GLI 80 ANNI DELL’AMBASCIATORE DOMENICO VECCHIONI
UN ATRIANO PER IL MONDO

Il 10 luglio compie 80 anni lo storico e ambasciatore, Dott. Domenico Vecchioni, nativo di Atri. La casa natale è Palazzo Vecchioni in Via A. Probi, all’ombra della Chiesa di S. Francesco. Lo stabile ha affreschi ottocenteschi, oggetto di una monografia, promossa dall’allora Centro Servizio Culturali della Regione Abruzzo. Il Dott. Vecchioni è vissuto poco nella città dei calanchi, perché la famiglia si trasferì a Pescara, all’ingresso settentrionale, nelle vicinanze della Chiesa di S. Antonio. Il papà Mario, fu famoso dannunzista e, con l’ampliamento dell’odonomastica cittadina, Atri gli ha dedicato una via, nella periferia Sud.

Domenico Vecchioni, dopo la laurea, ha intrapreso la carriera diplomatica. Ha prestato servizio a Le Havre, città non molto conosciuta della Francia, poco più grande di Pescara, quindi a Madrid, Strasburgo e Buenos Aires. Nella capitale argentina ha avuto modo di approfondire la leggendaria figura di Evita Duarte Peron, seconda moglie del Presidente del Paese latinoamericano, ricordato per l’accoglienza degli italiani in cerca di lavoro. Di Domenico Vecchioni è l’agile biografia di Evita, dove l’aspetto storico, articolato e complesso, incontra l’inevitabile aspetto leggendario, amplificato dal musical, guarda tu, con attrice protagonista abruzzese, Luisa Veronica Ciccone. Senza dimenticare il pittore di Evita, Gaspar Spadafora, celeberrimo nell’arte sacra, originario di Pratola Peligna.

Dal 1999 al 2003 il Dott. Vecchioni è stato Console a Nizza e anche nella città, un tempo italofona, ha avuto modo di approfondire l’aspetto storico e sociologico. Peraltro città virtualmente gemellata con Atri, perché la patrona è S. Reparata, vergine e martire. Ha conosciuto diversi nizzardi amici di Sandro Pertini, il Presidente della Repubblica più amato dagli italiani, la cui casa di villeggiatura a Nizza, certamente meno appariscente di quella vicino a Fontana di Trevi, suscita poca curiosità negli italiani con molte primavere, e men che meno nei ragazzi.

Ambasciatore d’Italia a Cuba, dal 2005 al 2009, il Dott. Vecchioni, con il pensionamento, si è dedicato a tempo pieno, alla ricerca storica, sulla situazione internazionale e sullo spionaggio. Tra gli innumerevoli studi, ricordiamo soltanto, quello sul Canale di Suez.

L’attività diplomatica gli ha dato possibilità di conoscere e incontrare Sommi Pontefici e Prelati. Emozionante l’incontro con S. Giovanni Paolo II, appena finito il Grande Giubileo del 2000, quando battezzò il nipotino Luca, in Cappella Sistina, nella festa del Battesimo del Signore. Il Dott. Vecchioni è legato alla città eterna, perché vive sulla Via Cassia.

Non è mai venuto meno il rapporto con il natio Abruzzo. Il poliglotta ambasciatore, torna ogni estate, nella casa di Roseto, con la consorte Nicole. Durante la permanenza agostana, ci sono diversi ritorni ad Atri, per l’incontro con gli amici e qualche conferenza culturale. Per interessamento dell’amico Giovanni Verna che lo intervistò su “L’Eco di S. Gabriele” nella rubrica degli abruzzesi famosi fuori regione, fu festeggiato sabato 3 dicembre 1994 al Comunale, insieme ad altri due illustri atriani, Mons. Francesco Di Felice, Sotto- Segretario del Pontificio Consiglio per la Famiglia e Assistente del Sodalizio degli Abruzzesi nella capitale e il Prof. Nicola Cesare Occhiocupo, costituzionalista, Magnifico Rettore dell’Università di Parma.

Corsi e ricorsi della storia, potrebbe dire Giambattista Vico, il Dott. Vecchioni ha abitato nello stabile di un altro diplomatico atriano, Angelo Probi, tra i primi cittadini illustri ad entrare nell’odonomastica intramurale cittadina. Il Probi, fratello di Giacomo, conte di Pianella e del Vescovo Antonio, anche lui diplomatico, ma ricordato soprattutto per il ciclo pittorico di Andrea Delitio in Cattedrale, ebbe missioni delicate. Fu immortalato, nel pannello di Gesù Eucaristico, forse uno dei più celebri del maestro marsicano.

E’ sempre una gioia ascoltare l’ambasciatore Domenico Vecchioni. Perché sa rendere a colori, tanti aspetti del mondo che immaginiamo in bianco e nero.

SANTINO VERNA