- Dettagli
- Pubblicato Venerdì, 22 Settembre 2017
- Scritto da Mario Marchese
OCCORRE UNA NORMATIVA
IL BARATTO AMMINISTRATIVO: UNA RISPOSTA
ALLE DIFFICOLTA' DEI CITTADINI
Ebbi qualche mese addietro, a proporre il cosiddetto “Baratto amministrativo”, consistente nella disponibilità dell'Amministrazione Comunale a regolamentare e determinare un lavoro, una prestazione, a carico di un contribuente, che non può determinare l'assolvimento del suo obbligo in solido su quanto dovuto dall'Ente e per ragioni diverse. Ora, la Legge, Signor Sindaco, lo permette, stante l'art. 190 del D.Lgs. n° 50 del 2016.
Ovviamente il tutto deve essere normato, e sta a Lei, ed alla sua Giunta, proporre una soluzione politica che ai cittadini possano risultare utile servirsene, previa autorizzazione amministrativa, invece che “rimanere morosi” per anni, o visti e considerati, per evasori da parte dell'Amministrazione pubblica.
Con questo strumento legislativo, ognuno potrà sanare “il dovuto” con una prestazione d'opera o con altro, come rifornimenti di materiali etc. Basta normare il tutto.
Alcuni “Regolamenti pilota”, in merito, ci sono. Basta cercarli.
Diversamente si costringe il Comune a determinare il contenziosi, con spese legali, a volte non convenienti rispetto all'essere del contenzioso, e che, tante volte, (basta chiedere al responsabile AAFF), passa tanto di quel tempo, che le somme non sono più riscuotibili, e vengono cancellate dalle “voci di bilancio” come entrate, in quanto che: “non riscuotibili”. Va da se, che questo sistema, il legislatore l'ha posto come utile possibilità all'Ente, di poter avere, comunque qualcosa dal credito vantato, e che lo stesso cittadino possa sdebitarsi, pur non potendo sanare con “pecunia” quanto dovuto all'Amministrazione pubblica.
Sono certo che possano verificare la possibilità di esercitare questo processo normativo, compreso quello di dare al “cittadino la possibilità di redimersi da un bisogno forzato e contingente”, che di questi tempi è sicuramente quotidiano, o da una “umiliazione sicuramente non voluta di accedere a contributi volontari da parte dell'amministrazione pubblica per propri bisogni di base”. Nel contempo, si potrà, giacchè si sa che l'Amministrazione offre, o meglio: “si offre a pagare bollette di utenze: acqua, luce, gas o medicine o affitti a molti cittadini”, che pur permettendosi (fisicamente dico) di poter fare qualcosa, non lo fanno perchè l'Ente non si organizza in merito, non regolamentarizza in merito la questione del “baratto amministrativo”, che la legge gli da la facoltà di poter fare e lasciando, ripeto, nella umiliazione il medesimo, e che invece potrà, con questo rimanere nella dignità più completa. Insomma, invece che regalare soldi a molti, chiedere ai medesimi, in “baratto” di poter fare alcune prestazioni regolamentate. Sono certo che questo troverà apprezzamento, cordiali saluti,
Mario Marchese, Circolo della Sinistra Indipendente-E. Berlinguer-Atri




