RICORDO DI ROBERTO COLLEVECCHIO

Raffinato e discreto, ha abitato la storia di tanti atriani 

Ha esalato prematuramente l’ultimo respiro, nella festa di Cristo Re, Roberto Collevecchio, direttore di banca e appassionato di tennis. Nato nel 1972, Roberto era vissuto in Atri, nella casa sulla discesa di Via S. Chiara che porta a Vico Mariocchi.

Molto legato alla Parrocchia della Cattedrale, soprattutto durante il servizio di Don Giovanni D’Onofrio, Roberto era stato ministrante, a fianco del fratello maggiore Carlo, uno dei responsabili del nutrito e celebrato gruppo dei chierichetti. Roberto, per vari impegni, lasciò il coordinamento del piccolo clero, mentre Carlo continua tuttora, non solo in Cattedrale, ma anche nel Santuario Diocesano di S. Rita da Cascia e in altre Chiese della Forania di Atri.

Sempre disponibile verso tutti, Roberto aveva molta pazienza e la professione di dirigente bancario lo metteva a contatto soprattutto con le persone meno giovani, poco abituate ai new media, e a volte ansiose riguardo alle operazioni della banca. Era molto legato al territorio e promuoveva lo sviluppo di Atri. Uomo raffinato e discreto, andava a lavoro in bicicletta, per rimanere in allenamento.

Il Signore lo ha chiamato al premio eterno in un giorno liturgico, indirettamente legato alla recente storia di Atri. La festa di Cristo Re, fu istituita nel 1925, da Pio XI, giunto in Atri quando era ancora Mons. Achille Ratti, Prefetto della Biblioteca Ambrosiana, per visionare alcuni codici, quando era stato appena istituito il primo nucleo del Museo Capitolare.

Siamo vicini al papà Enrico, alla mamma Anna Maria, alla moglie Arianna, ai figli Enrico e Benedetta, al fratello Carlo, e a tutta la famiglia, con la preghiera, ricordando Roberto con grande affetto, perché ha abitato la storia di tanti atriani, all’ombra della Basilica di S. Maria che ne costituisce lo specchio e la forza di vita.

SANTINO VERNA