UN LIBRO DI ALBERTO VARANI E ADRIANO PALLINI
Rovistando la storia i legami di Atri con Venezia

Fresco di stampa, il libro “Lungo Rio Terà dei pensieri” di due autori atriani, Alberto Varani e Adriano Pallini. Il primo è più atriano, il secondo veneziano di adozione. Infatti il titolo rivela la venezianità del libro. E’ un romanzo-catalogo, degli “Illuminati ‘73”.

Sono i liceali di Atri che nel 1973 hanno conseguito la maturità classica, presso il classico “Illuminati”. L’istituto, allora in pieno centro storico, accoglieva alunni di Atri e dintorni. Con Alberto Varani, solerte guida del Museo Capitolare, nel corso degli anni sono state animate tante rimpatriate per il punto della situazione, ma soprattutto consolidare l’amicizia nata tra i banchi e le vie di Atri.

Il libro, con la consulenza di Emidio Balducci e della Prof.ssa Teresa Cellinese, docente di lingue e letterature straniere, rivela l’attività artistica di Adriano Pallini, atriano quanto il cognome, perché possiamo scorgere tante opere figurative, come la sanguigna su carta del ritratto di Alberto Varani. Il romanzo intreccia fantasia e realtà, con la presentazione del Prof. Ezio Sciarra, Ordinario di Sociologia Generale e Filosofia della Scienza presso l’Università degli Studi “G. D’Annunzio” di Chieti- Pescara e Preside emerito della Facoltà di Scienze Sociali nel medesimo. Il docente atriano, era insegnante di Storia e Filosofia di Alberto e Adriano, e li ha ritrovati dopo mezzo secolo, sempre nella città acquaviviana.

Rovistando la storia, attraverso il libro scorgiamo in controluce i legami di Atri con Venezia, non solo per il dibattito sul nome dell’Adriatico, ma per uno dei pochi personaggi storici entrati nella primissima odonomastica della parte intramurale: Angelo Probi. Fu diplomatico, legato a Venezia, dimorante nel palazzo avito accanto alla Chiesa di S. Francesco, e corso e ricorso della storia, casa natale del diplomatico Domenico Vecchioni.

Il libro si avvale di diverse foto, scattate dagli autori e da Peppino Tracanna, a partire dalla mostra di Adriano Pallini, nell’auditorium “S. Agostino”, con presentazione del Prof. Sciarra e Ireneo Ianni, celeberrimo pittore atriano che ha lasciato in molti luoghi, e con diverse soluzioni artistiche, il segno del talento. Ma anche foto di monumenti veneziani, raramente presenti sui manuali di storia dell’arte. L’immagine musiva di S. Marco, non sempre attenzionata dal turista e dal pellegrino, è imago brevis delle relazioni tra Occidente e Oriente.

Alberto Varani è giunto, come ha scritto nella presentazione, al quarto libro, dove rifulge sempre l’affetto delle radici. Ha dato anche la spiegazione del numero quarto, non in senso cabalistico, ma “come voglia di continuare a mettersi in discussione”.

SANTINO VERNA