la riuscita della manifestazione.

Luciano Brandimarte