PINETO: UNA BRUTTA PAGINA DELLA POLITICA 

Dopo una serie di tira e molla, è arrivata l’ufficialità: i consiglieri del M5S Filippo Da Fiume e Silvia Mazzocchetti abbandonano l’opposizione e traslocano in maggioranza, la stessa che da anni avversavano e contro cui si erano candidati.

"Ancora una volta Pineto è il luogo nel quale si manifesta il lato più disonorevole della politica" - queste le parole di Pio Ruggiero, coordinatore locale di FdI che prosegue - "Da Fiume e Mazzocchetti, violando totalmente il mandato elettorale, hanno barattato la fiducia di più di 2000 cittadini che non condividevano il progetto Verrocchio per una poltrona, certificando la loro sconfitta politica. Certamente non siamo sorpresi di quanto è accaduto; l'avvicendamento, nonostante le smentite dell’ex candidato sindaco pentastellato, a cui non fa difetto alcun tema di vergogna, l’avevamo già ampiamente previsto, ciò che non potevamo nemmeno immaginare sono le dichiarazioni della Mazzocchetti che da veterana della più becera politica, orgogliosa di un’ inenarrabile tradimento verso i propri elettori ha affermato: "Oggi noi scriviamo una pagina di storia".

Il M5S pinetese è espressione della retorica e del vuoto politico iniziato col “mandato zero”, fino ad arrivare al “mandato con chiunque”.La mossa di Verrocchio, se da una parte ha creato soddisfazione al duo Da Fiume-Mazzocchetti, dall’altra ha sicuramente provocato malumori con la defenestrazione dalla maggioranza dei quattro consiglieri di IV, e tensioni anche all’interno del PD giacché, nonostante la soddisfazione in “zona cesarini” di Ernesto Iezzi (che avrà dimenticato le perplessità manifestate in passato) per la candidatura (di servizio) alla Provincia e le deleghe alla cultura e lo sport, è stato estromesso Gabriele Martella il quale da tempo, con enfasi, riferiva pubblicamente che sarebbe diventato l’assessore di Mutignano (che figura…).

Una decisione che conferma la caparbietà di estromettere dalla maggioranza il gruppo di IV che nei mesi passati ha polemizzato contro il sindaco disegnandolo con un profilo patologico d’incostanza e incoerenza: “Non ha mai convocato la maggioranza, non conosce il territorio, la zona industriale, i problemi del depuratore...”.

Molteplici sono state le denunce con le quali hanno chiesto cambiamenti rispetto al “Meglio non fare che rischiare” presupponendo, per il bene della città, il coraggio di essere alternativi a una maggioranza risibile e inconcludente. Ciò nonostante, è paradossale che le stesse persone continuino (chissà perché) a fornire il proprio contributo anche dopo che il M5S li abbia sostituiti. Un atteggiamento incomprensibile, quello del gruppo di IV che, nonostante abbia stigmatizzato la cacciata, con senso di precarietà, rimane aggrappato alla nuova maggioranza nata dal rimpasto. Situazione che, unita al mortificante comportamento del M5S, avevamo profetizzato e che, questa sì, definiamo come la peggiore pagina della storia amministrativa di Pineto, dove non esiste nessun modello politico ma un “sistema” lontano dagli interessi del paese e dei cittadini.

A questo punto sarebbe opportuno un chiarimento etico/politico nei confronti prima dei pinetesi e poi del Consiglio Comunale: il sindaco illustri ai propri cittadini quali sono i confini della sua maggioranza e il gruppo di Italia Viva, in modo netto e limpido, dica se intende continuare a supportare la nuova giunta o, in caso contrario, se abbia deciso di porsi fuori dalla maggioranza dalla quale, con constatazioni oggettive non opinabili, sono stati cacciati”.