INCONTRI A DISTANZA, IL CANTIERE DELLE IDEE

- 3° APPUNTAMENTO -

UNIONE O FUSIONE DI COMUNI 

L’appuntamento di giovedì 3 giugno è stato tutto incentrato sull’approfondimento dell’incontro precedente in cui si sono affrontati gli istituti dell’unione e della fusione di comuni e si è anche parlato di quale prospettiva si potrebbe ipotizzare per il nostro territorio.

All’incontro ha partecipato il Prof. Emilio Di Nicola, un amico di Basciano, che ha fornito una interessante testimonianza sull’unione del proprio comune con altri comuni viciniori come Penna Sant’Andrea, Castel Castagna e Castellalto ed sui problemi che via via si sono posti e non si sono risolti: i particolarismi hanno prevalso su un’idea comune, gli interessi di ogni comunità hanno cozzato tra di loro, rendendo quasi inutile uno strumento pensato invece proprio per favorire l’accorpamento di alcuni servizi importanti, come quelli sociali, con lo snellimento delle procedure e risultati più efficaci.

Pertanto abbiamo di nuovo preso in considerazione l’unica alternativa possibile all’unione: la necessità di una fusione con le città a noi più vicine. Il perché è presto detto. Atri e le città dell’entroterra hanno avuto un passato importante ed un presente in una pericolosa china discendente, Pineto e Silvi sono oggi belle realtà che possono concretamente sperare in un futuro migliore. Ma tutte queste realtà hanno i numeri (i cittadini) per riprendersi o per continuare a costruirsi un futuro dignitoso? Purtroppo dobbiamo rilevare che, presi singolarmente, i numeri di ogni città non siano proprio sufficienti, stretto com’è il nostro territorio tra le 200.000 e passa persone dell’Area vasta di Pescara a sud e Roseto, Giulianova, la Vibrata e Teramo a nord che hanno numeri e volontà di emergere a nostro discapito.

I numerosi interventi non sono stati in grado di trovare altra via d’uscita, tanto più che sono stati di nuovo messi in evidenza, molto brevemente, anche i vantaggi economici, fiscali e lavorativi che deriverebbero dalla fusione di comuni. E non abbiamo mai usato, parlando di fusione, l’avverbio:purtroppo, perché con Silvi, Pineto, Cellino, Montefino, Castilenti, togliendo di mezzo sciocchi campanilismi, abbiamo molto in comune, oltre all’amicizia e alla condivisione di esperienze importanti come Le Terre del Cerrano.

 

L’argomento trattato è tanto vasto che abbiamo deciso di parlarne ancora nei successivi incontri; comunque, da quanto abbiamo letto e dal dibattito avvenuto è apparso evidente che difficilmente si potrà contare su una iniziativa dei Consigli Comunali delle città che vogliono effettuare la fusione, perché questa comporta la costituzione di un unico Consiglio e di un unico Sindaco, anche se i commenti presi in considerazione sostengono che meno amministratori, con più mezzi e maggiori motivazioni, potrebbero migliorare decisamente il proprio lavoro e programmare con più efficacia gli interventi sul territorio comune.

Ed allora è necessario che l’iniziativa parta dal basso, elaborando il modo migliore e più celere per attivare la procedura prevista dalla norma: 100 promotori che presentano il progetto di fusione alla Regione, quindi, dopo essere autorizzati a procedere, la raccolta delle firme di almeno il 15% degli elettori di ciascuno dei comuni interessati, la trasmissione degli atti alla Presidenza del Consiglio Regionale, l’indizione del referendum consultivo e se tale referendum è favorevole, l’approvazione da parte del Consiglio Regionale della legge-provvedimento che istituisce il nuovo Comune nato dalla fusione.

Purtroppo è una procedura lunga e complessa, che può durare anni, ma se nessuno si muove, non arriverà certo un miracolo dall’alto.

Infine, dal dibattito è emersa la necessità di pubblicizzare l’idea della fusione il più possibile, ognuno a seconda delle proprie possibilità, interessando associazioni, scuole, comunità di ogni genere; bisogna che tutti si rendano conto dei benefici anche economici che la fusione comporta e se si riuscirà a battere il ferro quando è ancora caldo, magari potremo convincere anche gli Amministratori ( perché se l’iniziativa partisse dai Consigli Comunali i tempi si accorcerebbero notevolmente), organizzando incontri, dibattiti intercittadini, per far decollare l’unica idea valida che riesca ad aprire un piccolo spiraglio verso un futuro positivo per tutti.

Ulteriori sviluppi e approfondimenti saranno l’oggetto del prossimo incontro del 17 giugno.

L’addetto stampa CLAUDIO VARANI