Opinioni \ Riflessioni

LA RESA DEL BATTAGLIONE AZOV

20 maggio. Gli ultimi del battaglione Azov, con il loro comandante escono,  dall’acciaieria Azovstal. L’azione si chiama resa senza condizioni.

Il capo ha detto, chiaro e senza ombra di dubbio, che ha ubbidito ad un ordine di Kiev. Quindi la resa è stata ordinata da Zelensky (e con il mio dubbio da Biden).

Oggi dirò parole forti. I giornali italiani a piangere per il destino incerto di questi uomini. Sinceramente a me interessa poco. I giornali italiani ancora a dipingere questi uomini come eroi. Io non ci sto. Ma quali eroi?

Gli eroi non sono quelli che prima fanno i gradassi e al momento opportuno mandano le mogli a piangere, da Porta a Porta. Per la prima volta una puntata di bruno Vespa mi ha fatto pena. Gli eroi non sono quelli che ammazzano e torturano i filo russi dal 2014 e poi quando toccano a loro piangono chiedendo a Erdogan di liberarli. Gli eroi non sono quelli che si trincerano dietro il popolo di Mariupol o si fanno far da scudo dai corpi dei civili.

In questi giorni due fatti sono passati inosservati, perché la stampa italiana non gli ha dato peso. Appena usciti dall’acciaieria il popolo di Mariupol è tornato in strada e i bambini sono tornati a scuola. Si può dire che per loro è stata una giornata di festa e di liberazione. Negli Stati Uniti si sono svolte delle elezioni: una per il Senato e l’altra per il governatore di uno stato. Tutte e due sono state vinte dai repubblicani di Trump, un bel colpo per Biden.

A questo punto della guerra si può dure che la Russia abbia ottenuto 3 punti su 4 del suo programma: Dombass, Crimea e de-nazificazione, manca la neutralità dell’Ucraina. Adesso possiamo verificare se i punti erano 4 come hanno scritto i russi e se erano migliaia come si sono inventati la NATO e i giornalisti italiani. Adirittura hanno scritto che volevano occupare tutto il mondo e c’é mancato poco che scrivevano che volevano occupare la luna.

Putin annuncia che adesso si può dialogare. E all’improvviso pare che sia scoppiata la pace. Zelensky risponde con toni pacati e con frasi che fanno capire che sia pronto al dialogo. Biden invita Zelensky a fare l’accordo. Di Maio presenta un piano di pace all’ONU come se Putin sull’argomento stesse a sentire Di Maio o Draghi. Questa volta però aspetto a dire che sia arrivata la pace.

Una nota stonata c’é stata, ma prima della resa. Parolin e Gallagher (numero 2 e 3 della santa Sede) che affermano che in caso di aggressione è lecito inviare armi per difendersi. Tutti e due hanno perso una occasione per stare zitti perché hanno stracciato circa 80 anni di posizione della Chiesa sulla guerra. Il Papa non ha avallato le due dichiarazioni.

Al segretario del PD, Enrico Letta, il più guerrafondaio fra tutti i politici e ai compagni che lo seguono domando: è possibile che non ci sia stato un secondo di riflessione per farvi capire che con la vostra azione stavate aiutando dei nazisti? Le foto dei tatuaggi sono eloquenti.

Nicola Dell’Arena