IL FASCINO DEL PALAZZO MAMBELLI
VALORIZZIAMO IL PATRIMONIO CULTURALE DI ATRI!
IL FASCINO DEL PALAZZO MAMBELLI E L'IDEA DI UNA "CASA MUSEO CIVICO-PRIVATA"
L'altra sera, 9-Settembre u.s., ho avuto l'onore di visitare il Palazzo Mambelli di Atri, in occasione di una manifestazione per “l'efficientazione energetica di palazzi antichi”. Interessante iniziativa, peraltro ho verificato che il Comune di Atri, nonché la Regione Abruzzo, ne ha concesso il “patrocinio”, e nell'occasione, dicevo, ho visto il palazzo, i cimeli, molti documenti etc. Ed in particolare ho parlato con gli interessati proprietari i quali, per la sua valorizzazione, ma soprattutto per la tenuta della struttura, esprimono forti preoccupazioni per la possibilità di poterlo portare avanti, di garantirlo nel tempo per gli ovvii costi di gestione e per la non possibilità di poter mettere a disposizione tutto quanto alla sensibilità culturale della città e di quanti vorrebbero e non possono visitare questo magnifico palazzo e, soprattutto, i cimeli in essa presenti che andrebbero: “classificati”, preordinati, fotografati, allestiti adeguatamente, per essere poi visti e resi fruibili ai più.
Inutile diviene parlare del Prof. Ariodante Mambelli, noto filosofo-matematico, e direi anche rivoluzionario Mazziniano, che ha rappresentato e rappresenta un segno di riscatto di dignità di questa città, sempre “ribelle” alle imposizioni, che assieme alla figura anch'essa leggendaria del Garibaldino Pietro Baiocchi, (unico Garibaldino d'Abruzzo partito da Quarto), hanno ridato lustro alla lotta per la Unità d'Italia e nelle fasi Risorgimentali della nostra amata Patria.
Insomma, Egregio Sindaco, Signor Presidente della Fondazione Tercas di Teramo, conoscendo le sensibilità culturali e di valorizzazione del patrimonio artitstico e storico che, in particolare la Fondazione da sempre esprime per la nostra città, intervenire su questo palazzo, nelle forme e nelle condizioni possibili in termini statutari, non sarebbe per nulla di “cattivo intendimento”, anzi tutt'altro.
Atri, l'Abruzzo, ma anche la musealità italiana, ne avrebbe un sicuro vantaggio ed arricchimento.
Proporrei alle SSLL, una “Conferenza di Servizio” per esaminare le possibilità in essere e le necessità del momento, condotto e convocato dal Signor Sindaco di Atri, con la presenza della Presidenza della Fondazione Tercas di Teramo, la Provincia di Teramo, Il Centro Servizi Culturale di Atri della Regione Abruzzo, la proprietà negli eredi Mambelli, e non ultimo anche della “Soprintendenza Regionale” competente in materia.
Un progetto di una “Casa Museo Civico-Privato”, ovviamente ristrutturata con fondi pubblici ed a certe condizioni di diritto, di chi o coloro che finanziano questo intervento, ed in piena intesa con la proprietà, così come avviene in tutta Italia, si potrebbe fare per questo obbiettivo-progetto, aprendo, ovviamente tutta quanta la documentazione ed oggettistica che, a detta della famiglia, è presente nelle soffittà del palazzo, e che, con idonei strutture per l'allestimento interno ed idonea ristrutturazione dello stabile delle magnifiche sale di accoglienza, potrebbero trovare fruizione pubblica, per una “galleria storica-risorgimentale” aperta a visite di delegazioni scolastiche, e legarsi così a percorsi regionali e nazionali, stante l'immagine “Risorgimentale” che tutta la documentazione esistente potrà esprimere al piccolo e grande pubblico, così come ho più volte proposto, invano, anche per la “Biblioteca-Archivio della famiglia Sorricchio” già esistente (?) in Via Pietro Baiocchi di Atri, e di cui non se ne è saputo più nulla, egregio Signor Sindaco, e stante alcuni annunci fatti nel 2015, di un suo fruimento previa intesa/accordo/progetto di recupero, anche con la stessa Fondazione Tercas.
Egregio Signor Sindaco, Assessore, On Giunta, Consiglio Comunale di Atri, in fin dei conti, mi permetto di esternare, ormai Atri ha solo questo, e solo questo potrà sfruttare, cioè: la sua collocazione su di un Colle, la sua Storia trimillenaria, i suoi ricchi Musei e Monumenti, la sua Arte e struttura Urbanistica, l'Atri ipogea (grotte e fontane archeologiche), la Riserva Naturale dei Calanchi, e soprattutto, tutto questo, ai fini turistici, diversamente, ditemi voi cosa ci rimane?????.............
E con queste considerazioni, si ridà ragione, a quanto diceva il già Presidente della Giunta Regionale, Prof. Emilio Mattucci, e che cioè: “Atri poteva e doveva vivere di Arte e di Cultura e di Servizi, in primis l'Ospedale S. Liberatore”. Tutte cose che ho condiviso con lui, durante alcuni incontri avuti, allora, nel corso del mio mandato di Sindaco di Atri (1997-2001).
Debbo dire che gli avvenimenti gli hanno dato ragione.
Ma queste sono altre storie, stante la realtà 2016, Egregio Signor Sindaco, questo potrebbe essere un ulteriore percorso prima della fine del suo 2° mandato, che scadrà nel 2018, e sicuramente non avrà tanto tempo, se vorrà per portarlo avanti, giacchè sono saltati:
-il Museo arti grafiche dei Coniugi Paglione;
-il Museo delle Vetrate Artistiche dei Coniugi Camper;
-l'ulteriore allestimento della sezione Medioevale e Romanica in costanza di un lodevole finanziamento della
Fondazione anche dal sottoscritto sostenuto , richiesto e segnalato, per l'allestimento del Museo Archeologico di Atri
Mario Marchese, Circolo della Sinistra Indipendente E. Berlinguer-Atri-
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