- Dettagli
- Pubblicato Martedì, 02 Settembre 2025
- Scritto da Andrea Spada
Custodi di valori, testimoni del futuro:
l’Ordine Costantiniano di San Giorgio
Il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio è tra le più antiche istituzioni cavalleresche della cristianità, erede di una tradizione che attraversa secoli di storia e spiritualità. Nel corso del tempo ha affrontato vicende politiche e mutamenti epocali senza mai smarrire la sua vocazione: difendere la fede e tradurla in opere di misericordia. Oggi, questa luminosa eredità trova continuità nel ramo spagnolo, guidato da Sua Altezza Reale Don Pedro di Borbone delle Due Sicilie, Duca di Calabria, che ne custodisce l’identità e ne rinnova la missione nel mondo contemporaneo.
In Italia, la presenza dell’Ordine si articola in Delegazioni regionali, coordinate dalla Real Commissione per l’Italia. Di particolare rilievo è quella d’Abruzzo e Molise, guidata dal Nobile Cavaliere Barone Emanuele Muzj di Fontecchio, che con responsabilità e dedizione traduce nel territorio i principi di solidarietà e servizio propri della tradizione costantiniana. La Delegazione copre l’intera Regione ecclesiastica Abruzzo-Molise, comprendente arcidiocesi e diocesi che vanno dall’Aquila a Campobasso fino a Trivento, a testimonianza di una presenza capillare e radicata.
Durante la pandemia i cavalieri hanno offerto sostegno alle categorie più fragili della società e, negli ultimi anni, hanno contribuito alle missioni umanitarie in Ucraina inviando medicinali e beni di prima necessità. A queste opere si affiancano momenti di fede e celebrazioni liturgiche, come la festa di San Rocco a Popoli Terme, nella chiesa edificata nel 1656 dalla famiglia Muzj come voto contro la peste e rinnovata nel 1774, fino alla partecipazione alla Perdonanza Celestiniana all’Aquila, con l’apertura della Porta Santa della basilica di Collemaggio, riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio immateriale dell’umanità. Quest’anno la celebrazione è stata presieduta dal Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato di Sua Santità, che nella sua omelia ha richiamato il valore del perdono e della pace, inserendo il rito nel cammino dell’Anno Santo 2025.
La forza dei cavalieri si manifesta nel loro impegno concreto e mai ostentato, capace di trasformare una tradizione secolare in gesti quotidiani di speranza. In questo stile sobrio e profondo, l’Ordine rimane vicino alla popolazione e alla Chiesa, incarnando una nobiltà autentica che sa coniugare memoria e attualità. Da questa eredità viva nasce anche un invito ai giovani: riscoprire valori smarriti e trasformarli in impegno, coraggio e speranza.
ANDREA SPADA




