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- Pubblicato Venerdì, 05 Settembre 2025
- Scritto da Santino Verna
RICORDO DI MARIA PAVONI RAPACCHIA.
UN ANIMO PROFONDAMENTE MARIANO
E’ venuta a mancare, dopo lunga sofferenza, Maria Pavoni Rapacchia, storica direttrice della scuola infermieri professionali, dell’ospedale civile “S. Liberatore” di Atri. Ha concluso la giornata terrena, nella memoria di S. Teresa di Calcutta.
La Signora Maria era nata a Teramo nel 1937. Dopo il diploma magistrale, si trasferì a Roma dove fu allieva del Convitto “Umberto I” per la formazione delle infermiere professionali. Diplomata caposala, si trasferì ad Atri dove ha egregiamente lavorato fino al collocamento in pensione, diventando un’istituzione per il nosocomio.
Caposala della divisione pediatrica e neonatologica, accanto alla Dott.ssa Giulia Zauli Naldi, la Signora Pavoni divenne direttrice della scuola infermieri e in questa veste ha vissuto vibranti momenti come la visita di S. Giovanni Paolo II, con l’elicottero atterrato ad un tiro di schioppo dall’ospedale e l’inaugurazione del nuovo plesso, accanto allo stabile entrato in funzione nel 1961.
Profondamente religiosa, Maria con la famiglia andò la prima volta a Lourdes nel 1976 e subito divenne sorella d’assistenza, accanto al Dott. Vittorino Teofili, Presidente della sottosezione atriana. Con l’Unitalsi visse momenti importanti e di vita quotidiana, e partecipò anche ai primi pellegrinaggi a Medjugorje. L’altro ambito mariano del quale fu autorevole componente era il MSM. Finchè ha potuto partecipava ai cenacoli mensili, in Santuari e Parrocchie dell’Abruzzo e del Piceno, e tra questi l’incontro con il fondatore, Don Stefano Gobbi, a S. Gabriele, con l’Eucarestia celebrata, sul sagrato dell’Antica Basilica.
Aveva sposato nel 1966 Massimo Rapacchia, uno dei pilastri dell’ospedale e con il marito e i figli, Vincenzo e Giovanni, aveva abitato per lunghi anni in Via Finocchi. Nel 1982 si erano trasferiti in Viale A. Moro, nei pressi dell’attuale rotatoria. Da tanto tempo non usciva più di casa, per seri problemi di salute, ma l’infermità non aveva mai scalfito l’ottimismo e il sorriso di Maria.
L’animo mariano è stato sottolineato da sorella morte che ha bussato alla porta di Maria, proprio in un mese costellato di ricorrenze della Madre di Dio e della Chiesa. Non solo con l’onomastico che avrebbe festeggiato il 12 settembre, ma con antiche feste liturgiche e date legate ad apparizioni come Coromoto e La Salette. Maria era legata spiritualmente a questi luoghi, visitati dalla Regina del Cielo. E proprio attraverso edifici e ambiti naturali, Maria Santissima, sollecita il popolo di Dio all’amore e al servizio verso i più poveri e i più fragili.
SANTINO VERNA




