LE RELIQUIE DI SAN FRANCESCO IN ATRI.

Un dolce incontro, il serafico Padre visita le sorelle Clarisse

Il 15 e il 16 luglio le reliquie di S. Francesco sono giunte nella città di Atri, in occasione della “peregrinatio” in tutte le diocesi abruzzesi. Infatti quest’anno sarà l’Abruzzo, la regione di turno, ad offrire l’olio della lampada che arde sulla Tomba di S. Francesco, in Assisi. La tradizione cominciò nel 1939, quando Pio XII dichiarò Francesco, patrono d’Italia, in quanto il più Santo degli italiani e il più italiano dei Santi. La proclamazione a patrono era stata intuita nel 1926, quando il Card. Raffaele Merry dal Val aveva tenuto un discorso nella Basilica di S. Francesco, nel VII centenario della nascita al Cielo.

Le reliquie, provenienti dal Sacro Convento, sono custodite nel busto del Santo Patrono d’Italia. La prima diocesi abruzzese ad accoglierle è stata Lanciano-Ortona, e la prima Chiesa, il Santuario del Miracolo Eucaristico, dove si celebrava l’ottavario, coincidente con l’antica solennità del Corpus Domini, 60 giorni dopo Pasqua. Arrivate in Piazza Plebiscito, sono state accolte dalle due famiglie francescane del capoluogo frentano, i Minori Conventuali e i Minori “simpliciter dicti”, rispettivamente dei Conventi di S. Francesco e S. Antonio, e dal popolo di Dio.

Il calendario della “peregrinatio”, stilato dalla Commissione, presieduta da Mons. Michele Fusco, Vescovo di Sulmona-Valva, ha riservato alla città dei calanchi, due importanti giorni francescani: 15 e 16 luglio. Il 15 la Chiesa Cattolica, ma soprattutto le famiglie francescane, ricordano, con il grado liturgico della festa, S. Bonaventura, Vescovo e Dottore della Chiesa, biografo di S. Francesco. Il 16, ricordiamo il giorno della canonizzazione del Santo Poverello, avvenuta nel 1228, poco più di 21 mesi dopo la nascita al Cielo di S. Francesco. Il 16 luglio è soprattutto la festa della Madonna del Carmelo, ricordo della protezione di Maria Santissima su tutta l’umanità, con lo scapolare, versione ridotta dell’abito carmelitano. Ad Atri, la Madonna del Carmine, era venerata, con il Triduo, in S. Agostino e quando la Chiesa fu trasformata in Sala polifunzionale per la cultura, l’immagine, per interessamento di Ettore Cicconi, fondatore e direttore del Museo Etnografico, fu trasferita in S. Francesco, nella Cappella di S. Gaetano.

La Chiesa di S. Chiara, dove sono state accolte le reliquie di S. Francesco, custodisce la statua della Madonna del Carmine, molto venerata, perché, durante il pericolo della soppressione, si animò e assicurò a Suor Veronica De Petris che il Monastero di Atri, non sarebbe mai finito. Due monache della comunità hanno festeggiato l’onomastico, le due ex-Badesse, Madre Carmela Lelli e Madre Carmelina Pisciella, entrambe originarie dell’antico mandamento di Atri.

Le reliquie sono state accolte la sera del 15, dal Cappellano Don Paolo Pallini e da P. Giulio Martorelli, O.F.M., Rettore del Santuario della Madonna delle Grazie di Teramo. La celebrazione era animata dall’OFS della Parrocchia dell’Assunta di Silvi Marina. Diversi i fedeli di Atri, Silvi e dintorni, non solo all’accoglienza, ma anche il giorno seguente, con il commiato.

Il Monastero di S. Chiara da sei anni non accoglieva le reliquie del Serafico Padre S. Francesco. La scorsa volta l’attenzione era puntata più su S. Antonio, perché era la “peregrinatio” del Santo di Padova, abbinata alle reliquie di S. Francesco, in ricordo dell’VIII centenario del passaggio di S. Antonio, dalla famiglia agostiniana (la stessa di Papa Leone XIV) all’Ordine Serafico. Le reliquie dei due giganti della fede arrivarono il 16 settembre, in S. Chiara, dove si svolse un breve momento di accoglienza. Subito dopo, la processione verso la Cattedrale, passando davanti alla Chiesa di S. Francesco.

Un evento con le sole reliquie di S. Francesco, risale al settembre 2004. La “peregrinatio” era motivata pure quella volta dall’offerta dell’olio per la lampada da parte della regione civile abruzzese. Atri partecipò in prima linea, domenica 3 ottobre, in Basilica Superiore, con la Messa presieduta dall’indimenticabile Arcivescovo Mons. Vincenzo D’Addario e l’animazione della schola-cantorum “Giovanni D’Onofrio”. Il giorno seguente, Mons. D’Addario, sempre in Basilica Superiore, concelebrò con i Vescovi abruzzesi.

Atri parteciperà con gioia alla festa di S. Francesco, nella città di Assisi, quest’anno con un ulteriore motivo di esultanza: l’ordinazione sacerdotale e la prima Messa, di Fra Domenico Di Ridolfo, O.F.M.Conv. nella Cattedrale di Atri, rispettivamente il 16 agosto alle 11  e il giorno seguente alle 10.30, nell’ambito dell’ottava dell’Assunta, eponima della Basilica, sottolineata dall’apertura della Porta Santa.

SANTINO VERNA