- Dettagli
- Pubblicato Lunedì, 18 Agosto 2025
- Scritto da Santino Verna
RICORDO DI MADRE MARIA CARMELA LELLI
La “sentinella” della Eucarestia ora con la sua
bella voce canta le lodi dell’Atissimo 
Il 16 agosto scorso, poche ore dopo l’ordinazione sacerdotale di Fra Domenico Paolo Di Ridolfi, nella Basilica Cattedrale di Atri, ha esalato l’ultimo respiro, presso l’ospedale civile, Madre Maria Carmela Lelli, Abbadessa emerita del Monastero di S. Chiara. Aveva ricevuto pochi minuti prima la visita di Don Paolo Pallini, Cappellano delle Clarisse con Don Guido Liberatore, Parroco di S. Agnese in Pineto e Don Pier Paolo Matteucci, Parroco di Borgo S. Maria e di S. Nicola in Atri e i tre Parroci dell’antica diocesi di Atri hanno accolto l’ultimo respiro della storica Abbadessa.
Maria Donata Lelli era nata a Montefino il 18 giugno 1933. Conosceva sin da bambina Atri e il Monastero delle Clarisse, non solo perché c’era lì la zia Suor Gemma, con lo stesso cognome, ma anche per la presenza della concittadina Madre Maria Chiara Grillone, promotrice della rinascita del Monastero atriano. Entrò tra le mura di S. Chiara in Atri, nel 1956, mentre erano già avviati i lavori per rendere più confortevoli gli ambienti del Monastero. In presa diretta visse, durante la preparazione alla professione dei voti religiosi, l’istituzione dell’Adorazione Eucaristica Diocesana, voluta dal Servo di Dio Amilcare Battistelli, Vescovo di Atri e Teramo. Nel 1960 emise la professione, con il nome di Suor Maria Carmela.
Fu guidata spiritualmente da Mons. Aurelio Tracanna, Arcidiacono del Capitolo e Delegato Vescovile per Atri. Don Aurelio le impartì lezioni di musica e l’arte ceciliana fu sempre coltivata da Suor Maria Carmela. Fin quasi agli ultimi giorni di vita, ha accompagnato la Liturgia delle Ore e la S. Messa quotidiana, con l’harmonium, posizionato in coretto, accanto all’organo, dove abitualmente siede l’attuale Abbadessa Madre Maria Rita Mongia, Segretaria Federale. La passione per la musica sacra di Madre Maria Carmela ha contribuito ad arricchire il repertorio della Chiesa di S. Chiara, anche con brani contemporanei. A S. Chiara venivano e vengono eseguiti canti non proposti nelle altre Chiese di Atri e della forania.
Il servizio di Abbadessa di Suor Maria Carmela cominciò nel 1992, e fu concluso nel 2014, alternandosi, con la consorella omonima Suor Carmelina Pisciella, entrata in Monastero dopo l’intensa attività apostolica fuori Europa, con le Figlie di S. Anna. Durante l’Abbadessato Madre Maria Carmela visse intensi momenti ecclesiali come l’VIII centenario della nascita di S. Chiara, particolarmente vissuto nella comunità claustrale atriana.
Con umiltà e senso pratico, la dinamica Abbadessa ha svolto tutti i servizi in Monastero, assistendo le sorelle anziane e inferme, curando la preparazione delle ostie per la Chiesa di S. Chiara e per tanti altri luoghi, non solo dell’ex-diocesi di Atri, ma di buona parte dell’Abruzzo. Ha prestato servizio anche in portineria, accogliendo tanti atriani e cittadini dei paesi vicini in cerca di consiglio e consolazione nel Tabor di Atri.
Proclamava le letture durante la Messa, oltre alle intenzioni della preghiera dei fedeli, e sostava tanto tempo davanti a Gesù Sacramentato, in quanto, come detto, sede dell’Adorazione Eucaristica dell’ex-diocesi. Tutti ricordano la sua sagoma piccola e magra, con il volto sorridente incorniciato dagli occhialini, dall’indefinibile cadenza dialettale e dalla meravigliosa voce intonata quando cantava.
Suor Maria Carmela cominciò ad accusare problemi di salute già dallo scorso anno, ma non lo dava a vedere. Il Calvario è cominciato il 5 agosto, mentre il Monastero si preparava, come ogni anno, al Triduo con il Transito di S. Chiara. Quest’anno con una gioia maggiore, l’ordinazione sacerdotale del frate minore conventuale Fra Domenico, il cui cammino vocazionale ha incrociato tantissime volte l’antico Monastero atriano.
Le Sorelle, con il Cappellano Don Paolo, hanno intensamente pregato per la guarigione della storica Abbadessa, ricoverata prima a Teramo e poi riportata in Atri. Non sarebbe tornata in coro, per la festa più attesa dell’anno, con il concorso dei francescani delle tre obbedienze, dei sacerdoti della forania e del Vescovo, a conclusione dei festeggiamenti. Nella camera d’ospedale, mentre il caldo agostano dava qualche piccolo fastidio, aveva conservato il sorriso di sempre, quando gli occhioni castani si illuminavano nel ricordare non solo le celebrazioni solenni in S. Chiara e gli illustri ospiti, ma la tanta vita quotidiana con il pesante lavoro e la profonda devozione degli atriani. Si era aggravata il giorno dell’Assunta, con l’immagine portata in processione anche davanti al Monastero, passaggio obbligato di tutte le teorie processionali atriane, e il giorno dopo la dolorosa notizia.
Le esequie sono state celebrate il 18 agosto, nella sua amata Chiesa, dal Vescovo Gianfranco De Luca, circondato da una decina di sacerdoti, delle diverse obbedienze francescane, e anche ovviamente diocesani, ovvero alcuni Parroci della forania. Era presente la sorella Stefania che l’ha assistita e diversi parenti, provenienti dai paesi vicini.
In Cielo ha ritrovato tante consorelle, e tanti atriani, gli abitanti della città da lei tanto amata, e ha riabbracciato Suor Karol, troppo presto strappata da questa terra, per esser trapiantata con Suor Maria Carmela, nei giardini del Paradiso.
SANTINO VERNA




