Le Poesie di Giampiero Margiovanni

 

Città d’Atri

Trova un punto fisso,
lancia lo sguardo,
si apre la strada davanti a te.
Lascia lo sguardo:
intorno a te case, strade, chiese,
tra coste argillose e scoscese rocce.
Ancora più bella
se disegnata dalle luci della notte
e se si infuoca nelle tenebre
per le vie l’otto dicembre1.
Chissà se bella ora
come allora,
quando prese il nome dall’Imperatore2.
Città d’altri,
città d’Atri,
città d’arte.
Città,
di chi ha una ricchezza
e non lo sa.
Città dalle numerose possibilità,
porte aperte,
entrate, ormai crollate.
E l’unica ancora in piedi
è quella  che attraverseremo tutti.



Arsa via
La notte è pesante,
si crea nel letto un vuoto,
uno spazio, un tempo, che viene riempito.
Pesanti le coperte,
pesante la presenza,
pesante è il tocco,
la sento, è ella.
Fantasma, demonio, angelo o sorte.
La vedo è ella,
bella come sempre. Anche nella morte.
La sento, l’astuta,
la stessa, scompare.
Ossessiona chi nella vita non è stato degno.
Arsa via nella notte,
nel sogno.



34.(le punte del cerchio)
Un cerchio.
Questo sono io adesso.
Un cerchio.
Perfetto.
E quindi imperfetto
per essere reale.
E questo mio modo d’essere,
questo male,
questa situazione,
mi pervade da dentro
come volesse venir fuori,
come se fossero tante punte.
Spigoli.
Che si fanno strada
nelle carni.
La sopportazione.
La sopportazione
placa il dolore
e leviga le punte.
Le carni si adattano
alla situazione.
Il dolore e i sentimenti
si placano. Scompaiono.
E il cerchio inizia a rotolare
per il cammino
che le sue punte
lo hanno costretto
a costruirsi.
E le punte,
per quanto levigate siano,
tornano a ferire
al contatto con il suolo.
Mentre l’incoerenza
regna sovrana.



La bussola
Attratti, come chi e poli.
Riempìti, i nostri soli cuori e vuoti.
Come la bussola che tiene la rotta,
indica il nord e...
...ed io tengo la rotta e mi ritrovo indicando te.
Legàti, stretti come nodi.
Passàti, da sconosciuti a ignoti.
Prima ago e magnete.
Ora come mai niente.
Perché una nave non naviga
in un deserto di sabbia,
coperto di rabbia,
lacrime come ancore,
graffiano la faccia.
Da mezzo a rotta a destinazione. Tu sola.
Ora punta ora ago ora spada. Bus-sola.
E già giunta del ti amo l'ora. È già passata.
E mentre prima i nostri incontri
erano incendi dolosi appiccati nella foresta.
Ora sono solo incidenti dolorosi,
così freddi, da impiccarsi alla finestra.
E si va avanti sì, ma con piedi pesanti.
A riavvicinarsi sì, ma sempre più distanti.
Accecati da una punta d'odio
senz'amore.
Trafitti da una spada d'oro
senza morte.