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- Pubblicato Giovedì, 05 Marzo 2026
- Scritto da Santino Verna
AFFETTUOSO RICORDO DI
DON VINCENZO SALLADINI
Ha esalato l’ultimo respiro, nel primo pomeriggio del 4 marzo, primo mercoledì del mese di S. Giuseppe, Don Vincenzo Salladini, Parroco emerito di S. Gabriele dell’Addolorata in Atri. Le condizioni di salute non erano perfette, e per questo, da poco aveva lasciato la terza parrocchia di Atri capoluogo, in ordine di tempo.
Nato a S. Margherita di Atri, nel 1946, Don Vincenzo era stato formato nei seminari locali e a Roma, e nel 1971 fu ordinato sacerdote. La prima Parrocchia fu S. Felice a Putignano, nel comune di Teramo. Tre anni dopo fu trasferito nella Parrocchia di S. Rocco in Guardia Vomano. Nel paese legato all’abbazia di S. Clemente lavorò molto per i giovani e si adoperò per i poveri, sempre con riservatezza, dolcezza e fermezza. Visse in presa diretta restauro e ripristino dell’abbazia nel territorio parrocchiale, uno dei gioielli medioevali della diocesi, richiesto soprattutto per i matrimoni.
Legato al paese natio, cercava il riavvicinamento alla forania d’origine e per questo nei primi anni 2000 si parlava del trasferimento di Don Vincenzo, nella Parrocchia di S. Nicola in Atri. Il ritorno si avverava nel 2012, quando Mons. Michele Seccia lo nominava Parroco di S. Gabriele. Era molto legato al Santo del sorriso, e portava spesso i giovani ai Santuari ai piedi del Gran Sasso, a volte anche alla festa liturgica del 27 febbraio.
Don Vincenzo nei 13 anni di servizio alla Parrocchia della periferia Sud di Atri, ha lavorato instancabilmente all’Oratorio, ovviamente con eponimo il Santo dei giovani, per breve tempo coadiuvato da Don Matteo Baiocco D’Angelo, poi trasferito a S. Nicola, prima di approdare alla Parrocchia di S. Benedetto Abate a Controguerra.
Durante il Parrocato di Don Vincenzo, la Chiesa di S. Gabriele ha avuto due volte la peregrinazione delle spoglie del Santo dei giovani, la prima nel 2015, la seconda nel 2023, in occasione del mezzo secolo della Parrocchia. La Messa conclusiva fu celebrata dal Card. Marcello Semeraro, Prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi, molto attivo nella canonizzazione di S. Bartolo Longo, indirettamente legato a Guardia Vomano.
Don Vincenzo ha assistito i genitori anziani, venuti ad Atri, e dimoranti presso le opere parrocchiali. Ha organizzato tanti momenti di socializzazione, catechesi e impegno sociale, sotto lo sguardo di S. Gabriele dell’Addolorata. Era sacerdote di profonda umiltà che non ostentava la cultura.
Ricordo un buffo episodio. Don Vincenzo celebrò il matrimonio di Umberto Braccili e Carla Di Pietro. Mi trovavo con mio papà allo sposalizio, in S. Clemente al Vomano. Era luglio 1991, e dopo la celebrazione sarebbe seguito il banchetto, in un ristorante non lontano da Guardia Vomano. Testimone dello sposo, Mario Santarelli, prematuramente scomparso. Era il cantore del Pescara di Galeone e Reia, impeccabile nell’abbigliamento, raffinato e dal cuore sconfinato. Ero vicino al ciborio accanto a Don Vincenzo, e in presbiterio tutti aspettavano la sposa, per il consueto classico ritardo. Ad un tratto, sbucò la sagoma di Mario, e dissi a Don Vincenzo, indicandolo con dito: “Lo vedi Mario Santarelli?”. E Don Vincenzo, senza scomporsi mi rispose: “L’ho capito che è Mario Santarelli”.
Ora Don Vincenzo, con Mario e tutti i nostri cari, sono nella Gerusalemme celeste e cantano, senza fine, le lodi del Signore.
SANTINO VERNA




