RICORDO DI SALVATORE COCCIA, DIRETTORE
DELL’ARALDO ABRUZZESE

Un protagonista della recente storia della Chiesa
di Teramo-Atri

E’ morto improvvisamente, dopo un malore, mentre guidava l’automobile tra Trevi e Campello sul Clitunno, il Prof. Salvatore Coccia, docente di religione, responsabile dell’Ufficio Scuola della diocesi di Teramo-Atri e direttore del settimanale diocesano.

Originario di Mosciano S. Angelo, era nato l’11 febbraio 1951. Dopo gli studi seminariali, entrò nel mondo della scuola e del giornalismo, e insieme a Luciano Verdone, docente di Storia e Filosofia e diacono, furono i primi due laici della diocesi aprutino-atriana ad insegnare religione, per volere dell’allora Vescovo, l’indimenticabile Padre Abele Conigli.

Salvatore fu molto impegnato nell’AC giovani, affiancando negli anni ’70 e ’80 l’Assistente Mons. Davide Pagnottella, Parroco del Cuore Immacolato di Maria a Teramo e Vicario- Generale. Nel servizio, rilanciato da Padre Abele, per la promozione del laicato, fu ancora una volta vicino all’amico Luciano, e come sempre ai coniugi Attilio Danese e Giulia Paola Di Nicola, al timone dell’Apostolato dei Laici.

Sotto la guida di Giovanni Verna, primo direttore laico dell’Araldo, ha scritto sul settimanale cattolico, con predilezione del tema di scuola e sindacato. Salvatore apparteneva al drappello di giovani laici della redazione, alcuni dei quali, come lui, chiamati alla direzione del giornale, ovvero Nicola Di Paolantonio, Gino Mecca e il compianto Beniamino De Nigris Urbani, venuto a mancare prematuramente lo scorso anno.

Con gli amici del settimanale condivideva tanti momenti, come le nozze d’argento con la moglie Mary Grilli, nella Chiesa di S. Giovanni “ad insulam” il 3 novembre 2001, dove la Messa fu celebrata da Don Davide.

Nel 2013 l’allora Vescovo Michele Seccia, quattro anni dopo promosso Arcivescovo Metropolita di Lecce, volle Salvatore alla direzione dell’Araldo, subentrando a Gino Mecca. Era ormai in corso la rivoluzione informatica, ma Teramo-Atri ha voluto conservare il cartaceo, puntualmente presente in tante case della diocesi, e anche fuori. Salvatore accettò la sfida, e durante la direzione ha vissuto in prima linea il terremoto del 2017 e poco dopo il covid19.

Salvatore, con la sua penna e la chiarezza espositiva non ha parlato soltanto di scuola. Ha ricordato, peraltro, vari amici del settimanale, passati all’altra riva, a partire dal suo maestro di giornalismo, Giovanni Verna, venuto prematuramente a mancare nel 2011, i sacerdoti Mons. Davide Pagnottella, Mons. Gabriele Orsini, Mons. Domenico Taraschi e Mons. Domenico Valeri, tutti aprutini di origine e di ordinazione, sempre legati al settimanale, per il quale venivano organizzate, nelle Parrocchie, giornate con la presenza del direttore.

La dipartita di Salvatore Coccia è avvenuta poche ore dopo quella di un altro collaboratore dell’Araldo, il Prof. Sandro Galantini, marchigiano adottato da Giulianova, uomo di grande cultura. Siamo vicini, con l’affetto e la preghiera a tutta la famiglia Coccia, ricordando Salvatore con affetto per il prezioso servizio alla Chiesa diocesana, attraverso l’apostolato della buona stampa.

SANTINO VERNA