ATRI, IL CENTRO STORICO

Il territorio: problemi e prospettive

SALVARE LA NOSTRA CITTA'

Tempo fa, e precisamente nel Novembre 2015, l’Arch. Luciano Brandimarte scrisse su “Indialogo” un articolo, o meglio lanciò un “grido di dolore” sul centro storico della nostra città che si svuotava. Allora ricordo che rimasi molto colpito ma dall’intervento non si aprì, per la verità, alcun dibattito o riflessione, come l’autore auspicava. Oggi egli stesso, ritorna sull’argomento allargando il tema all’intero territorio con una analisi comparativa che dimostra la gravità della situazione.

  In occasione del Consiglio Comunale dedicato al bilancio consuntivo 2014 avevo colto l’occasione per sottolineare il costante spopolamento della Città ed in particolare del suo centro storico e dicevo:

 “il ristagno della attività edilizia dovuta alla mancata entrata in vigore del nuovo PRG  e del permanere, per troppo tempo in vigore delle norme di salvaguardia, che, di fatto, hanno penalizzato le attività, anche le più semplici.    Certo non ultima la crisi economica, che ha immobilizzato qualsiasi velleità di intrapresa.   In questo quadro si capisce il costante calo demografico che che è quantificabile in circa duecento persone l’anno e che, di questo passo, se non si inverte il trend, ci porterà nel 2019, ad andare sotto i 10.000 abitanti passando così ad altra categoria di Comuni.

 Emblematico e preoccupante è lo svuotamento residenziale del centro storico che in termini urbanistici e sociali, risulta essere un fenomeno tra i più preoccupanti che abbiamo davanti.  Tutti sanno che tali fenomeni portano ad uno snaturamento della Città, delle sue componenti sociali, della vita pubblica oltre che un visibile deserto di presenze e di vita individuale ed associata. Ne va il carattere di una comunità, la specificità dei luoghi, l’uso della vita sociale.   Si è preoccupati di tutto questo?   O no.      Come rimediare a tutto ciò, quali le terapie? Quali i piani a medio ed a lungo termine?  Non ne vediamo neanche un abbozzo.”

 Ma ecco il grafico aggiornato che illustra la discesa soprattutto degli ultimi anni.

 

Certo, si tratta di un problema conosciuto e studiato, siamo l’Italia dei mille campanili, dei meravigliosi borghi, delle città turrite e murate.

Quanti convegni, quanta letteratura, quanta ricerca per studiare questo fenomeno che ha implicazioni tecniche, sociali, economiche, culturali. Occorrono, quindi, molteplici apporti multidisciplinari e che non può essere liquidato semplicemente con un intervento miracoloso e unilaterale! E’ anche inutile, a mio avviso, riproporre soluzioni per ricercare modelli di vita sociale non più proponibili e affascinanti, utili solo per la memoria che bisogna avere per il passato, la storia, le tradizioni di cui è ricca la nostra città e i suoi quartieri storici. Il centro storico è il cuore pulsante della città, il suo spopolamento significa abbandono, degrado.

Come evitare lo spopolamento e l’abbandono del centro storico?

Il nostro centro storico ha avuto, in questi ultimi anni, delle fasi, per citarne qualcuna:   la fase che chiamerò del riuso abitativo effettuato dai concittadini emigrati all’estero che tornati in pensione, hanno  ristrutturato ed ammodernato le abitazioni a volte malsane delle famose rue, specialmente nei rioni popolari di S. Domenico e Capo d’Atri. Una fase importante che, tutto sommato, non ha prodotto ferite ambientali, ma messo in moto economie e processi virtuosi ed apporto di nuova linfa vitale.

 La fase della riqualificazione e sistemazione viaria e dei servizi.

La fase di stagnazione, ed oggi una lunga fase di spopolamento vero e proprio, abitativo e commerciale.

Oggi…… che fare?

Strumenti, uno per tutti, oltre a tuti gli altri che conosciamo:

 Il nuovo progetto statale denominato “CASA ITALIA” di prevenzione di rischi sismici e di messa in sicurezza degli immobili, è  sicuramente una occasione unica, e noi siamo felici che Atri risulta tra le candidate ad entrare nel progetto insieme ad altre città. Il nostro lavoro, con un utile incontro avuto da noi del PD di Atri, tempo fa, con il Presidente della Regione Abruzzo, ha dato i suoi frutti a dimostrazione che si può governare anche dall’opposizione.

Speriamo che questo sia un buon inizio per far uscire la nostra Città dall’isolamento, ma occore progettualità e cantierabilità. Sapranno in nostri eroi della Giunta…..  o faremo la fine della scuola di V. Umberto I°, ancora al palo?  

Alfonso Prosperi