REFERENDUM, DIBATTITO APERTO: IL SI E IL NO
REFERENDUM, DIBATTITO APERTO: IL SI E IL NO
IO VOTO NO
Al prossimo referendum costituzionale Voto NO.
Voto NO, non per mandare a casa Renzi, che è già arrivato a fine corsa. Però è stato lui e solo lui a dire che tornava a casa e poi ci ha ripensato e rimangiato tutto.
Voto NO, non per mandare a casa la Boschi che, sinceramente un pò di riposo se lo merita. Però è stata lei, nell’emulare Renzi a dire che tornava a casa ma poi ci ha ripensato.
Voto NO, non per mandare a casa Bruno Vespa, che é il più equilibrato dei giornalisti ed anche abruzzese. Ma chi gliela suggerito di pronunciare la frase?
Voto NO, non per mandare Monti a casa, perché per i cospiratori, pagati anche profumatamente, la storia dice che è stato riservato di peggio.
Voto NO, perché la riforma fatta per il Senato e le province (e la terza non fatta sulle regioni) è una schifezza (scusate se mi esprimo con poca delicatezza) ma per me, questo è il giudizio. La bozza presentata sulle regioni è semplicemente vergognosa: sono previste 10 regioni e quella futura abruzzese è formata da Abruzzo, Molise, due province delle Marche e la provincia di Rieti
Al referendum costituzionale voto NO e non accetto chi mi si aggiunge aggettivi sprezzanti, quali: razzista (come ha già fatto la Kyenge), oscurantista, retrogrado, ignorante (come è successo con la vittoria della Brexit inglese), non riformatore, colui che non vuole risparmiare, colui che vuole tornare indietro, colui che non vuole modernizzare il paese.
Sgombriamo subito il campo: se si vuole veramente risparmiare il Senato e le province devono essere eliminate mentre le regioni devono essere ridotte, come ho già scritto si INDIALOGO almeno a 6. Sono fortemente convinto dell’abolizione del Senato, delle province, del CNEL e di molte altre Corti inutili e costose.
La più grande bufala, di questo referendum, detta da Renzi, é che con questa riforma si risparmia 500 milioni di Euro. Nulla di tutto ciò é vero. I tecnici dei ministeri hanno quantificato che al massimo il risparmio sarà di 50 milioni, ma anche su questa cifra ci credo poco. Circa l’80% delle spese del Senato sono dovute agli stipendi del personale e l’altro 20% al funzionamento. Il problema perché non si vuole abolire il Senato sta proprio nel personale con stipendi elevati, che non si può licenziare e nemmeno trasferire in altre istituzioni. E poi Renzi ha promesso, come faceva Achille Lauro, che con la vittoria del SI i 500 milioni li regala ai cittadini, invece di abbassare il debito pubblico che aumenta sempre di più.
Sapete già che non sono attaccato ai metodi elettorali, ma questo di non farci scegliere i senatori è ridicolo e vergognoso.
A scuola mi insegnarono che la nostra Costituzione era basata sul bicameralismo perfetto (da dove esce fuori quello paritario, bontà loro!!!) e sull’equilibrio dei poteri. Con la riforma passiamo al bicameralismo imperfetto (hanno calcolato che una ventina di tipologie di leggi dovranno essere approvate sia dalla Camera che dal Senato) e al disequilibrio dei poteri, ottenendo pochi vantaggi.
I soliti guru, saggi, supersaggi, superesperti hanno iniziato a dire, come per la Brexit, che se vincesse il NO sull’Italia si abbatteranno le peggiori catastrofi. Io non ci credo. Sono solo esperti di catastrofismo e castroneria acuta. Anche Renzi avevano iniziato con queste profezie ma poi gli hanno detto che era controproducente ed hanno smesso.
Renzi straparla che nei prossimi 20 anni in Italia non si tocca più la Costituzione. Su questo punto non si può dire niente non c’è nessuna certezza, può darsi che nei prossimi due anni il Parlamento decida o che il prossimo governo, dopo il 2018, faccia una legge che il popolo poi approva oppure che veramente per altri 20 anni non si faccia niente.
Nicola Dell’Arena
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