CORDOGLIO PER LA SCOMPARSA DI GIANCARLO MINICUCCI

UN GIORNALISTA ABRUZZESE DI RAZZA

Il Sindacato Giornalisti Abruzzesi si unisce al dolore della famiglia e dell'intera categoria per la morte di Giancarlo Minicucci. Nato ad Asmara 67 anni fa, ma pescarese di famiglia e di adozione, aveva cominciato in Abruzzo, al Resto del Carlino e al Tempo, prima di approdare, al Messaggero la sua brillante carriera che lo ha portato a essere direttore del Nuovo Quotidiano di Puglia e alla vice direzione del Messaggero, a tutti gli effetti il suo giornale. Nel quotidiano di via del Tritone ha percorso infatti tutti i gradini, cronista, inviato, capocronista, capo delle cronache italiane, caporedattore centrale e infine vice direttore. Significative anche le esperienze nelle redazioni locali del Messaggero, a Latina e in Abruzzo, dove tra il 1998 e il 1999 è stato caporedattore dell'edizione regionale. Insomma, un cronista di razza. Giancarlo Minicucci era in pensione da alcuni anni e viveva in Salento, a Roca. Lascia la moglie Santa e tre figli, oltre ad alcune generazioni di giornalisti che lo hanno avuto come maestro e collega.