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- Pubblicato Mercoledì, 13 Maggio 2026
- Scritto da Gabriella Savini
Dalla Speranza all’Azione
Il 24 maggio del 2015, Solennità di Pentecoste, Papa Francesco, nel terzo anno di pontificato, presenta al mondo la sua seconda enciclica Laudato Sì.
Il sussurro della settimana parte da questo documento del magistero che ha segnato la mia esperienza di cristiana cattolica perché “la nostra casa comune è come una sorella con la quale condividiamo l’esistenza e come una madre bella che ci accoglie tra le sue braccia (LS 1). Questa nostra sorella protesta per il male che le è stato fatto a causa della nostra irresponsabilità e perché “siamo cresciuti pensando di essere suoi proprietari e dominatori, autorizzati a saccheggiarla” (LS 2). L’enciclica non è un manifesto ecologico, è molto di più perché invita all’ecologia integrale della persona, cioè a quel cambiamento interiore necessario per guardare al mondo con occhi diversi.
La Laudato Sì sottolinea come “l’analisi dei problemi ambientali è inseparabile dall’analisi dei contesti umani, familiari, lavorativi, urbani e della relazione di ciascuna persona con sé stessa” (LS 141) perché “non ci sono due crisi separate, una ambientale e un’altra sociale, bensì una sola e complessa crisi socio-ambientale” (LS 139). Un autentico sviluppo richiede un miglioramento integrale nella qualità della vita umana lo spazio in cui viviamo influenza il nostro modo di porci nei confronti della vita, così diventa necessario aver cura della propria stanza quanto di uno spazio pubblico comune, per “sentirsi a casa anche dentro le città” (LS 151).
Tuttavia “un ecologia umana implica qualcosa di più profondo” (LS 155): la riscoperta della natura dell’uomo, meravigliosa creatura del creato. L’uomo: l’unica creatura voluta da Dio per sé stessa e chiamata ad essere rivolta in Cristo al Padre. L’uomo è creatura ad immagine di Dio, la cui vocazione e predestinazione è in Cristo uomo perfetto. Papa Francesco esprime molto chiaramente nella LS 64 l’importanza che “le convinzioni di fede offrano ai cristiani motivazioni alte per prendersi cura della natura e dei fratelli e delle sorelle più fragili”.
Questa enciclica è stata molto feconda, sono nati, intorno al bisogno di riscoprirsi custodi del creato, circoli di preghiera e informativi, animati da educatori competenti.
Il Joint Diploma in Ecologia Integrale, promosso dalle Università Pontificie Romane, ha formato animatori proveniente da più confessioni religiose, perché intorno all’obiettivo della cura alla casa comune, la Terra, le divergenze teologiche restano indietro rispetto al bisogno di trovare soluzioni di cura comuni. Il Movimento LaudatoSì, sostenuto dal Dicastero per lo Sviluppo Umano Integrale, attraverso l’utilizzo della Piattaforma LaudatoSì, promuove dal 17 al 24 maggio, una settimana per celebrare l’enciclica, che quest’anno ha come tema “Dalla Speranza all’Azione”, un evento globale che invita comunità e individui a compiere passi concreti per la conversione ecologica e la cura del creato, rappresenta un momento chiave per unire la Chiesa mondiale nella risposta al "grido della terra e al grido dei poveri".
La proposta è semplice ma efficacie: ogni parrocchia, scuola o famiglia è chiamata a compiere, consapevolmente, una scelta ecologica concreta. Insieme al Dott. Andrea D’Aprile, dirigente dell’Istituto Comprensivo di Notaresco, abbiamo aderito alla Week 2026 per camminare verso la sostenibilità, con un progetto realizzabile, che gli alunni della Secondaria di Primo grado hanno accolto con entusiasmo: preferire, in una delle due merende della mattinata, frutta e verdura. Promuovere questa iniziativa ha come effetto immediato il consumo di una merenda salutare, gli effetti secondari variano, dal ridurre il consumo di cibi ultraprocessati alla produzione di rifiuti.
Nella sua semplicità questo progetto richiede attenzione, impegno e rinuncia, perché è più facile e veloce prendere uno spuntino al distributore.
Rallentare il passo è tra le raccomandazioni che Papa Francesco indica nel documento, rallentare per accogliere una “solidarietà universale”.
Il punto è, siamo disposti a rallentare, a puntare su uno "stile di vita" in linea con la difesa integrale dell'ambiente e della vita di tutti i popoli?
"La velocità che le azioni umane impongono oggi contrasta con la naturale lentezza della evoluzione
biologica". Occorre frenare il ritmo della crescita, come aveva sostenuto già Benedetto XVI nella Caritas in veritate. È l'idea della decrescita. E il Pontefice lo precisa: "È arrivata l'ora di accettare una certa decrescita in alcune parti del mondo procurando risorse perché si possa crescere in modo sano in altre parti".
Tradotto in azione, sono disposto a rivedere uno stile di vita dove tutto sembra essere necessario? Sono disposto ad usare gli strumenti di cui dispongo fino alla loro naturale esaurimento senza lasciarmi sedurre dagli ultimi modelli innovativi? Sono disposto ad un consumo consapevole del cibo e delle risorse della Terra?
“Vorrei invitare tutti ad affrontare insieme questo cammino…Solo in questo modo saremo in grado di creare il futuro che vogliamo: un mondo più inclusivo, fraterno, pacifico e sostenibile.” Raccogliere l’invito del papa apre alla capacità di guardare alle cose con occhi di custode amorevole. Bisogna sempre partire da sé stessi, dalla cura del luogo in cui si vive. Aver cura della propria casa attuando quei cambiamenti che sono espressioni di uno stile di vita in armonia con il creato.
Gabriella Savini




