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- Pubblicato Mercoledì, 22 Ottobre 2025
PER SOGNARE, I RACCONTI DELL’ANIMA
L’APPUNTAMENTO DI UCCIO
Uccio era un piccolo uccellino che viveva in un bellissimo nido costruito sotto il cornicione di un palazzo. La famiglia dei Balestra era veramente unita e l’amore regnava nella loro piccola dimora.
Durante il giorno svolazzavano qua e là ma la sera si ritrovavano tutti insieme per godere del tepore che li avvolgeva.
Si avvicinava l’inverno e in casa c’era molto fermento perché mamma e papà stavano disegnando la mappa per il grande viaggio che li avrebbe portati in Africa.
Uccio, insieme ai fratellini, seguiva da lontano i preparativi ma non si interessava più di tanto perché era intento a giocare con i suoi amici fra le nuvole.
Un giorno mentre osservava i fantastici colori delle foglie cadute dagli alberi incontrò un uccellino piccolo come lui.
── Ciao! Come ti chiami?
── Ello e tu?
── Io mi chiamo Uccio!
Così diventarono subito amici e iniziarono a rincorrersi nel cielo.
── Adesso ti insegno una cosa! ─ disse Ello.
Allora Uccio atterrò su un ramo di un pioppo e da lì vide Ello che si lasciava cadere in picchiata e poi svoltava all’improvviso sulla destra come se volesse disperdere qualche rapace che lo rincorreva.
── Sei Bravissimo!! ── esclamò Uccio.
── Ora ci voglio provare anche io! ── e in un battibaleno si lanciò in basso in caduta libera, deviando sulla sua destra poco prima di raggiungere le foglie cadute.
Ello si complimentò con lui per la bravura che aveva dimostrato e aggiunse che nella famiglia dei Fringu, di cui lui faceva parte, non tutti si erano dimostrati così rapidi nell’apprendere questa difficile evoluzione.
Intanto era giunta la sera e i due uccellini tornarono ognuno nel proprio nido.
Il giorno dopo era prevista la grande partenza e mamma e papà, dopo aver cenato, stavano dando le ultime indicazioni per le modalità di volo che avrebbero eseguito insieme alle altre famiglie Balestra all’interno dello stormo.
La più importante riguardava il controllo della distanza fra i vicini di volo facilitata anche dalla loro visione laterale che, sicuramente, li avrebbe avvantaggiati.
Le spettacolari coreografie che avrebbero descritto nel cielo sarebbero arrivate poi con spontaneità e avrebbero incantato chiunque le avesse osservate.
Uccio era emozionato ma un pochino triste perché non avrebbe visto più Ello. Anche il fatto di trasferirsi in Africa e per di più in Sahara non lo attraeva molto.
Un’altra cosa che avrebbe perso erano i colori delle foglie autunnali che gli piacevano tantissimo insieme a quelle sfumature pastello degne di un pittore di grandissima fama.
Comunque, anche se con un nodo in gola, chiese ai genitori se l’indomani avrebbe potuto salutare Ello prima di partire.
── Certo! Uccio! ── esclamò mamma Balestra. ── Ma ricordati che la grande partenza è prevista per mezzogiorno dopo il suono delle campane della Cattedrale! ──
── Grazie mamma! Grazie!! Dove devo farmi trovare a quell’ora? ── ── Noi ti aspetteremo tutti sulla chioma della grande quercia situata all’interno del parcheggio del supermercato! Mi raccomando la massima puntualità! ── ribatté papà Balestra.
Quella notte Uccio non riuscì a prendere sonno subito per l’emozione della grandissima impresa che l’avrebbe atteso il giorno dopo. Nel pochissimo tempo che dormì sognò di rotolarsi in quelle bellissime foglie secche dai fantastici colori che non avrebbe più visto se non il prossimo anno, al ritorno dal grande viaggio.
Ai primi chiarori dell’alba Uccio fece colazione e dopo aver salutato tutta la famiglia volò nel posto dove aveva incontrato Ello con la promessa di trovarsi sulla chioma della grande quercia per mezzogiorno in punto.
I primi raggi del sole gli fecero compagnia per un po' fino all’arrivo del suo amico.
Uccio raccontò della partenza imminente e venne a sapere che anche le famiglie Fringu sarebbero volate via, fra qualche giorno, per un posto caldo.
── Bando alle chiacchiere! ── esclamò, dunque, Uccio e iniziarono a rincorrersi volteggiando in ogni dove.
Ogni tanto si fermavano su un ramo di un albero altissimo e si lasciavano cadere in picchiata per poi fare la solita svicolata a destra che avrebbe seminato qualunque possibile inseguitore.
Poi rotolavano fra le foglie secche cadute da poco e godevano del loro crepitio mentre si confondevano con i loro bellissimi colori.
Giocando, giocando, il tempo scivolò rapidamente e al primo rintocco delle campane della Cattedrale i due amici si salutarono con la promessa di rivedersi nello stesso posto, una volta terminato l’inverno.
Uccio spiccò allora il volo dirigendosi verso il parcheggio del supermercato dove lo aspettavano tutte le famiglie Balestra.
A mano a mano che si avvicinava sentiva sempre più forte i versi del grande stormo pronto ormai per la partenza imminente.
Anche le persone che entravano e uscivano dal supermercato si fermavano a guardare in alto su quell’albero dove fremeva un impeccabile spirito organizzativo.
Ora le campane non suonavano più e papà e mamma Balestra erano in ansiosa attesa dell’arrivo dell’unico componente mancante della famiglia.
Uccio, oramai, intravedeva da lontano la chioma della quercia ma, prima della grande partenza, volle, ancora una volta, riprovare l’emozione di ripetere l’evoluzione che gli aveva insegnato il suo amico Ello.
Fu così che si lasciò andare in caduta libera per poi fare la solita svicolata improvvisa sulla destra.
Ma…
Un colpo sordo su un parabrezza di un’auto!!!
Qualcosa che, sbirciando dallo specchietto retrovisore, vola indietro rimbalzando sull’asfalto!!
── Tesoro! Cos’è stato?! ──
── Niente, cara! Niente!! Forse un uccellino…!! ──
GUIDO DEL PRINCIPIO




