- Dettagli
- Pubblicato Giovedì, 19 Settembre 2013
- Scritto da Mario Marchese
TERAMO PENALIZZA ATRI: PENSIAMO A NUOVE AGGREGAZIONI TERRITORIALI
UN REFERENDUM PER ASCOLTARE LA VOCE DEI CITTADINI
Leggo ed esprimo la mia opinione, e certamente dico, oggi 2013, dopo quanto ci stanno facendo e determinando con la gestione della Provincia di Teramo, ed in chiave anti-atriana soprattutto, è facile, è semplice, è ulteriormente auspicabile, che è ormai necessario “cambiare la Provincia”, da Teramo a Pescara, o nella nascente riforma delle Macroprovince, e, ripeto, andare anche in questo caso, con Pescara-Chieti e non rimanere con Teramo-L’Aquila, sempre che questa riforma si farà.
E’ certo comunque, che bisogna abbandonare, e di corsa anche, quella di Teramo, matrigna sempre e, costantemente antiatriana.
Basta vedere cosa ci stanno facendo all’Ospedale di Atri, con la gestione teramana dell’ASL, cosa è la viabilità da e per Atri, e quali interventi strutturali e di servizi aggiuntivi sono stati fatti a vantaggio di Atri, o meglio non tolti alla città di Atri, così come invece è avvenuto e si è perpetrato impunemente, senza resistenza alcuna da 6-7 anni a questa parte, vedi per il Tribunale e gli Uffici del Giudice di Pace, per l’Università, per l’Ospedale di Atri, per altri servizi che verranno ad essere conseguenti a queste scelte strategiche maturate già nel tempo dai politici ed amministratori dell’area teramana (Provincia di Teramo,ASL di Teramo,Senatori e Deputati e Consiglieri Regionali dell’area teramana).
Scelte queste, e molte acquisizioni, maturate durante l’Amministrazione Marchese (1997-2001) in particolare con l’acquisizione della Sezione distaccata del Tribunale di Teramo e la Università e difesa strenua per non perdere il Distretto Socio Sanitario a vantaggio di volontà che lo volevano a Silvi o tra Silvi e Pineto, ma anche di quella Basilico, in merito non è stata a guardare, e tutto questo non va sottaciuto o dimenticato, giacchè queste due esperienze amministrative hanno avuto il coraggio di difendere le realtà ed i servizi conseguiti negli anni dalla città di Atri.
Soltanto che questo cambiare Provincia, Marchese, il Sindaco Marchese, lo diceva a carattere cubitali, su stampa e nei suoi interventi in Consiglio Comunale, e lo asseriva già strategicamente contro TUTTI i partiti e le persone dei partiti di Atri, si proprio tutti, dal DS di allora, poi PD, agli altri (Rifondazione compresa) e, compreso il partito del sindaco Basilico di allora (Popolari-Margherita o gran parte di loro).
Marchese quella scelta lo ha visto “come strategica” per far sviluppare la città di Atri e soprattutto per salvaguardare i propri Servizi maturati ed istituiti in anni, utili, necessari ad un territorio, vedi in primis l’Ospedale di Atri, il Tribunale, l’Agenzia delle Entrate, l’Inps (sportelli Inpdap e Inail), UTA, i Carabinieri (aumento degli organici), Commissariato di PPSS, strutture scolastiche superiori, la Università.
Strutture queste tutte in pericolo oggi, ed alcune già tolte, negli ultimi 5-7 anni, come all’Ospedale ed il Tribunale di Atri.
Ho detto e scritto anche, ed in più occasioni, anche nell’ultima campagna elettorale in cui mi ero candidato a Sindaco, che la città doveva ritrovare un suo “centro strategico di sviluppo”, una proposta di concretezza, non a chiacchiere, ma a FATTI.
Cioè creare, formalizzare una : “VERTENZA ATRI”, su parecchi problemi quali: sanità, lavoro, Viabilità, Turismo, Agricoltura e strutture di trasformazione, Servizi, sistema Scolastico superiore e soprattutto quella Universitaria, commercio, e tutto questo era ed è possibile solamente in un progetto di interessi congiunti da studiare e realizzarsi con i “COMUNI dell’AREA VASTA”, comprendenti i Comuni della Val Vomano, Val Fino, Atri, Pineto, Silvi, Montesilvano, Città S. Angelo ed Elice, con al centro prima tra tutti il nostro Presidio Ospedaliero di Atri oltre i servizi al territorio che già abbiamo.
Comuni questi, che formano in termini di abitanti, la 5° Provincia d’Abruzzo, e cambiare provincia, già ora è una necessità immediata, vitale per Atri, e nel contesto ci seguirà poi, anche Pineto e Silvi.
Non sono stato creduto ieri, sulla necessità di cambiare provincia, non sono stato creduto oggi in merito a queste proposte serie e concrete, ed ecco i primi risultati che si vedono concretizzare con il beneplacito del Presidente della Provincia, e del Sindaco della città capoluogo di Provincia che già da mesi, se non da anni, sta cucendo una rete di ostacoli, di svuotamento di servizi a danno di Atri e che personalmente ho contestato, inviando le mie proteste ai politici atriani, Sindaco, Giunta e Capi Gruppo in primis, oltre che alla stampa, che, come al solito, sentono i tromboni, ma non chi si allarma concretamente per quanto sta avvenendo.
Quindi anche in queste cose non sono stato creduto, i cittadini hanno avuto paura o non hanno compreso, bene cosa stava e sta avvenendo, ed non hanno cambiato, anzi hanno confermato e con interessi, chi e coloro che sicuramente bene a questa città non sta facendo o non lo ha fatto, almeno a mio modesto parere.
Oggi, a distanza, di anni, e di mesi, nel 2013, anche Mattucci, Basilico e penso tanti altri, vanno a considerare e condividere questa mia intuizione e convincimento strategico per Atri e la sua comunità, posto all’attenzione 13 anni fa, e che costò anche, nel 2007, la crisi amministrativa del Basilico ter.
Ma come si vede, i tempi cambiano, e come si dice: E’ MEGLIO TARDI CHE MAI !!!
Ed è per questo che diviene necessario organizzarci in merito, formalizzando “UN COMITATO” per far esprimere alla città tarmite un “REFERENDUM CONSULTIVO PREVISTO DALLO STATUTO COMUNALE” questa volontà, e poi agire con immediatezza, con concretezza e convinzione.
Io sono pronto, così come lo sono stato sempre, e come lo è il nostro “Circolo della sinistra Indipendente”, e gli altri?
Sono altrettanto convinti di questa scelta? E soprattutto dove sono?
E soprattutto, dico loro, se non vogliamo morire, diamoci da fare, che saranno ancora tempi più duri per Atri ed i suoi cittadini.
Mario MARCHESE, Circolo della Sinistra Indipendente “E. Berlinguer” di Atri dal 2007