PREMIO NORD-SUD A PASTAKAS E PAGE
A PESCARA L'INCONTRO DI DIVERSE CULTURE
PREMIO NORD-SUD A PASTAKAS E PAGE
L’VIIIa edizione del premio “Nord-Sud” della Fondazione “Pescarabruzzo”, con la solerte guida del Prof. Nicola Mattoscio, ha dato l’alloro a Sotiryos Pastakas, per la poesia e a Lionel Page, per le scienze sociali. Per la prosa e le scienze esatte la premiazione avverrà a primavera, per dare più spazio ai vincitori nel corso della cerimonia, contrariamente alle edizioni precedenti.
I vincitori della parte invernale sono quindi un greco, la cui formazione è avvenuta anche in Italia, dove è maturato il confronto con i grandi della letteratura del Paese, e un economista della terza città dell’Australia, Brisbane, città e continente molto lontani, ma presenti nella mente degli abruzzesi (una delle comunità più grandi di Fara S. Martino, si trova proprio in Australia).
Nella Pescara addobbata a festa per il Natale, con Corso Umberto non risparmiata dallo spettro dello spopolamento tipico dei centri storici, la sera del 15 dicembre è avvenuta la premiazione, presso il palazzo della fondazione, al numero 83, nella via con la quasi totalità di negozi di abbigliamento. Il saluto della città di Pescara è stato dato dal Sindaco Avv. Marco Alessandrini, mentre moderatrice è stata la giornalista della TV di Stato, Dott. Maria Silvia Santilli, pescarese.
Tra le autorità era presente l’Abate Giuseppe Natoli, Canonico della Cattedrale di S. Cetteo. Nella giuria hanno figurato e figurano firme prestigiose della cultura internazionale, come il medievista Franco Cardini, autore, tra l’altro, di una biografia su S. Francesco, consultato in questi ultimi tempi, con la presenza di tanti islamici in Italia. Ma pure Francesco Marroni, Walter Mauro, Gian Gabriele Ori, Elio Pecora e Benito Sablone, legati agli atenei abruzzesi.
Anima della premiazione, sin dal 2009, nell’anno del terremoto, come segno della rinascita dell’Abruzzo, la Prof.ssa Stevka Smitran, jugoslava, laureata all’Università di Belgrado, docente universitaria negli atenei abruzzesi, poetessa e operatrice culturale con il grande merito di aver fatto conoscere all’Italia il semisconosciuto mondo letterario dei Balcani, sorvolato dai moduli istituzionali di storia “sic et simpliciter” e comunque considerato appendice degli argomenti sull’Impero Ottomano e quello Austro-Ungarico dove ricadeva il grande mosaico di Josip Broz. Rimane nelle leggende metropolitane delle superiori, mentre era in corso la guerra nei Balcani, l’interrogazione del docente alla studentessa che avrebbe conseguito il diploma con il massimo dei voti. Si parlava di quell’espressione algebrica dove era sempre piantato il poster di Tito, e la domanda erano le lingue slave. Le diafane dita della ragazza contavano il serbo, il croato, il polacco, il ceco, il bulgaro…ma all’appello mancava lo sloveno.
Nella terza edizione del premio, la Professoressa, volle ricordare all’inizio della premiazione, l’amato consorte, Marco Luigi Di Varano, prematuramente e tragicamente scomparso dopo un incidente stradale, proprio nel giorno in cui celebrava l’onomastico del secondo nome, che in pratica era il primo, Luigi, come tutti lo conoscevano. Tra i recenti lavori della Prof.ssa Smitran, da più di 40 anni in Italia, quello sui pirati balcanici, argomento affrontato per la prima volta con rigore scientifico.
Com’è stato ribadito nelle edizioni precedenti, il premio “Nord-Sud” smonta la dicotomia tra le due aree geografiche: Nord-laborioso, Sud-pelandrone, Nord-freddo, Sud-caldo, Nord-ordinato, Sud-caotico e così via. Se ogni punto di osservazione ha il suo Nord e il suo Sud, e tutti siamo meridionali rispetto a qualcuno, avrebbe detto Ugo Ojetti, possiamo, attraverso una carta geografica, confermare tranquillamente il luogo comune.
In Germania il Sud è più ricco del Nord, mentre se il Settentrione è considerato serioso e il Mezzogiorno festaiolo, il Regno Unito ha dato grandi comici, nel cinema e nel teatro, cosa che non è avvenuta nei Paesi arabi. In Italia l’esempio più tangibile avviene nella storia dell’arte: l’Umbria, le Marche, la Toscana e il Lazio sono più a Sud della Lombardia, eppure hanno musei e mostre che richiamano nel corso dell’anno turisti da tutto il mondo. La Lombardia, certamente più avanti sotto il profilo industriale, non ha preso troppo in considerazione quello che può essere un piccolo petrolio per il Bel Paese, non mettendolo nella casella di possibili posti di lavoro. Per l’Abruzzo, il problema non è stato verticale, ma orizzontale, per il predominio nella regione la lotta è stata e continua ad essere, tra Pescara e L’Aquila. O meglio tra l’Abruzzo costiero e quello montano, e se gli asini litigano –sentenzia un vecchio proverbio regionale- si rompono i barili. E rimane ancora il problema del capoluogo.
Come dice il Prof. Mattoscio, nella cerimonia del 2011, “lo spazio declinato come Nord-Sud allude piuttosto alle parole sacrificio, sofferenza, diseguaglianza, nonché alla maggiore difficoltà di mobilità, quasi il muoversi dal profondo, in una percezione geometrica del verticale da affrontare. Nei rigurgiti ancestrali e perciò profondi della storia non si riscontra nessuna epopea mitica o solo affascinante”.
Nella platea, tantissimi giovani. Sono un segno di speranza. Ma ancora una volta, il crollo di un luogo comune, perché ai ragazzi di oggi la cultura interessa e bisogna ben indirizzarli a fruirne in modo maturo e costruttivo.
SANTINO VERNA
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