RICORDO DI ALADINO SPEZIALETTI

Nel quinto anniversario della tragedia di Rigopiano, dove incontrò sorella morte anche la nipote Cecilia, ha concluso la giornata terrena Aladino Spezialetti, storica voce della schola cantorum “S. Francesco” di Atri.

Era nato nel 1925 e da ragazzo era entrato nella formazione canora della Cattedrale, insieme a quelli che saranno gli amici di tutta la vita, per trasferirsi, al ritorno dei Minori Conventuali nella città dei calanchi, nella Chiesa di S. Francesco. Con la schola, aveva vissuto momenti indelebili come i pellegrinaggi in Assisi e l’annuale animazione della festa di S. Chiara, nella Chiesa di S. Francesco a Castelvecchio Subecquo.

Socio fondatore del coro “A. Di Jorio”, componente della compagine folkloristica di Atri, nel 1987, sempre con i compagni della prima ora, tornò ai vecchi tempi con l’Academia Baptistiana, nella Chiesa di S. Giovanni.

Aladino compare in alcune poesie in vernacolo di Antonino Anello, come in “Lu sugne”, incipit della prima antologia dialettale del poliedrico artista del rione S. Domenico, denominata “Lu ttavette”. La composizione è ambientata ad Atri, nella Cattedrale, quando l’indiscusso dominio dell’organo nella liturgia, veniva soppiantato dalle prime Messe beat.

Grande lavoratore, tecnico specializzato, Aladino ha compiuto l’ultimo periodo canoro nella corale “G. D’Onofrio”, tornando spesso in S. Francesco per l’animazione della liturgia, dal momento che la Chiesa del Patriarca dell’Ordine Serafico dal 2004 al 2008 è stata procattedrale. Ha dato inoltre, preziose informazioni sulla tecnica della liquirizia, ad Adriano De Ascentiis, per la monografia su uno dei tesori del territorio di Atri.

Si è addormentato nel Signore proprio all’inizio della settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, tanto sentita nella Assisi dove aveva cantato diverse volte, non solo a S. Maria sopra Minerva dove fu avviata, ma anche nella Basilica di S. Francesco, laboratorio di pace e di fratellanza universale.

SANTINO VERNA