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- Pubblicato Lunedì, 16 Marzo 2026
- Scritto da Santino Verna
IL DOTTOR NICOLA BINDI A 150 ANNI DALLA NASCITA
UNA FIGURA D’ALTRI TEMPI, UN GRANDE
ATRIANO, UOMO DI PROFONDA FEDE
Il 16 marzo 1876 nasceva il Dottor Nicola Bindi, medico chirurgo, Sindaco di Atri, prima di mio nonno Comm. Avv. Santino Verna, negli anni della ricostruzione. Il Dottor Bindi, chiamato “Don Nicola”, apparteneva ad una delle famiglie aristocratiche di Atri, eponima di un portico, nei pressi di Piazza Francesco Martella, anche se il palazzo avito è leggermente distante.
Tra i parenti di Don Nicola, il Dottor Vincenzo Bindi, da non confondere con lo storico dell’arte giuliese, medico di Silvi, la cui casa divenne alter ego del cenacolo michettiano di Francavilla. In questo stabile era ospitata la collezione di ceramiche abruzzese, di diverse epoche e botteghe, donate dal figlio Dott. Gaetano, nel 1976, al Museo Capitolare di Atri.
Don Nicola, laureato in medicina, esercitò fino alla conclusione della giornata terrena la professione, anche per ragioni previdenziali, in quanto non si vide riconosciuto il diritto alla pensione. Lavorava tutti i giorni, feriali e festivi, nello studio di casa e girando la città e le campagne per le visite ai pazienti, seguendo in tutto e per tutto l’iter della malattia, fino alla guarigione. Era uno dei pochissimi medici di Atri, ed eseguiva anche piccole operazioni chirurgiche.
Una volta fu chiamato nel convento di S. Francesco, per estirpare l’unghia incarnita di un fratino. Era legatissimo alla Chiesa francescana, anche perché la consorte, la Signora Maria Filiani era stata madrina di vestizione di un probando. Il fratino aveva la naturale paura di quel breve doloroso momento, ma il barbato medico raccontò la storiella di un sacerdote al quale mancavano due dita, davanti a due sposi che contraevano il matrimonio davanti a lui. Quando arrivò il momento della benedizione, il sacerdote la impartì senza le dita. E per questo evocò le dure prominenze degli animali. Mentre finiva di raccontare la storia, il Dottor Bindi estirpò l’unghia e il fraticello non sentì nulla, perché era stato distratto dal racconto.
Dopo la IIa guerra mondiale, il Dottor Bindi fu eletto Sindaco di Atri, per i cattolici. La storia fu ricostruita nel 1995, da mio papà, Giovanni Verna, con il libro “Cattolici alla prova: l’amministrazione Bindi-Verna 1946-1951”, presentato dalla deputata Filomena Delli Castelli, nell’auditorium “S. D’Acquisto” dell’allora s.m.s. “F. Barnabei”. Alla presentazione intervenne, il nipote con lo stesso nome del nonno, Prof. Nicola Bindi, recentemente scomparso, docente di diritto presso l’ITC “A. Zoli” di Atri e di altri istituti del Teramano.
Il Dottor Bindi era uomo di fede. Partecipava ogni giorno alla S. Messa, nella vicina S. Chiara e aveva il privilegio di porgere l’ombrellino al SS. Sacramento, alla processione del Corpus Domini. Al momento dei pasti, diceva sempre una preghiera in latino e divenne maestro di catechismo dei nipoti, Nino, Mariano, venuto prematuramente a mancare nel 2006, e il Dott. Francesco. Nel 1952, accolse con il discorso sul sagrato di S. Spirito, il nuovo Vescovo di Atri, Mons. Amilcare Battistelli, prima del corteo verso la Cattedrale, come mio nonno aveva accolto due anni e mezzo prima Mons. Gilla Vincenzo Gremigni, sempre sullo stesso sagrato. Poiché dopo l’amministrazione democristiana Bindi-Verna, arrivò quella socialcomunista con il Dott. Gennaro Ciota e il Maestro Domenicantonio Iommarini, si preferì affidare l’accoglienza all’ex-Sindaco, dati i rapporti tesi tra la Chiesa e i partiti marxisti.
Uscito dall’agone politico, il Dott. Bindi passò all’altra riva nel 1967. Il figlio, Dott. Domenico, sarebbe diventato Sindaco di Atri, tre anni dopo, subentrando al Maestro Guglielmo Di Domenico e passando le redini a Giovanni Verna. I due padri Sindaci e i due figli Sindaci. Don Nicola fu tumulato nella cappella di famiglia del camposanto di Atri e rimane una figura d’altri tempi in una città e in un territorio ricchissimi di arte e di storia.
SANTINO VERNA




