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NUMEROSE E ARTICOLATE LE OSSERVAZIONI AL P.R.G.

Scritto da Luciano Brandimarte il . - 2275 visualizzazioni

Si è conclusa la fase destinata alla presentazione delle osservazioni al PRG adottato.

Ne sono state presentate circa 250 di cui 2 da Associazioni, 4 da gruppi politici e 1 dall’Ufficio Urbanistico. Non sono poche, ma questo dato non si sa come leggerlo.

In genere un elevato numero di osservazioni viene giudicato negativamente in quanto non sarebbero state soddisfatte le aspettative, specie nel caso di Atri ove si è tanto parlato di Piano Partecipato con un approccio innovativo nella redazione dei piani che voleva favorire  la partecipazione  dei cittadini e dei portatori di interesse al processo di formazione.


Infatti se un piano è partecipato che bisogno c’è da parte dei cittadini di presentare un così elevato numero di osservazioni?

Se, viceversa, non sono state ascoltate le loro proposte nella fase della partecipazione vuol dire che l’ascolto è stato “relegato” alla sola fase delle osservazioni.

Allora. forse, più che un piano innovativo si tratta di un piano “vintage” che ritorna a concetti introdotti  nel 1942 quando con la Legge Urbanistica è stato riconosciuto il diritto ai cittadini di partecipare alla formazione dei piani attraverso la fase delle osservazioni.

Ma non si può non prendere atto, contemporaneamente, che la fase delle osservazioni è stata molto sostenuta dall’Amministrazione e dal Sindaco in prima persona che ha tenuto diversi incontri con i cittadini per sollecitare la presentazione delle osservazioni spiegando le procedure e dando chiarimenti interpretativi del Piano Regolatore e delle norme che lo governano.

A questo punto l’elevato numero delle osservazioni si trasforma in un vero e proprio successo del Sindaco che le ha sostenute e incentivate.

Una valutazione, forse non troppo grossolana, potrebbe essere che siamo di fronte ad un insuccesso tecnico del Piano e ad un successo politico del Sindaco Astolfi che è stato molto abile a limitare, almeno fino ad oggi, i danni politici di un Piano non troppo efficiente.

Tutto quindi si giocherà con l’esame delle osservazioni e sul livello del loro accoglimento e ,in questa fase, sarà ancor più utile e necessaria la capacità politica del Sindaco.

La presentazione poi di osservazioni da parte dei gruppi politici induce ad una riflessione in quanto sembrerebbero caduti tutti i dubbi sulla legittimità dell’adozione del Piano, tanto sostenuta sia durante il Consiglio Comunale di adozione che nei manifesti affissi nella Città nei giorni successivi.

Infatti se si ritiene la delibera di adozione viziata e si intende proporre ricorso per farla dichiarare nulla che bisogno c’è di presentare delle osservazioni ad una cosa che non avrà alcuna valenza.

Un’altra riflessione va fatta, anche, sulla presentazione dell’osservazione (della quale non conosciamo i contenuti) da parte dell’Ufficio Urbanistico il cui Capo è componente del gruppo di progettazione dello strumento adottato a cui fa osservazione.

Verrebbe da pensare che la organizzazione del gruppo di progettazione mostra qualche pecca e che la catena decisionale non è ben delineata se ci siamo ritrovati delle norme di attuazione che mostrano molti limiti e sono poco chiare, tanto da costringere lo stesso Ufficio Urbanistico del Comune a presentare sue osservazioni che, forse si scoprirà, essere coincidenti in alcuni punti con quelle presentate unitariamente da ben 26 tecnici operanti nel territorio di Atri.

Luciano Brandimarte

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