Castelbasso

borgo di cultura, oltre alle mostreletteratura e musica con De Luca,
Rubino & Casarano

Castelbasso borgo di cultura si conclude in questo fine settimana e affianca, alle mostre i consueti appuntamenti di grande richiamo con Erri De Luca e l’omaggio a Lucio Dalla di Rubino & Casarano. La manifestazione estiva allestita dalla Fondazione Malvina Menegaz  per le Arti e le Culture, presieduta da Osvaldo Menegaz, riunisce alcune delle organizzazioni fondamentali dell’Abruzzo, spaziando dalle arti visive alla musica, alla letteratura, per ribadire un ruolo centrale nella crescita qualitativa dell’offerta culturale.

Per le serate realizzate dal FLA, Festival di libri e altrecose di Pescara venerdì 28 agosto, Erri De Luca sarà intervistato dal direttore del Fla, Vincenzo D’Aquino.

I posti disponibili sono tutti prenotati da giorni. Gli spettatori – pur in possesso della prenotazione – si devono presentare all’ingresso entro e non oltre le 21,15. Dopo tale orario la prenotazione non sarà ritenuta valida.

L’incontro con Erri De Luca sarà trasmesso in diretta Facebook sulla pagine di Abruzzoweb e della Fondazione. 

Erri De Luca

Scrittore, poeta, attore teatrale, autore di cortometraggi, traduttore da molte lingue che ha imparato da autodidatta, tra cui swahili, yiddish e ebraico antico, Erri De Luca ha fatto tanti mestieri e vissuto tante vite: operaio in Francia, volontario in Africa, autista di convogli umanitari nell’ex Jugoslavia. Intervistato da Vincenzo d’Aquino, racconterà dei suoi libri e di questo suo “zigzagare da una tappa all'altra in maniera caotica, senza nessuna linea retta come gli ebrei nel deserto del Sinai”. Il suo ultimo lavoro, in ordine cronologico è Impossibile.

IMPOSSIBILE (Feltrinelli)

A quarant’anni dal processo che li ha visti uno nei panni del pentito che rivela i nomi, l’altro in quelli dell’accusato, due uomini si incrociano su un sentiero di montagna poco battuto. Il primo è vittima di un incidente, mentre il secondo chiama i soccorsi, ma non c’è più nulla da fare. E ora se ne sta di fronte al magistrato che è convinto che quella caduta dalla Cengia del Bandiaracc sia un regolamento di conti, il duello fra due vecchi compagni di lotta e amici di gioventù, ritrovatisi poi l’uno contro l’altro. Il magistrato scarta l’ipotesi dell’incidente perché per lui la coincidenza di quell’incontro in montagna è impossibile; l’uomo che ha di fronte, di buoni vent’anni più anziano, gli risponde che impossibile è la definizione di un avvenimento fino al minuto prima che accada. Subito dopo diventa inevitabile. L’impossibile accade continuamente.

Allora ecco che assistiamo a un serrato confronto di domande e risposte fra il giovane magistrato e l’imputato, un uomo che ha vissuto i suoi anni interrogandosi sempre e imparando a seguire il significato profondo delle parole, onorando la lingua: “perché,” dice al magistrato, “mi piace questa lingua italiana, le sue precisioni che proteggono dalle falsificazioni. La lingua è un sistema di scambio simile alla moneta. La legge punisce chi stampa biglietti falsi, ma lascia correre chi spaccia vocaboli falsi. Io proteggo la lingua che uso”.

Intrecciate all’interrogatorio, si susseguono sette lettere per la donna a cui il protagonista è legato – lettere magnifiche, limpide nei sentimenti, che iniziano tutte con “Ammoremio” –, nelle quali possiamo sentire una voce più calda continuare a indagare il senso riposto del vivere, dello stare insieme agli altri, delle parole “fraternità, libertà, uguaglianza”.

Pagina dopo pagina, ci si trova a mettere in dubbio anche le proprie più salde convinzioni, seguendo la voce pubblica e quella intima di un uomo coerente con se stesso, rigoroso eppure capace di infinita tenerezza, libero anche dentro una cella, proprio come in cima a una montagna.

La sezione Across the music, curata dalla Primo Riccitelli di Teramo, si chiude sabato 29 agosto con Renzo Rubino & Raffaele Casarano che propongono il loro tributo a Lucio Dalla.

Il progetto artistico nasce dalla meraviglia del caos immaginifico che Dalla ha lasciato dietro di sé, dal suo immenso patrimonio umano e artistico, dalla voglia di fare ordine, rimodulare, riscoprire tutto ciò che è sfuggito. La poetica e le innovazioni musicali di Dalla diventano fili da intrecciare ancora e poi ancora. A farlo sarà la voce di Renzo Rubino, il giovane cantautore di Martina Franca, che dopo aver avuto la possibilità di suonare il pianoforte dell’artista bolognese durante la trasmissione di Fabio Fazio Che Tempo che fa, ha voglia di smaltire la folgorazione e l’enorme privilegio vissuto. Accanto a lui Raffaele Casarano, sassofonista leccese, ormai fiore all’occhiello della squadra di musicisti della casa discografica Tuk Music, di Paolo Fresu. Casarano è anche direttore artistico del Locomotive Jazz Festival, spazio in cui, per la prima volta, i due artisti si sono incontrati e hanno dato vita, quasi per gioco, alla prima versione dell’Omaggio a Lucio Dalla durante l’estate 2018.

Voci e note, storie e sogni di un uomo il cui ricordo continua ad accarezzare i pensieri di tanti. Forse non si è ancora riusciti a comprenderlo abbastanza, forse serve cantare e ripetersi le sue canzoni per continuare ad assorbire l’energia della sua anima e del suo talento.

Tre le mostre dislocate nei due edifici storici, palazzo De Sanctis e palazzo Clemente, e nella piazzetta De Sanctis. Le esposizioni sono a cura di Simone Ciglia e Pietro Gaglianò e sono state realizzate grazie all’affermazione dei progetti della Fondazione all’Italian Council e al premio Siae.

LE MOSTRE

La forma della terra - Geografia della ceramica contemporanea in Italia, a cura di Simone Ciglia, propone una mappatura delle possibilità contemporanee della ceramica, orientata sul territorio nazionale. La mostra è concepita come un viaggio attraverso i principali centri di produzione legati a questa tecnica, e che ha coinvolti alcuni tra i nomi più apprezzati dell’arte contemporanea: Mario Airò, Salvatore Arancio, Stefano Arienti, Bertozzi & Casoni, Enrico Castellani, Enzo Cucchi, Matteo Fato, Flavio Favelli, Alberto Garutti, Liam Gillick, Piero Golia, Ugo La Pietra, Felice Levini, Emiliano Maggi, Eva Marisaldi, Gino Marotta, Mathieu Mercier, Matteo Nasini, Adrian Paci, Mimmo Paladino, Luca Maria Patella, Giovanni Termini, Luca Trevisani, Vedovamazzei, Luca Vitone.

Nell’ambito della mostra, inoltre, è presentata per la prima volta al pubblico italiano la nuova opera Modellare l’acqua di Mario Airò, realizzata nei laboratori ceramici di Castelli nel 2019-20 con l’ apporto di Arago Design (Elisabetta Di Bucchianico e Dario Oggiano), e di Daniele Paoletti. Il progetto è stato realizzato grazie al co-finanziamento del bando Italian Council, ideato dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, per promuovere l’arte contemporanea italiana nel mondo. L’installazione, esposta in anteprima allo spazio Bazament di Tirana (in collaborazione con l'Istituto Italiano di cultura di Tirana), è destinata a far parte della collezione permanente del Museo Internazionale della ceramica in Faenza.

Sarà presente l’artista # 2 Mario Airò, sempre a cura di Ciglia, vede protagonista l’artista che ha incentrato la propria riflessione sul tema dello spazio. Un nucleo di lavori che – muovendosi liberamente fra epoche, autori e tecniche – si confrontano con le questioni dell’ambiente, del luogo e dell’intervento nel contesto espositivo, centrali anche nella sua ricerca.

Le chiavi e la soglia è un’opera dell’artista Alessandro Fonte, a cura di Pietro Gaglianò, vincitrice del premio Siae Per chi crea. Il lavoro è stato pensato e realizzato espressamente per Castelbasso, dialogando con i suoi abitanti. Il progetto si compone di due opere visibili nella piazzetta De Sanctis. Qui sono disposte tre sculture realizzate a partire da sedie esistenti e tuttora presenti nelle case del borgo. L’artista ha ottenuto in prestito le sedie come simbolo di quel rapporto che nei piccoli centri lega la vita domestica a quella pubblica, con le porte sempre aperte e una sedia sulla soglia dove le persone anziane trascorrono lunghe ore. Le sedie sono state riprodotte in metallo, distorte nella forma e ora sono delle sedute pubbliche, amplificando un sentimento di ospitalità e accoglienza. Sulla facciata del palazzo nella stessa piazza si trova la seconda opera: una campana nella cui fusione sono state utilizzate le chiavi – di porte o case non più esistenti - che l’artista ha raccolto presso gli abitanti. Fuse nella campana rappresentano la voce corale della comunità, di chi è presente e di chi è scomparso.

Con il patrocinio e il contributo di: Regione Abruzzo, Fondazione Tercas, Provincia di Teramo, Comune di Castellalto, Consorzio dei Comuni del B.i.m., Camera di commercio Teramo, Falone Costruzioni E.R., Intesa Sanpaolo, Metamer.